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Galleria Città di PadovaIn vicolo Santa Margherita, una laterale di via San Francesco, ha sede la Città di PadovaÈ una delle gallerie d’arte più antiche di Padova, punto di riferimento per l’associazione di artisti omonima ed ha come obiettivo promuovere le arti visive.

In occasione dei quarant’anni di apertura della galleria abbiamo intervistato il dottor Luigi Marotti, che segue la galleria come presidente dell’associazione di artisti, per conoscere il suo punto di vista in merito ai luoghi d’esposizione e all’arte.

D – In che modo la vostra associazione promuove l’arte?   

LM – Organizziamo in galleria numerose mostre per offrire stimoli agli artisti, curiamo esposizioni in altre località del Veneto per far conoscere la loro opera e offriamo il nostro spazio espositivo agli artisti, specie se giovani talenti emergenti. Anche perché a Padova esistono sempre meno gallerie. 

D – È importante per un artista avere spazi per esporre?  

LM – Certo. Un artista lavora chiuso in uno studio e ha bisogno di presentare la sua arte, comunicare e confrontarsi con gli altri. Chi esercita l’arte non può fare a meno della galleria perché altrimenti non riesce a ricordare ciò che ha fatto, non ha la visione di insieme. 

D – Una galleria virtuale risponde a questa esigenza? 

LM – No. Le persone, consultando Internet, vedono solo ciò che interessa loro, scorrono velocemente le immagini e con un click passano oltre. Entrare in una galleria, guardare i quadri, significa scoprire un particolare che può incuriosirmi, dirmi qualcosa. La galleria ha una finalità ben specifica: mostrare opere d’arte. 

D – Chi visita oggi le gallerie? 

LM – Nel corso degli anni sono cambiati i visitatori: una volta erano più aggiornati e curiosi, esprimevano un’opinione su ciò che vedevano, davano più soddisfazione, volevano portarsi a casa qualcosa di bello per goderselo e abbellire l’ambiente familiare. Oggi non è più così, è cambiato il modo di concepire la casa e si usano soluzioni standard, rinunciando alla personalizzazione, percepita come un lusso.

I quadri sono visti come oggetti di arredo qualsiasi, realizzati in serie e reperibili ovunque, prodotti “usa e getta” che seguono le mode. Chi possiede un quadro d’artista, invece, difficilmente se ne disfa perché esso ha un pensiero, un’anima. Oggi spesso le persone non entrano in galleria perché, forse per pigrizia, pensano: “Sono quadri, non sono interessanti”. 

D – Qual è la situazione delle arti visive a Padova? 

LM – A causa di profondi cambiamenti sociali, le gallerie sono in diminuzione, i quadri non si vendono e gli artisti, poco incentivati, si disaffezionano. A Padova esistono ancora opportunità, ma spesso la cittadinanza non risponde. Da un lato la frammentazione di iniziative porta a una dispersione, dall’altro manca la partecipazione. Bisogna ripensare il modo di vivere e rapportarsi con la città. Serve formazione: è indispensabile portare i bambini ai musei, ai concerti, a teatro, gettando semi e sperando producano frutti.  

D – Perché proponete ogni anno a settembre l’iniziativa Via dell’arte in via San Francesco? 

LM – Quando gli artisti espongono all’aperto, si crea un contatto più spontaneo con il pubblico. Le persone vedono le opere più da vicino e molte barriere si allentano. Con la Via dell’arte non solo vogliamo rivitalizzare via San Francesco, oggi abbandonata, benché racchiuda gran parte del patrimonio artistico di Padova, ma anche scommettere sull’arte come mezzo per rendere questa via attrattiva, vivibile ed economicamente più attiva. Per questo è indispensabile che cittadini e istituzioni guardino in modo diverso questa porzione di città, oggi percepita solo come via di transito.  

D – Desideri per il futuro? 

LM – Ci auguriamo che la galleria sia sempre un luogo d’arte, formazione e confronto per gli artisti. A settembre vi invitiamo a un’importante mostra presso la Galleria Civica: vi aspetta un ricco programma d’arte, musica classica e lettura di poesie.

Intervista a Luigi Marotti a cura di Silvia Rampazzo – redazione ecopolis

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