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smog_padova_traffico_legambienteA fine ottobre i giorni di sforamento del limite di legge del Pm10 (50 microgrammi per metro cubo d’aria) hanno raggiunto il numero complessivo registrato in tutto il 2016: 66. E con il 2 novembre, siamo a 67.

E’ assolutamente preoccupante che con due mesi di anticipo il 2017 abbia già registrato a Padova più  sforamenti del limite di legge giornaliero di quelli complessivamente totalizzati in tutto il 2016. Va ricordato che sempre per legge i giorni di superamento del limite giornaliero non posso essere più di 35.

E non è finita, attualmente Padova risulta anche la città più inquinata del Veneto. Questa la situazione al 2 novembre: Padova 67 giorni di superamenti dall’inizio dell’anno, Vicenza 66, Venezia 65, Treviso 58, Rovigo 53, Verena 52, Belluno 7.

Siamo preoccupati per i prossimi mesi, visto che i provvedimenti temporanei di limitazione del traffico (fonte principale di emissione del Pm10) deliberati dall’amministrazione sono sostanzialmente le fotocopia di quelli degli ultimi anni e quindi di fatto non adeguati a far fronte a possibili nuove ondate di inquinamento. Si pensi infatti che solo nel mese di ottobre sono stati registrati 19 giorni di superamento.

Ma al di là dei provvedimenti tampone quel che chiede Legambiente sono misure strutturali.

E’ fondamentale che in Giunta chi ha le deleghe all’Ambiente e alla Mobilità collabori strettamente per avviare in modo urgente azioni strutturali sulla mobilità urbana, disincentivando seriamente il traffico privato e promuovendo modalità sostenibili di trasporto di persone e merci, a partire dal potenziamento del trasporto pubblico.

Dalla malattia dello smog si può uscire. Gli ingredienti della ricetta sono: alberi che tornano a essere i protagonisti del centro e delle periferie, reti ciclabili e ciclabilità diffusa, potenziamento dei mezzi pubblici utilizzando gli introiti derivati dalle multe degli autovelox e forme di tariffazione per scoraggiare l’utilizzo delle auto, organizzazione del car pooling urbano (auto condivise), potenziamento di car e bici sharing.

Lucio Passi, portavoce di Legambiente Padova

7 Responses to “PM10 già superati gli sforamenti del 2016. Servono interventi strutturali”

  1. lucio passi scrive:

    ad oggi siamo a 68.

    • Marta scrive:

      E come mai non menziona il riscaldaemnto?? con le temperature di questo autunno si poteva decisamente posticipare l’accensione degli impianti fissata ale 15 ottobre. Come mai, nei giorni di freddo, i Sindaci efettuano delle proroghe straordinarie e non usano lo stesso tipo di intervento anche quando fa caldo? Ugualmente a fine stagione, in aprile, non serve più tenere gli impianti accesi fino al 15 di aprile, ma si potrebbe terminare al 31 marzo tranquillamente.

  2. lina meneghetti scrive:

    Occorrono interventi strutturali ?
    OK, ma alziamo lo sguardo, per favore.

    L’inquinamento aereo prodotto attorno a Padova si spande in città o resta fermo , là dove viene prodotto ?
    Vogliamo paragonare le quantità nocive immesse nell’aria da chi circola nelle due autostrade, che si biforcano proprio attorno alla città, rispetto a quelle prodotte dal traffico cittadino ? Non è difficile : basta moltiplicare il numero di auto e camion che ogni giorno ci passano , per la media delle singole emissioni.

    Vuole per favore dire Legambiente una parola in merito alle intenzioni “strutturali” del Governo, della Regione e della Soc. Serenissima di allargare a quattro le corsie della PD-BS e a tre quelle verso Monselice ?

    Vuole Legambiente prendere per favore posizione nei riguardi del ministro Del Rio che nelle sue interviste sostiene investimenti pubblici solo per asfalto e linee ferrate, come la TAV Corridoio 5 ( quella della Val di Susa) ?

    Lo sforzo di Legambiente Padova per una qualità migliore dell’aria mi pare mal indirizzato. Sembra quasi voglia fare crede ai più sprovveduti che la colpa principale per gli alti livelli di inquinanti sia da attribuire delle auto cittadine.
    Contribuisco di sicuro, ma MAI tanto quanto il traffico pesante lungo le autostrade. Lo annusiamo tutti/e quanto emette un camion turco, sbarcato a Venezia. ( … e per chi non lo sapesse è pari a circa 300 auto ).
    Se poi queste newsletters hanno lo scopo inconfessabile di convincere i paani dovdella necessità di un metrobus in v. Facciolati….. allora siamo alla “distrazione di massa”. E questa è una ….scelta politica !

  3. Andrea Barizza scrive:

    Intanto bisognerebbe applicare (e far rispettare) il cosiddetto accordo padano stipulato anche dal Veneto a Giugno; difatti non se ne parla e le amministrazioni non lo stanno applicando affatto. Sinceramente a questo punto mi vien da pensare che fosse solo una dichiarazione d’intenti, e non un atto legislativo; in altre parole sembra che non valga una cicca !!
    Infine, per quanto molti sostengono l’uso della biomassa (stufe a legna e pellet), io che abito fuori città devo ahimè constatare che alla sera l’aria è irrespirabile a causa del forte odore di fumo e bruciato; consentire una così larga diffusione di questi apparecchi a combustione è stato a mio parere un grave errore; e adesso come si torna indietro ?

    • Chiara Maccato scrive:

      Articolo sacrosanto… ma l’amministrazione comunale che fa?. Sta ferma per non scontentare i commercianti, gli autotrasportatori… eccc… io tutti i giorni faccio via Gattamelata con i miei figli in bici e oltre a beccarmi la colonna di auto le trovo pure parcheggiate sulla pista ciclabile, nonostante abbiano il parcheggi dell’autosilios dell’ospedale a 100 metri. non si vede mai un vigikle che metta una nmulta a chi sosta sulle piste ciclabili… e chi va in bici in questa città è un eroe perchè rischia la vita x far slalom tra le macchine (che non hanno alcun rispetto nè per i ciclisti nè per i pedoni) e la salute per lo schifo che respiriamo…

      E’ ora di chiedere il conto a questa ammistrazione che aveva promesso molte cose ma nei fatti non ha attuato nessuna misura preventiva per la salute dei cittadini. Li si potrebbe denunciare per la non tutela della salute dei cittadini.
      Forse capirebbero.
      un caro saluto

      Chiara Maccato

  4. Marzia scrive:

    Padova non differisce molto dalle altre città del Veneto e di tutta la pianura padana. (Solo quelle che stanno in montagna, come Belluno, se la cavano) che paga per prima per scelleratezze del mondo occidentale. Consiglio di guardare su Youtube la conferenza sul clima di Luca Mercalli in occasione della Fiera delle parole. L’ho trovata molto articolata e interessante ma….ha omesso di riferire (ammettendolo poi in privato) come gli allevamenti intensivi concordano in maniera cospicua alla produzione di co2. Tutti lo sanno benissimo ma tutti evitano di dirlo a cominciare da Legambiente. Esiste una responsabilità diffusa di questa situazione ma….ognuno nel suo piccolo qualcosa potrebbe fare. Io ad esempio da anni non mangio più carne e da quest’anno tengo il riscaldamento di casa a 17 gradi.

  5. Eugenio Mario scrive:

    Buon Giorno, cecherò di essere telegrafico.
    Il dato che riporta Lina Meneghetti è relativo ad una ricerca condotta in Svizzera sui mezzi circolanti: un motore diesel di autocarro euro 2 (la ricerca è datata in quanto osteggiata) “produce” PM10 quanto 300 auto a benzina euro 0. Faccio notare che motori della maggior parte degli autobus circolanti sono gli stessi degli autocarri, quindi, per risultare meno inquinati di 300 auto a benzina ogni bus diesel dovrebbe trasportare almeno 400 passeggeri (calcolando che su alcune auto viaggiano 2 persone), se il mezzo è alimentato a gasolio ecologico il pm10 si riduce del 20%, quindi non cambia molto. Se ne deduce che trasporto pubblico inquina di meno dei mezzi privati a benzina solo se elettrico o a gas. Il costo della messa in opera della rotaia del tram è elevato, costa molto anche la manutenzione, inoltre il precorso non è flessibile, per cui nella costruzione di un nuovo ospedale o una qualsiasi sede che modifichi il percorso, la rotaia non si può facilmente spostare, oggi L’assetto del territorio è mutabile. Esistono soluzioni alternative più efficienti del tram.
    Tutti sappiamo, ma tanti fingono di non saperlo, che mezzi che hanno maggior percorrenza sono “modificati” dai meccanici per evitare di sostituire i filtri antiparticolato dei motori diesel ogni 100.000 km, per questo molti euro 4 o 5 sono in realtà euro 0, un controllo sui mezzi in circolazione con un semplice opacimetro sarebbe utile per ridurre una pratica truffaldina oramai generalizzata, nel caso il controllo stradale risultasse fuori dai limiti l’accertatore avrebbe l’autorità per obbligare il proprietario del mezzo ad effettuare una revisione presso la Motorizzazione Civile.

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