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autobus_APS_Padova“Questo bus sarà elettrico” così recita da qualche giorno la pubblicità elettorale pagata da Massimo Bitonci sui mezzi di Busitalia. La cosa ha fatto trasalire molti, visto cosa ha fatto Bitonci durante il periodo in cui è stato sindaco.

Facciamo prima un passo indietro. Da molti anni APS Holding aveva iniziato a sostituire i mezzi a gasolio con quelli a metano, arrivando a una consistente metanizzazione della propria flotta, con vantaggi per l’ambiente ed economici.

E’ stato fatto anche un importante investimento costruendo un distributore a metano nell’area di via Rismondo dove si trova il deposito dei mezzi urbani di Busitalia. Si era arrivati a un livello di metanizzazione tale che durante le ore di morbida pressoché tutti i mezzi su strada erano a metano.

Con l’arrivo di Bitonci qualcosa è cambiato. Dopo un acquisto di mezzi extraurbani a gasolio (il metano per l’extraurbano comporta alcune difficoltà che per l’urbano non ci sono), Bitonci ha interrotto la metanizzazione della flotta urbana, tornando al vecchio e inquinante gasolio. Si tratta di mezzi Mercedes con matricola dal 55110 al 55118 usati specialmente sulla linea 12. Come può dire quindi Bitonci di volere l’elettrico quando è stato lui a tornare al gasolio?

Tra l’altro negando quando previsto nel Piano d’azione per l’energia sostenibile (PAES) di Padova, che include tra i progetti previsti al 2020 (punto 29) la sostituzione della flotta di autobus del comune con mezzi a metano. Per quanto riguarda i passeggeri trasportati, i dati per il 2016 non sono stati ancora diffusi ma le sensazioni sono di un ulteriore calo.

Vediamo invece cosa propongono gli altri principali candidati in termini di trasporto pubblico.

Bene Borile del Movimento 5 stelle quando indica di voler usare i proventi da multe ZTL per potenziare il trasporto pubblico. Bene anche la volontà di aumentare le corsie preferenziali. Sul tram, positiva la volontà di prolungare la linea esistente verso est ma pensiamo che sia urgente anche completare nuove linee verso ovest e sud est.

Per quanto riguarda Giordani, nel programma ci sono cose interessanti rispetto al bike sharing e altre importanti come l’obiettivo delle linee 2 e 3 del tram. Bene anche l’intenzione di potenziare il trasporto pubblico, anche se non è spiegato con quali fondi si potrà aumentare il servizio. Male però la visione di fondo della mobilità, con la volontà (con azioni però non di competenza comunale) di aumentare la portata delle nuove strade, facendo così aumentare il traffico verso Padova (tangenziale di Limena e Statale del Santo), mentre bisognerebbe puntare esclusivamente sul potenziamento del trasporto pubblico e non incentivare il trasporto su gomma privato

Più europea la visione di Lorenzoni, con l’obiettivo di diminuire il traffico privato in città a favore del trasporto pubblico e ciclabilità utilizzando i proventi di multe e parcheggi. Considerevole spazio nel programma è dato ai sistemi innovativi, come car sharing, car pooling e bike sharing. Anche qui bene la volontà di prolungare la linea del tram e di impegnarsi per istituire altre due linee e implementare le corsie preferenziali per i bus.

Tornando da dove abbiamo iniziato. Tutti i candidati sono per spingere verso la mobilità elettrica. Bene, ma ricordiamo che la congestione e il traffico non si combattono cambiando il tipo di motore delle auto. E rispetto ai bus, ad oggi difficile trovare bus elettrici più lunghi di 11 metri.

Andrea Ragona, Presidente Legambiente Padova

 

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