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Colli  EuganeiÈ mai possibile che ad un Parco venga tolta ogni competenza in materia di paesaggio?

Sì, è proprio possibile! Lo prevede la Giunta regionale col suo disegno di legge 143 del 6 maggio 2016 (Disciplina e valorizzazione della rete ecologica regionale). Ddl che toglie ogni competenza anche su “territorio” e  “ambiente”, lasciando al Parco solo la competenza sulla “natura”.

Ambigua e artificiosa l’impostazione, fonte sicuramente di contenziosi e arbitrarie interpretazioni. Ma, soprattutto un micidiale salto culturale indietro rispetto alle faticose conquiste raggiunte da questo territorio negli ultimi decenni.
Basilari sono infatti, la legge istitutiva del Parco (la 38 del 1989) e soprattutto Piano Ambientale i cui scopi sono la “tutela, il mantenimento, il restauro e la valorizzazione dell’ambiente naturale, storico, architettonico e paesaggistico considerato nella sua unitarietà”. Una visione del resto imposta, potremmo dire, dalle peculiari caratteristiche di questo territorio che necessitano di cura e protezione.

Così il Piano Ambientale individua 26 “Unità di paesaggio” e una cinquantina di “ambiti paesaggistici”; li studia in funzione delle Norme di tutela introdotte, ma anche in funzione di tutta una serie di concreti progetti con forte valenza urbanistico-paesaggistica che investono in particolare aree di strategico interesse, spesso alla “periferia” dell’area Parco e in desolante degrado.

Questa impostazione, che certo lo stesso Parco ha finora poco valorizzato, andrebbe ora del tutto vanificata dal Ddl in discussione, sostituita da un Piano Aambientale attento solo ai valori “naturalistici”; e come ulteriore deleteria conseguenza le autorizzazioni paesaggistiche verrebbero tolte al Parco e delegate ai singoli 15 Comuni.

Per contro la Regione col suo Piano Paesaggistico (imposto già con la legge Galasso dell’85 e nuovamente col decreto Urbani del 2004) è ancora deplorevolmente in alto mare (nonostante siano stati stanziati fondi e distribuiti incarichi in quantità).

Tuttavia, ancor più disarmante risulta l’inettitudine con la quale accademici ed intellettuali non abbiano saputo fronteggiare gli attacchi scomposti da parte della Regione, come se la battaglia per la difesa dei Colli Euganei fosse già persa in partenza.

Rivolgiamo dunque, un accorato appello in particolare agli studiosi ed esperti che hanno a cuore il paesaggio euganeo di modo che con il loro prestigio facciano propria questa battaglia di difesa e valorizzazione del Piano Ambientale.

Battaglia che dovrebbe peraltro estendersi dal piano culturale a quello pratico: poiché sono tanti i progetti previsti dal Piano Ambientale e che attendono di essere realizzati. Anche proprio vicino a Praglia, alla sua “periferia” potremmo dire. Come il contesto di villa Lugli-Cavalli, che in collegamento con l’anello ciclabile dei Colli (un’infrastruttura strategica anche per valorizzare il paesaggio), sarebbe dovuto essere oggetto di un qualificante recupero storico-paesaggistico per diventare una delle “porte” del Parco. Occasione finora disattesa e aggirata con scelte miopi e in contrasto con questo obiettivo. Arrivando addirittura a proporre una lottizzazione come un’opera “strategica” di valorizzazione dell’anello ciclabile.

Nonostante un solo timido commento positivo da parte di Giovanni Stella sull’illustrazione dell’appello che per il nostro Coordinamento ha fatto Giovanna Cappelletto in apertura degli interventi del pubblico, ostico è ancora il percorso volto a rivitalizzare il Parco Colli conferendogli le competenze che gli spettano. Perciò, vi invitiamo a non lasciarci soli, a non lasciare sole le nostre associazioni su questo fronte quanto mai impegnativo: perdere terreno sulle faticose conquiste raggiunte ieri può diventare un’amara sconfitta per tutti, domani.

Flores Baccini, Christianne Bergamin, Gianni Sandon

del Coordinamento Associazioni ambientaliste del Parco dei Colli Euganei

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