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parco_agropaesaggistico_padova_legambienteNei due anni e mezzo di Massimo Bitonci Sindaco Legambiente ha avuto con lui un solo incontro. A settembre 2014, pochi mesi dopo l’insediamento, quando gli abbiamo presentato alcuni progetti strategici per la città.

Quello su cui più ci si dilungò fu l’istituzione del parco agro-paesaggistico metropolitano.

Bitonci apprezzò, o meglio fece finta, coinvolgendo l’allora assessore all’Ambiente Cavatton. Per poi non solo dimenticarsene del tutto quando si trattava di deliberare, ma arrivando anche ad ostacolarlo quando nel 2016 approvò una variante urbanistica al Piano degli Interventi gravemente peggiorativa.

Infatti le nuove norme introdotte da Massimo Bitonci, in particolare quelle riferite alle zone di “perequazione urbanistica”, gli furono utili per eliminare ogni vincolo in precedenza previsto per assicurare l’interesse pubblico, puntando invece ad incentivare l’edificazione da parte dei privati in aree essenziali per la formazione di un sistema del verde e di una rete ecologica.

La variante di Bitonci ha peggiorato una situazione già compromessa: l’eliminazione dell’obbligo dell’uso prioritario a verde e dei limiti di utilizzo con altri scopi, è un vero e proprio attacco alle aree del futuro parco: i cunei verdi, nati per formare i parchi pubblici ed i corridoi ecologici, vengono trasformati in riserva edificabile per farvi calare ogni tipo di costruzione.

Così Padova sta perdendo una grande occasione: si badi bene, non stiamo parlando di arcadia, ma di un disegno innovativo di città che metta assieme tutela del territorio, valorizzazione dei terreni agricoli, produzione di cibo, economia, reddito e lavoro.

Un solo dato per comprenderne portata: a Padova la superficie agricola ammonta a circa il 30% della superficie comunale: 27.867.993 mq.

Viviana Ferrario dello IUAV ci ricorda che “nonostante l’intenso processo di urbanizzazione, la quantità di aree agricole coltivate è rilevante; vi si pratica un’agricoltura economicamente nient’affatto marginale. Aree però costantemente erose dall’espansione edilizia. Proprio per far fonte a questi attacchi nel 2012 è nata la proposta, per sperimentare un modello applicabile non solo all’agricoltura urbana, ma a tutta l’area metropolitana (i 17 comuni). Senza dimenticare che Padova ha la particolaritàdi avere diverse aree agricole a ridosso del centro, sfuggite all’edificazione, che potrebbero rappresentare una straordinaria risorsa per i cittadini in quanto coltivate o coltivabili”.

Cos’è il parco agro-paesaggistico? È una porzione di territorio compreso tra Brenta e Bacchiglione, una grande “cintura verde” che faccia da barriera al cemento e alle ondate di calore estive, vivo e dinamico anche dal punto di vista economico.

Un progetto diventato istituzionale nel 2014; infatti, grazie ad Agenda 21 del settore Ambiente, viene redatto un Piano d’Azione coinvolgendo 40 enti, associazioni di categoria, istituti di ricerca ed associazioni ambientaliste, poi approvato dalla Giunta nel maggio 2014.

Cosa ne scrivono nei loro programmi i principali candidati sindaco?

In quello di Simone Borile dei 5Stelle non c’è traccia (e sì che con i consiglieri comunali pentastellati di opposizione ne abbiamo discusso più volte).

Invece il tema del parco compare in maniera pressochè identica sia nel programma di Sergio Giordani che in quello di Arturo Lorenzoni. Entrambi ne fanno una descrizione dettagliata, consapevoli del lavoro già svolto nel passato (Agenda 21 ed associazioni) e della portata strategica che può rivestire.

Ne riconoscono la valenza economica e di valorizzazione del territorio, un’occasione per ricucire la rete ecologica.

E se tutti e due individuano come necessaria l’introduzione dell’agricoltura nel Piano di Assetto territoriale Intercomunale da rimodulare, Lorenzoni enfatizza l’aspetto della sicurezza e sovranità alimentare (tanto da proporre l’esperienza della Banca della Terra per favorire giovani imprenditori agricoli); mentre Giordani spinge su aspetti urbanistici, tanto da collocare il tema parco all’interno del capitolo della città metropolitana. Una scelta non scontata, condivisibile, visto che scrive che “il coordinamento permanente fra Sindaci dovrà individuare politiche economiche, agricole e turistiche”.

Nel caso di alleanze al ballottaggio, questo è un tema strategico comune a questi candidati che può costituire un punto iniziale di convergenza.

Andrea Nicolello-Rossi, direttore ecopolis

ps: per Bitonci parlano i fatti in 2 anni di governo della città. Se non bastasse, sappiate che al recente incontro di confronto con i candidati Sindaco organizzato da Urban Meta, alla domanda sul parco agropaesaggistico semplicemente non ha risposto

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