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Atleti di Trail running Ci sono diversi modi per vivere e apprezzare il territorio in cui viviamo, come praticare attività sportiva all’aria aperta. È in particolare la corsajogging o running, a seconda del grado di intensità – che negli ultimi anni ha visto un notevole incremento di praticanti.

Quando però i km percorsi ogni anno cominciano a diventare molti, è possibile che delle solite strade, argini o piste di atletica, ci si cominci a stancare e si cerchino nuovi scenari divertenti per allenarsi. Spezzare la monotonia del percorsi urbani, magari nei torridi mesi estivi, diventa quindi un modo per scoprire o riscoprire territori e ambienti naturali.

Anche per queste ragioni negli ultimi anni, quella che una volta era considerata una pratica ad uso esclusivo dei runner più esperti o avventurieri, è diventata quasi un fenomeno di massa, capace di attrarre numerosi atleti amatoriali. Stiamo parlando del trail running, una particolare tipologia di corsa che si pratica in ambiente montano/collinare – con una percentuale massima di asfalto che non deve superare il 10% della distanza totale  - recentemente divenuta una disciplina dell’atletica leggera. 

Quello che rende unico il trail running è lo spirito eco-compatibile degli eventi, caratterizzati anche dallo straordinario contributo di volontari, impegnati a gestire i numerosi aspetti dell’apparato organizzativo, compresa la pulizia e messa in sicurezza dei percorsi.

Eco-compatibile, si diceva. Si, perché correre tra la natura necessita attenzione e rispetto dell’ambiente circostante. Nel concreto, una delle misure che si stanno diffondendo è quella di non distribuire bicchieri di plastica ai ristori ma di imporre ai partecipanti di portare un proprio bicchiere, o utilizzare sacche idriche. Ai “Pasta-party” post-gara  si punta a introdurre materiale bio: ad esempio acqua contenuta in taniche e non in bottiglie di plastica. 

Da qualche anno, inoltre, vige la regola che se un concorrente viene colto a gettare dei rifiuti per terra può essere sanzionato anche con la squalifica dalla gara. Direttive anche per quanto riguarda la segnaletica: consentita solo quella non permanente e, nel caso non fosse possibile utilizzarla, l’uso della vernice è concesso solo se biodegradabile. Tutte iniziative che hanno l’obiettivo di sensibilizzare i trailers e gli organizzatori di eventi a ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente.

Gli appuntamenti per gli appassionati aumentano di anno in anno e ormai il calendario è diventato piuttosto fitto. La varietà è notevole: si va dai grandi eventi internazionali come il Lavaredo Ultra Trail, a quelli con una dimensione regionale, come le venete Ultrabericus Trail nei colli Berici e la Traversata Colli Euganei. 

Esistono anche competizioni di resistenza, come il Rando Trail 3V nel bresciano. Tra le novità, va segnalata la Primiero Dolomiti Marathon, arrivata lo scorso primo luglio scorso alla seconda edizione e con il potenziale di affermarsi come uno degli appuntamenti più apprezzati dell’anno.

La montagna al posto della pianura, i boschi anziché gli edifici, i single tracks in alternativa alle strade: questo è il trail running, una grande impegno che viene ripagato con una straordinaria esperienza al contatto con la natura.

Francesco Tosato – redazione ecopolis

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