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Oratorio ColombiniDopo anni di chiusura, l’antico e suggestivo oratorio antoniano di Santa Maria dei Colombini, in via Papafava 6 a Padova, è stato recuperato e riaperto al pubblico in occasione del Giugno Antoniano 2017.

Il merito va all’Arciconfraternita di Sant’Antonio di Padova, antica associazione laicale con sede presso la Scoletta del Santo della Basilica antoniana.

La vicenda dell’oratorio dei Colombini è emblematica e analoga a quella di altri monumenti meno noti di Padova: piccoli gioielli, scrigni di storia, arte e spiritualità, abbandonati per i più vari motivi e condannati all’oblio e al progressivo deterioramento.

Per fortuna accade che gruppi di cittadini e associazioni prendano a cuore le sorti di questi luoghi dimenticati, coinvolgano privati e istituzioni e attivino sinergie positive per il loro recupero e la loro valorizzazione, per restituirli alla collettivitàÈ così che è nato il progetto di riapertura dell’Oratorio dei Colombini, con la collaborazione fra i proprietari, la nobile famiglia Papafava de’ Carraresi, e un’antica associazione, l’Arciconfraternita del Santo.

Meritoriamente hanno seguito un paziente lavoro di preparazione, dalla pulizia dell’edificio e del giardino allo studio e alla documentazione sulla storia del luogo, che ha permesso di realizzare a giugno, un ricco programma di eventi – visite guidate così come conferenze e funzioni religiose – ospitati all’interno della chiesetta.

In queste settimane le consorelle e confratelli dell’Arciconfraternita, in collaborazione dell’Associazione Club Vecia Padova, hanno così regalato nuova vita a un luogo ormai semisconosciuto, eppure ricco di memoria e di fascino.

Si tratta di un’architettura esistente dal XIV secolo, dove, secondo la tradizione, si riunivano i Colombini, gruppo di penitenti convertiti da Sant’Antonio di Padova che si costituirono in una confraternita, soppressa in Epoca napoleonica. L’oratorio, incamerato al demanio, fu poi acquisito nel 1810 dai Conti Alessandro e Francesco Papafava de’ Carraresi, che conferirono al luogo l’attuale aspetto con gli importanti lavori avvenuti nel 1817.

L’oratorio custodisce al suo interno lapidi, dipinti, reliquie, testimonianze di una storia secolare di devozione di persone e di famiglie patavine. Ma nel luogo è soprattutto ben visibile il ricordo di Sant’Antonio di Padova, legato a due reliquie qui conservate: all’entrata, sulla destra, si trova, murata, la “pietra pulpito” utilizzata dal Santo per la predicazione; nel giardino adiacente all’oratorio, vicino a un platano secolare, esiste ancora l’antico pozzo dentro al quale, secondo la tradizione, sarebbe caduto il breviario di frate Antonio, che gli angeli riportarono a lui asciutto.

La devozione al Santo originario di Lisbona si è tradotta anche in pregevoli opere d’arte che ornano l’oratorio, come il paliotto d’altare in marmo del XVIII secolo, attribuito alla scuola dei Bonazza e raffigurante un Sant’Antonio in adorazione del Bambino Gesù. Invece le affascinanti lunette dipinte, poste ai lati dell’altare, nella parte più interna ed antica dell’Oratorio (il Sacello antoniano), rappresentano alcuni miracoli compiuti dal taumaturgo. Sono state realizzate, tra XVII e XVIII secolo, dai pittori Domenico Zanella e Francesco Mengardi. Due di questi dipinti sono in deposito per restauro in attesa di reperire i fondi necessari: qui trovate il link per chi fosse interessato donare.

Questo tesoro è stato reso visibile a molti Padovani nel mese di giugno. Ora l’Arciconfraternita si propone, con l’aiuto della cittadinanza, di continuare l’impegno di valorizzazione dell’Oratorio dei Colombini, promuovendone il restauro e la conoscenza, attraverso visite guidate, indagini e ricerche.

Sarebbe bello restituire a Padova le tracce della prima venuta in città di sant’Antonio, patron instancabile nella mediazione dei conflitti e difensore dei più deboli.

Silvia Rampazzo – redazione ecopolis

Per info e contatti per organizzare, tramite accordi diretti, visite guidate per gruppi: Arciconfraternita di sant’Antonio di Padova c/o Scoletta del Santo – P.zza del Santo, 11 – 35123 Padova, Tel. 49/8755235; E-mail: segreteria@arciconfraternitadelsanto.com

3 Responses to “L’Oratorio dei Colombini: scrigno d’arte e spiritualità da riscoprire e valorizzare”

  1. Lorenzo ha detto:

    Machi erano i Colombini, forse i gesuati?
    Grazie.

  2. Silvia ha detto:

    Grazie per l’interessante domanda. In realtà i Colombini erano i componenti di una confraternita laicale, una delle numerose confraternite sorte a Padova come in tutta Italia intorno al XIII secolo con finalità devozionali e assistenziali. Secondo la tradizione, la confraternita fu fondata nel 1227 da S.Antonio ed era costituita da ladroni convertiti, secondo alcune versioni, o da fedeli laici che avevano deciso di dedicarsi a opere di pietà, secondo altre. Presero il nome di Colombini perché si riunivano per la preghiera nell’oratorio inizialmente intitolato a Santa Maria della Colomba. Un’altra tradizione spiega che i ladroni inizialmente duri e spietati, dopo l’incontro con Sant’Antonio, divennero miti e docili come colombe, perciò furono detti Colombini. In ogni caso si tratta di devoti laici e perciò non vanno confusi con i membri dell’ordine religioso dei Gesuati, fondato nel XIV secolo dal beato Giovanni Colombini. Purtroppo attualmente non sappiamo molto sulla storia dei Colombini e del loro Oratorio: servirebbero certamente studi e indagini in merito.

  3. Lorenzo ha detto:

    Gentile Silvia, molte grazie della cortese risposta, precisa ed esauriente.

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