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via Dante_traffico attraversamentoVent’anni a mostrare le stesse evidenze, a ribadire gli stessi argomenti: la pedonalizzazione di via Dante è urgente e possibile.

Non sono solo i residenti a invocarla a gran voce, anche le analisi dell’Arpav e del Comune stesso da tempo delineano una situazione preoccupante: migliaia di auto in transito ogni giorno senza alcuna limitazione; un limite di velocità di 30 km/h che non viene fatto rispettare in alcun modo; un conseguente inquinamento acustico e atmosferico irrisolvibile, vista la conformazione della via, se non escludendo totalmente il traffico veicolare.

A ciò si aggiunge lo stato di abbandono in cui versano i monumenti e palazzi storici; le ormai poche attività commerciali rimaste; pedoni e ciclisti che percorrono frettolosamente una via sempre meno invitante

E se la situazione è preoccupante nel primo tratto, appena superato il semaforo di via Verdi, diventa perfino peggiore nei pressi di Ponte Molino: l’immissione delle auto da via San Fermo aggrava il traffico sotto la porta e sul ponte, in uno dei punti paesaggisticamente più interessanti della via. Qui anche i pedoni devono rinunciare alla protezione dei portici e sono completamente esposti al traffico.

Portici ed edifici (storici e non) che, di contro, trattengono gli inquinanti e impediscono il ricambio dell’aria, con un effetto canyon già evidenziato da un monitoraggio che l’Arpav aveva svolto già nel 2007 nell’ambito del progetto Life-PARFUM. Quello che si vede in questa relazione è un numero di veicoli esorbitante (una media che supera anche i 10.000 giornalieri nei giorni feriali) e concentrazioni di PM10 significativamente superiori alle altre zone analizzate (piazza Insurrezione e Riviera Ponti Romani, oltre ai punti di monitoraggio stabili di Arcella, Mandria e Granze), anche del doppio superiori ai limiti di legge.

E da allora i dati non possono essere che peggiorati, in una città che conta ad oggi una settantina di sforamenti annuali del limite di legge delle PM10.

Anche l’analisi del Comune - Settore Mobilità è terrificante e impietosa. Già nei Piani Particolareggiati del Traffico Urbano – Quartiere Centro Storico, approvati dal Consiglio Comunale nel 2003, via Dante era ricordata come una delle “principali criticità per utilizzo improprio e dispersione del traffico privato” in cui sono presenti “effetti di degrado dell’identità urbana”. I 300.000 € destinati dal programma triennale delle opere pubbliche 2016-18 alla riqualificazione dell’ambito di via Risorgimento, Emanuele Filiberto, Corso del Popolo, via Matteotti, via Giotto sono intanto scesi a 100.000 e finora non hanno prodotto effetti visibili su via San Fermo e via Dante.

Come è possibile che, in pieno centro città, esista ancora una strada in cui chiunque possa passare con la propria auto sotto una torre duecentesca? Un’anomalia – se non addirittura una tangenziale (come è già stata definita qui) – che va al più presto risolta.

Via Dante è una delle vie del centro con le maggiori potenzialità di riqualificazione e valorizzazione. Se la nuova amministrazione comunale è sensibile alla sorte di questo canyon nel centro storico, agisca rapidamente e con decisione, pensando alla salute dei cittadini e alla tutela del patrimonio storico-artistico. In tal senso le idee per rendere più vivibile la via non mancano, come la piantumazione di alberature, alla cui ombra sistemare dei tavolini. Anche per le linee del trasporto pubblico le soluzioni (deviazione o varchi mobili) esistono. Residenti e negozianti sono già unanimi nell’approvare l’estensione della ZTL: un primo passo verso la pedonalizzazione completa che, dopo vent’anni di attesa, bisogna finalmente realizzare.

Emilio Montana, portavoce comitato per la pedonalizzazione di via Dante

4 Responses to “Via Dante: la tangenziale in centro città deve essere pedonalizzata”

  1. Luca Luciani scrive:

    … ecco, dai, proibiamo ancora … una nuova ardita battaglia per proibire continuando a far finta di non sapere che nell’arco di pochi anni e in parte già oggi non saranno più i veicoli a motore la causa del tipo di inquinamento evidenziato da questo intervento.

    • ecopolis scrive:

      Se Luca Luciani non fosse così compulsivo nel commentare, forse si sarebbe letto lo studio ARPAV linkato nell’articolo. Le conclusioni (non di Legambiente, né del comitato): “Il PM10 in Via Dante è significativamente superiore a quanto misurato dalle centraline posizionate in via Aspetti e alla Mandria”.
      Ed Arpav continua nelle conclusioni del corposo studio che analizza alcune strade urbane dove è presente un doppio fattore: effetto canyon e traffico veicolare molto intenso. “Le concentrazioni di PM10 da modello (quello adottato per fare le misurazioni secondo i parametri di legge, n.d.r.) sono sottostimate di almeno un fattore 6 (rispetto alle misure). Le stime modellistiche evidenziano una forte sottostima delle concentrazioni attribuibili al traffico (almeno di un fattore 4 o 6) dovuta all’inadeguatezza di simulare le condizioni estreme di canyon urbano”

      • Daniele Buso scrive:

        Via Dante è una delle vie più belle di Padova e merita attraverso una sostanziale riduzione del traffico veicolare di attraversamento, una valorizzazione turistica storica, inserendola in un percorso ad anello pedonale collegato con le piazze. L’ambito progetto, stava prendendo corpo con l’amministrazione Bitonci e ora con il cambio di governo della città, pare tutto ripiombato nell’oblio!
        Daniele Buso

  2. piera crespi scrive:

    Sono d’accordo!
    propongo che la stessa sorte sia destinata a Via Savonarola, una delle più belle e antiche vie della città

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