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bici al lavoroBuongiorno,

scrivo questa lettera per segnalare alla vostra attenzione (settore Mobilità del Comune, n.d.r.) un signore sui 40-45 anni che tutti i santi giorni con la sua bicicletta, partendo sicuramente da oltre Montegrotto Terme, attraversa il traffico di Padova per andare al lavoro.

Lo vedo da sempre, da moltissimi anni: ognigiorno, mentre mi trovo incolonnato con la mia auto nel traffico cittadino, lo vedo percorrere l’argine parallelo alla strada statale Padova – Monselice con la sua mountain bike e passare al Bassanello verso le ore 7.30. Oppure lo vedo passare davanti alla scuola Marconi o all’incrocio con via Facciolati o ancora più avanti, dopo l’Ospedale Busonera. 

Anche in inverno, quando la temperatura è sottozero, lui non lascia la bicicletta e continua imperterrito nella sua corsa. La sua caratteristica è che anche con il freddo lui è sempre senza berretto!

Ormai tutti noi che facciamo quella strada in auto alla mattina lo guardiamo con una certa ammirazione mentre sfreccia con la sua bici e raggiunge il centro in molto meno tempo di noi. Quest’uomo impartisce una lezione di vita a tutti noi automobilisti in fila nelle auto: se tutti facessimo come lui, non ci sarebbe inquinamento e le persone sarebbero più sane e serene. 

Lo scopo di questa mia è proporre un riconoscimento (di qualsiasi tipo) a questo signore che in definitiva con il suo esempio ci fa sognare un mondo migliore, estremamente a portata di mano, perché se lo fa lui, lo può fare chiunque!

distinti saluti

segnalazione inviata all’ufficio Mobilità e ad ecopolis dal sig. Andrea G.

Perchè ci è piaciuta questa lettera e la pubblichiamo?

Perchè è scritta da un automobilista, che ha avuto la sensibilità di vedere cosa succede fuori dall’abitacolo della sua auto. Di casi del “ciclista senza berretto” ce ne sono migliaia, anche in posti poco ospitali (chi frequenta la ZIP verso le 7,45 del mattino può vedere ciclisti che superano le colonne di auto e caminon …)

Quindi per noi l’encomio andrebbe al sig. Andrea, che sa guardare – e giudicare – cosa succede lì per la strada. Soprattutto se da domani, quella bici, la inforcasse anche lui, anche solo per un tratto breve, magari sfruttando il servizio di bike sharing.

Anche perchè vale la pena ricordare che andare in bici è uno dei migliori esercizi per allenare il sistema cardiovascolare, combattere lo stress, migliorare l’umore e mantenersi in forma.

Se pensiamo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità dice che ogni anno nel mondo 7 milioni di persone perdono la vita prematuramente a causa dell’inquinamento atmosferico, utilizzare la bici diventa una priorità per tutelare l’ambiente cittadino e la nostra salute.

Inoltre segnaliamo che, secondo alcuni studi condotti dal King’s College di Londra, i più esposti agli agenti inquinanti non sono ciclisti o pedoni, ma proprio gli automobilisti che, trovandosi spesso in coda, finiscono per saturare l’abitacolo dell’auto con gas estremamente pericolosi (vedi anche in ecopolis qui).

Dunque domani mattina prendiamo la bicicletta, eviteremo il traffico scegliendo le strade migliori e arriveremo prima, più sani e rilassati.

3 Responses to “La lezione di vita del ciclista … o dall’automobilista?”

  1. Federica scrive:

    Buongiorno a tutti,
    sono una affezionata utilizzatrice di bicicletta a Padova che uso quotidianamente per i miei spostamenti in citta’ avendo la fortuna di non abitare troppo lontano dai posti che devo raggiungere e soprattutto di avere un buono stato di salute che mi permette di poter andare in bici come e quando voglio. Vorrei pero’ far notare che purtroppo non tutti gli automobilisti, e non solo loro, hanno la mia stessa fortuna in salute per poter pedalare o anche per poter fare lunghe camminate quindi, se sono d’accordo che sarebbe un gran bene che chi puo’ utilizzi la bicicletta invece dell’auto, dall’altra sono profondamente convinta che in una citta’ sia fondamentale avere un servizio di trasporto pubblico efficiente che sia la valida alternativa per gli spostamenti di tutti e non solo per chi non ha alternative per spostarsi! Quindi per me evviva i mezzi di trasporto pubblico ed evviva la bici!

  2. DaniBike scrive:

    Bella lettera e bel post, complimenti, mi sento in dovere di commentare e dire la mia esperienza. Abito in periferia, zona capolinea sud tram, e lavoro in ZTL del centro. Anch’io appena posso vado al lavoro in bike, questa settimana 5 giorni su 5. Dei 3 mezzi possibili (con scooter e tram) è indubbiamente il più veloce, circa 20′. Con lo scooter se sono fortunato ci metto lo stesso tempo, ma con molto più nervoso e pericolo. Il tram è invece il mezzo più rilassante ma impiego più del doppio, circa 45′. Confermo quanto detto nel post, nelle ore di punta si passa sulla ciclabile a fianco di colonne di auto ferme, e si arriva in un attimo in zone inaccessibili, come le ZTL. In più si arriva al lavoro già attivi e scattanti. Insomma tanti vantaggi, ma non è tutto oro quello che luccica… Io sono fortunato, ho quasi tutte ciclabili, ma ci sono zone non così servite. Inoltre non mancano i punti pericolosi, stretti e pieni di insidie. Questo perchè le ciclabili sono state ricavate nello spazio che c’era, tra marciapiedi, cancelli, posteggi auto, bidoni della spazzatura, ecc. Allora auspico qualche scelta coraggiosa delle amministrazioni, una ciclabile solo ciclabile, nata per le bici. Viva la bici ;-)

  3. Andrea scrive:

    Buongiorno, sono Andrea G. della lettera. Invidio il ciclista perchè anch’io per un periodo andavo a lavorare in biciletta da Montegrotto a Padova tutti i giorni oltre che essere un appassionato di MTB. Diciamo che sono sensibile all’ argomento. Poi, per ragioni varie, principalmente legate alla scuola dei figli, ho desistito ma non escludo di riprendere al più presto ora che certi impegni sono venuti meno. Ricordo un’ intervista in TV dove un signore affermava che “la biciletta dà felicità”. Confermo!!!
    Andrea

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