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Viandanti sulla Via FrancigenaRitagliarsi un periodo di tempo – da due o tre settimane ad alcuni mesi – per percorrere a piedi lunghi itinerari storici diretti verso Santiago di Compostela o Roma

Camminare su sentieri in mezzo ai campi, attraverso boschi e colline, lungo il corso di fiumi e torrenti, per lasciarci alle spalle occupazioni e passatempi abituali, ambienti familiari e volti noti.

È quello che compie chi decide di affrontare, tra fatiche e disagi, con occhi curiosi e avidi, tragitti segnati da altri nei secoli, riuscendo così ad entrare in contatto con paesaggi, persone, storie e culture di altre terre.

Una scelta che porta molti, in estate o in altri periodi, a muoversi lungo antiche vie di pellegrinaggio, riappropriandosi di un’attività primordiale, il camminare, così determinante per la sopravvivenza dei nostri progenitori. Spostarsi a piedi significa mettere in gioco corpo e psiche – le potenzialità di solito inutilizzate e i limiti imprevisti che, pure, fanno parte di noi – perseguendo un obiettivo desiderato e sognato.

Camminando, si viaggia leggeri, imparando a distinguere ciò che è essenziale da quello che non lo è. Si procede con un ritmo lento, perfetto per calibrare le energie e per osservare ciò che ci circonda. Ci accorgiamo che macinare chilometri in auto, in treno o in aereo è una cosa molto diversa dall’avanzare passo dopo passo lungo la strada, avvertendo la diversa consistenza del suolo, il caldo o il freddo, i profumi di erbe e di fiori, sperimentando, di volta in volta, caratteristiche di ambienti diversi. 

Le nuove abitudini sobrie e frugali e le inedite sensazioni di solitudine e di silenzio permettono a viandanti e viaggiatori di apprezzare meglio il gusto della condivisione. Scatta spontanea la simpatia tra perfetti sconosciuti che percorrono assieme un tratto di strada, si scambiano saluti, informazioni e impressioni, si spartiscono tra loro sorsi d’acqua e porzioni di cibo. Così pure, dopo aver provato stanchezza, fame e disagi, si può cogliere in pienezza il valore dell’ospitalità, che spesso si traduce in atteggiamenti accoglienti e in tante piccole e concrete attenzioni. 

Queste scoperte accompagnano tutti i viandanti, inclusi quelli che camminano lungo la Via Francigena, importante itinerario storico che in età medievale collegava le aree settentrionali europee – Isole Britanniche, Francia, Paesi Bassi, parte della Germania – alla penisola italiana e a Roma. A partire dalla fine del VII secolo, lungo i percorsi e nei crocevia di questo itinerario, prendono forma le basi di una comune cultura europea. 

Si può scegliere di percorrere singoli tratti di questo antico itinerario, caratterizzato dalla presenza di elementi sia naturali, come valichi, guadi, che e culturali come chiese, ospitali, centri abitati.  Un segmento particolarmente suggestivo è la Via Francigena della Toscana, che comincia dal valico della Cisa e termina ad Acquapendente, attraversando Lucca, Siena e San Gimignano, in mezzo a paesaggi vari e affascinanti.

Ammirando antiche strade romane, città medievali, cattedrali e torri, colline e campi coltivati, si scopre l’Italia nascosta dei piccoli borghi dimenticati,  e ascoltando le voci della storia si rintracciano le proprie origini: mille peculiarità locali che compongono il panorama unico dell’Italia.

Margherita Cantele

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