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PisteRiciclabiliUna corsa a ostacoli quotidiana: una nostra lettrice ci racconta un’esperienza comune per chi si muove in bici a Padova. La lettera, indirizzata al comandante della Polizia Locale Antonio Paolocci, non solo segnala diversi tratti critici ma diventa l’occasione per ribadire che la ciclabilità a Padova deve essere non un problema ma una soluzione.

Auspichiamo una pronta risposta dal Settore Polizia Locale, Protezione Civile e Mobilità. Nel frattempo, chi usa la bici può segnalare problemi e criticità grazie all’iniziativa Piste Riciclabili (di cui abbiamo parlato qui). Ma saremo felici di pubblicare altre lettere inviate a ecopolis@legambientepadova.it.

Egregio Comandante Paolocci,

mi rivolgo a lei per avere una risposta certa e autorevole per quanto segue: uso quotidianamente la bicicletta nel tragitto casa/lavoro, Guizza/centro città.

Il problema è legato al passaggio del tram nel tratto Santa CrocePrato della Valle. Ora, se fa un sopralluogo può rendersi conto della mancanza di spazio per il transito di biciclette contestuale al tram, considerate le auto parcheggiate sia negli spazi autorizzati che sopra la pista ciclabile. Accade spesso di mattina, tra le 8 e le 9, in Corso Vittorio Emanuele sul lato destro andando verso Prato della Valle, dall’altezza del panificio fino alla pasticceria Ballico, cosa che ho più volte segnalato a qualche assessore e vigile: mai considerata.

Le chiedo se procedendo in bici davanti al tram sono obbligata a fermarmi per dargli la precedenza o comunque a cercare un angolo sicuro per non esser investita. E in quel tratto l’unico luogo sicuro è spesso il marciapiedi… Il tram ha un diritto di precedenza?

Ritengo sia necessario rivedere tutti i posti auto su quel tratto perché non è pensabile doversi fermare ogni qualvolta passi il tram!!! E in quel tragitto accade di doversi fermare più volte!!!

E che dire poi di tutte le auto che troviamo parcheggiate perpendicolarmente alla ciclabile da Piazzale S. Croce al Bassanello o, ancora, sul tratto ciclabile di via Cino da Pistoia, parallela a Via Guizza??? E ancora sul tratto che va dal parcheggio scambiatore della tangenziale PD-sud (Corso Primo Maggio) verso Albignasego… e potrei continuare… sono tutte all’ordine del giorno!!!

Mai un vigile in quelle zone, sempre e solo tutti concentrati in centro storico che al mattino presto stanno solo a guardare il caos che c’è in Piazza delle Erbe tra i furgoni posteggiati per il mercato: con quelli che arrivano, moto, bici… non si passa!!! E se poi si “taglia” per evitare tutto ciò sotto il volto tra il Salone e Drogheria Catini d’oro magari si trova il vigile che ci costringe a scendere dalla bici, quando non c’è anima viva di pedoni ma un via vai di furgoni sì!!!

Questo è far guerra ai ciclisti che non inquinano e non intasano le strade e che rischiano ogni giorno di esser investiti perché le strade non sono adeguate alla circolazione in sicurezza, anzi!!!

Direi che non ci siamo!!!

C.C. – una ciclista, a cura della Redazione di Ecopolis

2 Responses to “La mia quotidiana corsa ad ostacoli: lettera di una ciclista padovana in difficoltà”

  1. Daniela Faro ha detto:

    I ciclisti si lamentano? e i pedoni che se li ritrovano sempre sui marciapiedi e se non si scansano vengono investiti? E le macchine su marciapiedi e aiuole?
    Possibile che NESSUNO pensi a tutelare chi va a piedi e SOPRATTUTTO in sedia a rotelle?
    Mi meraviglio di voi! Mai una protesta, mai un vigile che muova un dito nè un articolo sui giornali. Si tutelano solo i trasgressori…o no?
    Daniela Faro

    • Andrea Nicolello ha detto:

      ha ragione Daniela
      facciamo troppo poco per i pedoni (così come poco interveniamo sull’acqua, i rifiuti …).
      Ma non è vero che non facciamo nulla.
      Nel nostro ecogalateo del ciclista abbiamo scritto che chi va in bici non deve percorre portici (o non avere le luci).
      Quando chiediamo l’istituzione del doppio senso di marcia in tutte le strade della ZTL è perchè così – ai sensi del codice della strada – le bici avranno la possibilità di andare nei due sensi (ad es. in via Vescovado o Barbarigo) e non andranno più sotto i portici.
      Quando chiediamo le zone 30 nei quartieri e la moderazione del traffico è perchè abbiamo in mente per prima cosa le categorie deboli della strada (bambini, disabili motori, ma anche persone claudicanti o con passeggini). L’organizzazione della mobilità che parte dai bisogni di chi è più debole, è a misura di tutti.

      Poi negli anni abbiamo fatto tante cose sul tema pedoni: portato il primo piedibus, chiesto il rispetto delle zebre inventandoci gli attraversamenti continuativi sulle strisce con cartelloni, zebre giganti e clown sorridenti.
      Raffaella Poli e il suo gruppo per anni il sabato distribuivano multe gentili alle macchine parcheggiate sui marciapiedi.

      Da un po’ di anni non riuciamo a farlo.
      Sai perchè? perchè una associazione di volontariato realizza iniziative in base all’interesse, inventiva, disponibilità e creatività di chi fa il volontario e militante.
      In questi ultimi 4-5 anni ci sono soprattutto persone che sentono prioritario la questione suolo, biciclette, energia … fra due anni magari sarà diverso.

      Se ti vorrai unire a noi sicuramente riusciremo a riattivare un gruppo come è stata la Tribù dei piedi liberi.
      Cordialità Andrea
      ps: qui non riesco a metter foto, ma bello poterti far vedere le varie iniziative che ho citato, magari ti verrebbero idee e proposte nuove

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