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Ospedale PadovaLo scorso 1 giugno, in un incontro pubblico a Forcellini, l’onorevole Alessandro Naccarato, il consigliere regionale Claudio Sinigaglia e il segretario regionale dell’Associazione Medici Ospedalieri Adriano Benazzato hanno discusso del futuro Ospedale di Padova.

I due primi relatori hanno presentato la nuova posizione che ha assunto sull’argomento il Partito Democratico: pur non rinnegando l’iniziale scelta di Padova Ovest, il PD è ora orientato verso la rigenerazione dell’ospedale esistente estendendo l’intervento anche alle aree del Portello e della Fiera.

I motivi sono prevalentemente di carattere economico. Per quanto riguarda l’intervento a Padova Est, escluso l’affidamento in project-financing, visto quanto di negativo è avvenuto per gli ospedali di Mestre e di Schiavonìa con conseguente danno economico per l’ente pubblico, l’opera dovrebbe essere a carico dello stato o della regione, ma il primo non finanzia più opere di competenza regionale e il secondo non ha le risorse necessarie. Va da sé che mancano i presupposti affinché possa tenersi quella conferenza di servizi decisoria che l’ex sindaco Bitonci ha promesso, qualora rieletto, di concludere in tempi brevissimi. A ciò si aggiunge un altro impedimento derivante dal fatto che le aree che i privati dovrebbero cedere al comune, sulla base della nuova variante al piano di lottizzazione a nord del Net Center, non sono nella disponibilità dei proprietari in quanto ipotecate dalle banche che hanno finanziato i cantieri mai partiti.

Ma ciò che più ha inciso sulla scelta del PD, e che ha fatto tramontare anche l’ipotesi di Padova Ovest, è il fatto che negli ultimi sette anni sono stati spesi già 120 milioni di euro sulle strutture esistenti ed altri 120 sono stati finanziati. Di fatto, come sostiene Giordani nel suo programma elettorale, il cosiddetto “nuovo sul vecchio” è già in atto e la scelta definitiva sulla localizzazione del nuovo ospedale non può prescindere dai 240 milioni già impegnati. Ora Giordani ha promesso di decidere entro 3 mesi dalla sua elezione, dopo aver sentito tutte le parti interessate, ma la decisione del maggior partito che lo appoggia è già in campo.

La realizzazione/rigenerazione di un Ospedale Nuovo, sull’attuale area, è anche nel programma di Coalizione Civica, il cui candidato sindaco Arturo Lorenzoni ha però addotto motivazioni ben più articolate. Come risulta dalle schede di analisi, riassunte in un recente volantino, “Coalizione Civica ritiene che Padova abbia bisogno non di un Nuovo Ospedale ma di un Ospedale Nuovo per concezione e organizzazione situato nella attuale posizione, che metta a beneficio dell’intera collettività le funzioni di assistenza, ricerca e didattica, mantenendo l’eccellenza della Sanità e della Medicina Padovana.”

Qualcosa di ben diverso da quell’inaccettabile proposta presentata in prima istanza alla Regione da Bitonci. La soluzione, secondo Lorenzoni, dovrebbe rispondere in primis alle future esigenze di assistenza sanitaria, da verificare attraverso un processo decisionale che coinvolga, oltre agli enti competenti, anche i cittadini, gli utenti, e gli operatori della sanità. Inoltre non si potrà prescindere da un’attenta analisi dell’impatto che gli interventi di trasformazioni avranno sul complesso delle relazioni di carattere economico, sociale e culturale che interessano Padova. L’ospedale non è un corpo avulso dalle dinamiche della città, per cui qualsiasi modifica sostanziale del suo assetto deve essere inquadrata in un progetto urbanistico a scala sia cittadina che metropolitana.

Per quanto riguarda la visione degli altri candidati più rappresentativi possiamo dire che il Movimento 5 stelle non presenta un’analisi propria ma demanda tutte le scelte ad una consultazione popolare, mentre Bitonci punta tutto su Padova Est, ma con molte incognite: non ha risolto il problema del finanziamento, non ha il progetto, non ha il possesso delle aree necessarie all’intervento e, soprattutto, non ha verificato l’impatto che il trasferimento dell’ospedale avrà sulla città e in particolare sull’area che verrà abbandonata.

Nelle ormai imminenti elezioni i padovani hanno l’opportunità di scegliere, tra i candidati, chi offre la migliore proposta programmatica per la sanità cittadina.

Lorenzo Cabrelle, Legambiente Padova

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