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Acciaierie_venete_padovaAcciaierie Venete chiuderà il laminatoio di Mortise per trasferire la produzione in Corso Francia (zona industriale, a ridosso dei quartieri Camin e Granze), dove verrà costruito un nuovo impianto con forno da 40 MW, relativo camino e nuovo laminatoio.

Dal punto di vista produttivo, l’operazione porterà all’azienda padovana indubbi vantaggi logistici con abbattimento di costi. Ci sarà certo un miglioramento per l’ambiente cittadino non più attraversato dai camion fra la zona industriale e Mortise.

Ma cosa ne sarà della qualità dell’aria in zone già così penalizzate come Camin e Granze e a Saonara e Ponte San Nicolò che confinano con la zona industriale?

Abbiamo stimato che il risultato dell’incremento di emissioni sarà pari alla produzione di 3/4.000 caldaie familiari a metano, pari a una piccola cittadina. Le polveri sottili poi andranno ad aggravare la già pesante situazione in pianura padana. A ciò si aggiunga l’inquinamento acustico, oggi già molto presente.

Non dimentichiamo che in passato l’azienda è stata al centro di indagini sulle emissioni per l’alta incidenza di polveri sottili in zona.

Comitati ecologisti e circoli locali di Legambiente, di fronte alla prospettiva di un significativo aumento di emissioni, hanno drizzato le antenne iniziando a fare pressione sulle autorità locali e portando il tema all’attenzione dei cittadini. Così è stata avanzata una formale richiesta di accesso agli atti chiedendo ai comuni di Padova e Saonara di far valere il protocollo d’intesa, risalente ad un paio di anni fa, in cui Acciaierie Venete si impegnava a mettere a disposizione delle due amministrazioni i dati delle emissioni.

Il secondo passo sarà poi quello di chiedere agli enti locali di finanziare una perizia di stima basata sui dati del dossier di presentazione del progetto del nuovo impianto per valutare l’impatto dell’incremento delle emissioni.

Se da una parte siamo pronti a dare battaglia per evitare/limitare l’ampliamento a Camin, dall’altra intendiamo aprire la partita delle compensazioni per attenuare l’effetto inquinante, proponendo la piantumazione di nuova alberatura in Riviera Maestri del Lavoro e la sistemazione dell’arginatura dell’idrovia nella sua parte finale, oggi in stato di abbandono, per un ulteriore tratto di pista ciclopedonale come quella oggi molto fruita in territorio saonarese.

Testimonianza dell’accresciuta sensibilità ambientale della popolazione è stata l’assemblea molto partecipata del 24 ottobre con i tecnici dell’ARPAV presso il Comune di Saonara sul tema del controllo dell’aria. Il prossimo anno sarà in funzione, per due bimestri, una centralina per registrare i dati nel corso dell’intera giornata. La riunione è stata molto animata con domande incalzanti che dimostravano le preoccupazioni della cittadinanza, ma le risposte non sono apparse soddisfacenti e si è anche tentato di attribuire la responsabilità della maggior parte delle polveri inquinanti alla combustione di legname o derivati per il riscaldamento domestico.

Quello che a nostro avviso manca è un dibattito serio, anche a livello cittadino e periurbano, sul modello di sviluppo che vogliamo, modello che non può continuare a sostenere l’incompatibilità della crescita economica e della salvaguardia dei posti di lavoro con la necessità di tutela dell’ambiente e della salute di tutti.

Legambiente Circolo di Saonara e Vigonovo La Sarmazza

4 Responses to “Acciaierie Venete si trasferisce: è battaglia per la qualità dell’aria a Camin e Saonara”

  1. Luca Luciani ha detto:

    Ma la zona industriale perché secondo voi sia chiama proprio “zona industriale”? Per fortuna che sembra esserci almeno una industria che non è in crisi e che sembra puntare al proprio ulteriore rilancio.

    • Paola Pirillo ha detto:

      non è che non ci lavorino le persone nella zona industriale , e poi non è al di fuori della città, quindi ben vengano soluzioni che possano attenuare l’inquinamento prodotto.

  2. Roberto Castagnetti ha detto:

    Vorrei invitare tutti coloro che non comprendono la gravità della situazione a dormire anche per una sola notte nella zona di Villatora di Saonara per godere, al mattino, di una sorpresa entusiasmante: lo strato nero che ricopre i davanzali formatosi dalle lavorazioni in ferriera.
    D’altra parte lì la produzione non si ferma mai.
    E nemmeno i disturbi respiratori, che tra asma ed irritazioni coinvolgono sempre più residenti.
    Ma tanto, chi non viene toccato nel suo dorato orticello, si disinteressa con superficialità della questione.
    Lasciamo spazio a chi inquina. Quando l’aria sarà completamente ammorbata andremo tutti a vivere sulla luna.

    • Alberto ha detto:

      Esatto!!! Polvere e rumore qua sono una cosa impressionante!!! Per me la fonderia puó lavorare quanto e quando vuole, ma bel rispetto dei cittadini!!! Se la mia attività facesse lo stesso rumore della fonderia tempo qualche ora e avrei giá i vigili sotto casa! La legge dovrebbe essere uguale per tutti……

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