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olmoQuanto vale per il Comune di Este un’area storica e di significato ambientale come l’Olmo? Forse non molto: infatti l’area oggi si trova in condizioni di totale abbandono, mentre l’amministrazione locale non sembra intenzionata né ad un recupero della zona né ad una collaborazione con i gruppi che ne chiedono una valorizzazione.

Questo non ha comunque fermato i numerosi volontari che domenica scorsa hanno messo in pratica un’azione sia simbolica che concreta in cui, pur non avendo accesso all’interno dell’area, hanno pulito il perimetro della zona dalle erbacce e dai rifiuti.

“Puliamo l’Olmo” è solo l’ultima iniziativa nata per focalizzare l’attenzione su uno dei “grandi vuoti” della città. A promuoverla il Comitato Olmo, composto da associazioni (tra cui il locale circolo Legambiente), da cittadini e da residenti, che dalla scorsa primavera si battono per far rinascere lo spazio adiacente all’edificio industriale delle ex Officine Negrello e al parcheggio di via Isidoro Alessi: circa 10.000 mq di proprietà comunale  di grande valenza storico-archeologica (sotto c’era il Foro Romano ai tempi di Augusto) che giacciono in stato di abbandono, “riscoperti” solo durante le grandi manifestazioni atestine per offrire ai visitatori ulteriori posti auto.

E pensare che l’area è costata molto cara alle casse comunali: 8 anni fa è stata pagata ben 815.000 euro. La cifra ha drenato le risorse e il progetto di trasformarla in mega parcheggio è svanito. Da allora giace in stato di abbandono.

Dunque la scorsa domenica mattina, nonostante la pioggia, i volontari, armati di guanti e forbici, si sono ritrovati in via Olmo per tagliare i rami che occupano per una trentina di metri buona parte della pista pedonale collocata lungo il perimetro esterno dell’area.

“Aderendo alla manifestazione “Puliamo il mondo” di Legambiente, comitato e cittadini interessati ad un futuro diverso per l’Olmo, volevano restituire un minimo di decoro alla zona, abbandonata come sempre all’incuria – ci ricorda Flores Baccini, Presidente di Legambiente Este. “Tutti insieme ci sarebbe piaciuto entrare nel parco per tagliare le erbacce cresciute ormai da mesi ma non è stato possibile a causa del diniego dell’Amministrazione”.

Ciò che lascia più sconcertati è la motivazione che l’assessorato ai Lavori Pubblici ha opposto a Legambiente che si è fatta latore delle domanda: l’area dell’Olmo è un cantiere. In effetti vi sono stati portati enormi cumuli di terra che giacciono lì da tempo, ma nessuno ha mai pensato che servissero ad aprire un cantiere. Anche perché non abbiamo visto l’apposito cartello, come previsto dalla legge. Pertanto ci rammarichiamo che venga impedito a cittadini volontari di poter intervenire al solo scopo di togliere dal degrado uno spazio pubblico.

Nel frattempo il futuro dell’Olmo resta piuttosto nebuloso.

La scorsa primavera il comitato aveva raccolto attraverso un questionario una serie di proposte  di riutilizzo del luogo (la realizzazione di un giardino botanico proposta da Legambiente, di un parco archeologico, di uno spazio aperto…) chiedendo di assumerne la gestione, ma l’amministrazione sta ancora temporeggiando, nascondendosi dietro la lettera di un piccolo gruppo di residenti che, equivocando sullo spirito dell’iniziativa, ha espresso la sua contrarietà.

Quanto vale dunque l’Olmo per il Comune di Este? Non è chiaro, ma di certo ha molto valore per i cittadini, disposti anche sotto la pioggia a rimboccarsi le maniche.

Comitato Olmo di Este

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