Feed on
Posts
Comments

manif5Giù le mani dal territorio! Questo è il messaggio che i cittadini di Due Carrare, le associazioni ambientaliste e quelle di categoria hanno voluto mandare domenica scorsa al sindaco Davide Moro e a coloro che, a vario titolo, stanno progettando pesanti trasformazioni urbanistiche ai piedi dei colli Euganei.

Il corteo di 800 persone, che ha percorso i 3,5 km che separano il castello del Catajo dal municipio di Due Carrare, era aperto dallo slogan della manifestazione “Un abbraccio per respirare, non una morsa per strangolare”.

Oltre al comitato promotore “La nostra terra” e al Coordinamento delle associazioni ambientaliste, erano presenti i comitati “Salviamo il Parco dei Colli Euganei”, “Lasciateci respirare”, “No Terza Corsia dell’autostrada A13”, le associazioni economiche, i parlamentari Giulia Narduolo e Giovanni Endrizzi e i sindaci di Battaglia Terme e di Baone, a significare che molti sono gli aspetti sociali e ambientali minacciati.

I soli interventi del Centro Commerciale di Due Carrare, del Polo logistico Agrologic di Monselice, della terza corsia dell’A13 e dell’AlìPer di Abano comportano un consumo di suolo agricolo di oltre 60 ettari, a cui corrisponde, secondo i parametri calcolati nel rapporto ISPRA 2016, un costo annuo di 3,3 milioni di euro per la mancata erogazione dei servizi ecosistemici assicurati dai terreni agricoli.

Si tratta di un danno che non è compensato dai presunti benefici promessi, come dimostrato dagli studi della Confesercenti sulle ricadute occupazionali legate alla grande distribuzione. Desta contestazioni anche  l’indeterminatezza dell’offerta occupazionale, che può nascondere pesanti orari lavorativi nelle festività, soggetti a contratti precari.

Ma quello che più preoccupa gli abitanti è il peggioramento della qualità della vita: questi interventi chiuderanno i Comuni nella morsa delle infrastrutture, alterandone la fisionomia, impoverendone le relazioni sociali e generando un rilevante aumento dell’inquinamento, soprattutto per effetto del traffico indotto (il solo centro commerciale di Due Carrare attirerà 12.000 auto al giorno).

Le esternazioni più appassionate sono state, però, quelle relative all’impatto sulla salute dei cittadini, e in particolare dei bambini. Massimo Rinuncini, medico e membro del comitato promotore, ha evidenziato l’alto tasso di mortalità legato alla presenza delle polveri sottili e di altri inquinanti nell’aria, che sono la prima causa di morte infantile. Una mamma ha chiesto che tutte le mamme scendano in campo, in prima fila, per opporsi a quello che viene considerato un attentato alla salute dei loro figli.

Il Veneto, e Padova in particolare, sono ai primi posti tra i territori più inquinati a livello europeo. L’appello dei medici e delle mamme va quindi raccolto e sostenuto, e la persona che per prima deve farsene carico è il sindaco nella sua qualità di maggior responsabile sanitario del Comune.

Il comitato chiederà al sindaco Davide Moro di commissionare, a spese del committente, uno studio sul carico inquinante prodotto dalla realizzazione del centro commerciale e sugli interventi necessari per azzerarne gli effetti. Tali interventi – sempre a carico del committente – dovranno far parte dell’Accordo di Programma tra pubblico e privato. Una responsabilità da non sottovalutare: gli atti omissivi di un sindaco in materia di tutela della salute degli abitanti hanno rilevanza penale e possono essere oggetto di denuncia presso il tribunale competente.

Lorenzo Cabrelle – Legambiente Padova

2 Responses to “Un abbraccio per respirare: in marcia a Due Carrare contro il centro commerciale”

  1. Luca Luciani ha detto:

    … pure i contratti precari e il lavoro festivo?: quanti sono già oggi i lavoratori di molteplici comparti che devono garantire l’erogazione dei servizi? Perché alcuni sì e altri no? … e poi di nuovo la salute in relazione all’inquinamento prodotto dalle auto, dimenticando colpevolmente, che nell’arco di un certo numero di anni (e ci vorranno di certo un tot di anni per eventualmente costruire questo centro commerciale) non saranno più i veicoli a motore i responsabili di questo tipo di inquinamento … e poi NO, NO, NO, e ancora NO, NO, NO, e sempre NO, NO, NO, NO (evidentemente SI suona male rispetto a NO): ma non vi sembra una infrastruttura fondamentale la terza corsia della Padova-Bologna e aggiungo pure dell’ampliamento della linea ferroviaria che congiunge queste due città?

  2. Lorenzo Cabrelle ha detto:

    Il comitato “Lasciateci respirare” potrà produrre elementi sufficienti per contestare la necessità della terza corsia, a me preme mettere in rilievo il concentramento di trasformazioni urbanistiche che invadono le nostre campagne, distruggendo suolo agricolo, in presenza di moltissimi capannoni vuoti all’interno delle nostre sempre più asfittiche zone industriali. Lo abbiamo già detto e lo ripeto Sì, Sì, Sì all’uso consapevole e sostenibile del suolo agricolo. Sì, Sì, Sì alla realizzazione di quel Parco Agricolo e Paesaggistico Metropolitano che tuteli ed implementi l’agricoltura di qualità e consenta quella serie di attività, compatibili con l’uso agricolo dei suoli, in grado di sviluppare la vocazione turistica e ricreativa del nostro territorio. Questa scelta, che da più di cinque anni viene sollecitata ai sindaci del comprensorio padovano, è sicuramente in grado di creare un saldo occupazionale positivo ben più consistente di quello contrabbandato dai centri commerciali.

Leave a Reply