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Dopo un anportello_parco murano di lavoro intenso da parte di associazioni e Comuni, con proposte inedite e nuovi Comuni aderenti, è stata organizzata la giornata di studioIl Parco delle Mura e delle Acque – Nuova Urbanistica e turismo sostenibili per Padova e il suo territorio“, venerdì 10 novembre a Palzzo Santo Stefano, piazza Antenore.

E’ promossa dal Comitato Mura, dagli Amissi del Piovego, dall’INU-Veneto, da APPE di Padova e dal Master IUAV “BEAM – Processi costruttivi sostenibili”, con il patrocinio della Nuova Provincia di Padova.

Il convegno del 10 novembre, ricco di interventi, sarà un approfondimento e un rilancio della proposta “Verso una strategia green per l’area vasta padovana. Un progetto di infrastrutture verdi lungo i percorsi fluviali e storico-culturali”, promossa da Comitato Mura, INU-Veneto e IUAV-Master Processi costruttivi sostenibili e presentata nel settembre dello scorso anno al Flormart di Padova, con rappresentanti dei Comuni del Brenta e del Bacchiglione, del Muson, delle Comunità euganee e della Saccisica, che favoriscono il turismo culturale e ciclo-fluviale.

Il Parco delle Mura non è solamente una cornice verde per la valorizzazione e la conservazione della più grande cinta rinascimentale europea, fortunatamente giunta sino a noi pressoché intatta, ma è anche un percorso attrezzato, in gran parte in quota o su battello, che sempre più potrà offrire itinerari ciclopedonali, fluviali e visite guidate tra le ricchezze culturali del centro antico di Padova, tour-avventura speleologici, percorsi naturalistici. E sarà inoltre sede del MMM, un museo multimediale permanente sulla storia delle mura e della città che già da due anni vede attive alcune stazioni sperimentali.

Soprattutto, il Parco può rappresentare una nuova linea urbanistica di rinnovamento e di migliore uso del suolo urbano per rivitalizzare e collegare tra loro alcune delle maggiori aree dismesse o da ristrutturare della città. Aree che tutti conoscono e che rappresentano le zone morte e neglette più evidenti: Boschetti–Castelnuovo, ex Foro Boario-S.Croce–ex Rari Nantes, Alicorno e Bassanello– Caserme Piave e Prandina, Torrione Impossibile e via Sarpi. Ma anche zone che nei prossimi anni saranno ristrutturate come Cornaro-cliniche universitarie e monoblocco-via D’Alviano.

La costituzione del Parco potrà quindi restituire alla città la sua immagine del passato, che ben conosciamo dalle raffigurazioni antiche della città murata: ancora recuperabile ma oggi soffocata dall’incuria, dall’abbandono e dall’attuale affastellamento disordinato e impresentabile degli impianti ospedalieri.

Peraltro l’idea del Parco e del suo attributo primario, la continuità, è da sempre minacciata, come in questi giorni, da interventi miopi e distruttivi. Ad esempio la prevista torre di Nuova Pediatria in area ospedaliera che, alta 10 piani, sorgerebbe a 17 metri dal baluardo Cornaro del Sanmicheli![1]

L’obiettivo è promuovere un programma d’intenti per l’area vasta padovana, che veda nella graduale realizzazione dell’anello di verde e di acque del Parco delle Mura il punto di partenza, arrivo e connessione di un sistema di infrastrutture verdi e di percorsi fluviali, già presenti nel Veneto centrale. Significativa l’interazione di associazioni come il Comitato Mura, gli Amissi del Piovego e altri gruppi che traccino e pubblicizzino nuovi itinerari e nuove categorie di fruitori dalle direttrici europee del turismo lento.

Comitato Mura di Padova ed associazione Amissi del Piovego

[1] La Nuova Pediatria, se si avesse una visione urbanistica più consapevole del Parco delle Mura e dell’importanza della sua continuità, verrebbe progettata e costruita in un’area adiacente e con minore altezza

2 Responses to “Parco delle mura. Associazioni e comuni insieme al lavoro per la sua realizzazione”

  1. Luca Luciani scrive:

    … se queste sono le premesse della costruzione del nuovo ospedale sui terreni di quello attuale: “Ad esempio la prevista torre di Nuova Pediatria in area ospedaliera che, alta 10 piani, sorgerebbe a 17 metri dal baluardo Cornaro del Sanmicheli!” ….

  2. Francesco Galesso scrive:

    La Nuova pediatria, che reputo uno scempio innanzitutto paesaggistico è già in fase avanzata: finanziata e con progetto in corso. Significa che a breve, se si continua a dormire, potremmo vedere alzarsi le gru. Nel blog padovafutura.org oltre a dei fotomontaggi che mostrano l’impatto che la Torre di Pediatria avrà sul Baluardo Cornaro, descrivo in questo modo lo scempio: “E’ come costruire un centro commerciale a 30 metri da una villa palladiana senza comprenderne l’impatto che la forma, l’estetica e sopratutto la dimensione (il rapporto di scala), che il nuovo fabbricato avrà sulla villa e sul suo ambiente storico.”
    Critico in conseguenza anche il piano di prefattibilità adottato dal comune e redatto dai vincitori della gara d’appalto professionale per la Torre, che a mio parere è fatto unicamente per giustificare lo scempio della Torre ( e forse la relativa parcella), dove faccio un analisi dettagliata titolata: “UNO SCEMPIO PER GIUSTIFICARE UN ALTRO SCEMPIO”.
    Infine non capisco il Comune di Padova, che prima approva il Parco delle Mura e poi approva la costruzione di una Torre praticamente “sopra”, che come detto è uno scempio del Parco stesso. Forse politici e tecnici non hanno compreso appieno l’importanza strategica che il Parco avrà per il futuro della città. Non si spiega altrimenti.
    Sono anche contrario al trasferimento dell’ospedale, che dimostro essere giustificato unicamente da un PAT sbagliato, che basato sull’irrealistica crescita della popolazione di ben 23 mila abitanti, prevede di espandere la città cementificando altra campagna. Un PAT che inoltre non tiene conto, che Padova ha perso quasi 40 mila residenti rispetto agli anni ’70 del secolo scorso e neppure delle conseguenti migliaia di case invendute, sfitte o abbandonate presenti nel territorio. Un PAT se non basta, contrario alle tendenze della moderna pianificazione (stop al consumo del suolo) e alla stessa Legge Urbanistica del Veneto del 2004, le cui finalità sono di riqualificare l’esistente e non di ampliare le città come fa questo PAT. Le molteplici problematiche legate all’ospedale, che ricordo è un opera determinante per il futuro di Padova al pari delle Parco delle Mura, le affronto in modo compiuto nel suddetto blog.

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