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Villa-Mocenigo-Mainardi-Abano-TermeC’è un altro centro commerciale, oltre a quello ben più noto di Due Carrare, che sorgerà nel territorio euganeo. Parliamo della prevista nuova struttura commerciale (Alìper), antistante Villa Mocenigo Mainardi, la più grande ed antica villa di Abano Terme.

Le due situazioni, benché quella di Abano risulti mediaticamente meno forte, sono molto simili e presentano alcune preoccupanti analogie: entrambe prevedono un’inopportuna collocazione degli edifici in vicinanza a siti di pregio architettonico e nei due comuni le giunte cittadine neoelette, ereditanti entrambe una situazione urbanistica pregressa, dichiarano una presunta impossibilità di porre rimedio alla situazione con un’adeguata presa di posizione ostativa.

Nel caso specifico del nuovo Centro Commerciale aponense, previsto in prossimità della rotonda d’ingresso tra Via Romana e Via Giusti, sono state prodotte una serie di puntuali osservazioni, frutto di un attento lavoro svolto dall’Associazione 35031, che ha portato alla formulazione di una mozione da sottoporre al Consiglio comunale.

Tale mozione è stata descritta e spiegata in anteprima alla stampa il 2 settembre scorso (ciò in previsione della imminente Conferenza dei Servizi che si sarebbe tenuta il giorno 6) e successivamente letta in Consiglio Comunale. Siamo ancora in attesa di risposta formale, pertanto ad oggi ci troviamo in una situazione di stallo.

Le osservazioni presentate all’interno della “mozione 35031” sono così riassumibili:

  • È stata fornita concessione di permessi a costruire prima di avere la necessaria autorizzazione commerciale;
  • La proprietà ha presentato domanda a realizzare l’intervento come: “trasferimento del centro Alìper di Via Previtali”, senza indicare però la destinazione d’uso finale dell’edificio che intende abbandonare;
  • Si rilevano diverse irregolarità pregresse inerenti le procedure e la tempistica;
  • È stato commesso un abuso, durante la realizzazione dei primi lavori di urbanizzazione risalenti al 2016, già segnalato dagli uffici comunali alla Procura della Repubblica;
  • Si è ancora in attesa del parere ufficiale da parte della Soprintendenza in quanto la costruzione del nuovo Centro Commerciale, contiguo a Villa Mocenigo Mainardi, risulta ad una distanza inferiore a quanto previsto dalla legge sui beni architettonici vincolati;
  • La viabilità di progetto presenterebbe notevoli problemi evidenziati anche da Veneto Strade;
  • Riguardo le opere aggiuntive a favore della città, già inserite in Convenzione, la realizzazione del campo da calcio sintetico risulta avviata, pur non avendo ottenuto ancora l’autorizzazione commerciale necessaria. Al contrario, la prevista pista ciclabile lungo via Romana Aponense, risulterebbe di difficile realizzazione malgrado, tale opera, sia condizione essenziale per l’apertura del nuovo centro.

Come si può notare i punti di criticità sono molti e tra i più vari, in ogni caso più che sufficienti, a nostro parere, a fermare, almeno momentaneamente, l’iter di realizzazione in corso. Questo ciò che l’Associazione 35031, attraverso i suoi due consiglieri comunali, chiede e auspica.

Un’altra strada percorribile per ostacolare il progetto, potrebbe essere quella di collaborare in sinergia con le diverse associazioni del territorio interessate, dal commercio locale, al settore turistico-alberghiero e, ovviamente, alle varie ambientaliste. Soprattutto queste ultime potrebbero risultare una risorsa davvero importante per la loro storica sensibilità a tutte le problematiche inerenti la cementificazione e il conseguente consumo di suolo.  

Una partita, questa del centro commerciale di Abano, certamente ancora tutta da giocare.

Flavio Boscatto, Legambiente Selvazzano

One Response to “Fioriscono i Centri commerciali attorno ai Colli: ad Abano in faccia a villa Mocenigo”

  1. G. scrive:

    Posso dire? cio’ che colpisce in tutta la vicenda oppositiva è che ogni cosa, e di piu’ , son state pensate MENO che agire direttamente sull’Azienda. Ovvero (per quanto ovviamente non sia facile) invitarla (o costringerla) a recedere, a FARLO LEI.
    Le puo’ essere sommmamente antieconomico inimicarsi per anni un ambiente(in cui per altro-indisturbata- da anni fa affari d’oro,e persino furba beneficenza ogni tanto ecc.).
    Mi stupisco che si cerchino(legittimanente) tutti i sistemi per non concedere l’ammissibilità e nessuno pensi a convincere DIRETTAMENTE l’azienda(che per anni è passata spesso come “illuminata”….) a soprassedere. I mezzi sono e potrebbero esser tanti-tutti pacifici- per rendergli antieconomico l’affaire.
    G.

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