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c&c_pernumia_bruxells1A Pernumia c’è un vecchio capannone, in stato di abbandono dal 2005, data in cui fu sequestrato nell’ambito di un procedimento giudiziario per traffico di rifiuti tossici, che contiene 52.000 tonnellate di materiale tossico e cancerogeno. E’ quel che rimane della azienda C&C (vedi la storia sul sito del La Vespa). Il rischio grave è che si disperdano nell’ambiente.

Per questo motivo mercoledì 20 marzo 2013 una delegazione di rappresentanti del Comitato SOS C&C è andata a Bruxelles per chiedere con una petizione l’intervento dell’UE per risolvere il problema dell’ex C&C , fabbrica di veleni che minaccia la salute degli abitanti dei tre comuni che insistono nella zona (Pernumia, Battaglia Terme e Due Carrare) e mette a rischio una zona agricola di pregio.

Annachiara Capuzzo e Carlo Simoni di Due Carrare e Davide Caron di Pernumia hanno incontrato l’eurodeputato Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI, Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, il quale, in seguito ad un sopralluogo alla fabbrica dei veleni aveva presentato, nei giorni scorsi, un’interrogazione urgente alla Commissione Europea per denunciare la gravità della situazione e sollecitare la bonifica della C&C.

I tre delegati, accompagnati dall’eurodeputato, hanno consegnato la petizione con le 2400 firme all’On. Erminia Mazzoni, Presidente della Commissione per le Petizioni, che si è congratulata con il Comitato per l´interessamento e l´impegno dimostrato ed ha assicurato l’attenzione della Commissione al problema.

Il Comitato si batte da tempo per la salute dei cittadini e per la salvaguardia di un intero territorio minacciati da polveri inquinanti e sostanze tossiche accatastate dalla fabbrica “ex C&C”. Il pericolo incombente non è solo quello delle polveri che continuano ad avvelenare l’ambiente perché non sono contenute in maniera efficace, ma quello della stabilità dell’intero edificio.

Lo stabile, in stato di abbandono dal 2005, data del sequestro che ha dato avvio al procedimento giudiziario per traffico di rifiuti tossici, è ormai fatiscente e in evidente degrado, esposto al pericolo di eventi dalle conseguenze catastrofiche che potrebbero far disperdere nell’ambiente le 52.000 tonnellate di materiale tossico e cancerogeno contenute al suo interno.

L’area è a rischio di incendio (già accaduto nel 2007), di alluvione (rischio sfiorato nel 2010 e 2011 con le piene del  vicinissimo canale Vigenzone), di  trombe d’aria (eventi verificatisi in zona limitrofa nel 2010 e 2012) e di terremoto, visti gli eventi sismici che hanno colpito la vicina regione dell’Emilia Romagna nel 2012.

Con la petizione il Comitato ha chiesto al Parlamento Europeo di far rispettare allo Stato Italiano le norme di diritto comunitario che salvaguardano l’ambiente dall’inquinamento e la salute dei cittadini, sollecitando  una rapida soluzione del grave problema che incombe sulla zona a causa dei  rifiuti abbandonati nell’area della ex C&C .

Per info Comitato SOS C&C: web: http://www.ortosociale.org  link: La fabbrica dei veleni; mail to comitatososcec@gmail.com ; mobile 348.3433179

Annachiara Capuzzo, Comitato SOS C&C

n.d.r.: In primo grado il processo «C&C» di Malcontenta e Pernumiaera terminato il 10 settembre 2009 con condanne a 40 anni di reclusione complessivi  Il titolare Fabrizio Cappelletto ne era uscito con il patteggiamento a tre anni di reclusione. Il processo di II grado è finito in prescrizione: doveva iniziare a Venezia in prima udienza il 25 giugno 2012 ma è stato rinviato al gennaio 2013 .

One Response to “Da Pernumia a Bruxelles 2400 firme per chiedere la bonifica della ex C&C”

  1. Donatella scrive:

    complimenti ai membri del comitato.
    e’ preoccupante che per ottenere una bonifica siano dovuti andare fino a Bruxelles!!
    Ma la Regione cosa dice? e i vari parlamentari eletti in zona?
    E’ evidente che un comune – o anche la Provincia – non può sostenere un carico economico di questo genere. Ma presidiare continuamente la porta dell’assessore regionale all’ambiente, questo sì che lo potrebbero fare (visto che sono anche dello stesso schieramento politico!)

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