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saluti ABANO TERME VEDUTENon vogliamo certamente entrare, come Legambiente, nel merito di una campagna elettorale in corso, né tantomeno “sostenere” formazioni politiche in particolare.

Ma le tematiche ambientaliste, soprattutto quelle inerenti l’uso e abuso del suolo, ci interessano enormemente. Da qualunque parte possano provenire.

Nello specifico, all’Hotel Helvetia di Abano Terme, la sera del 18 Maggio, si è svolto un incontro con la cittadinanza organizzato dalla lista civica 35031. Si è parlato del possibile futuro di Abano Terme, realtà economica primaria e importante, innestata in un contesto appetibile e suggestivo quale sa essere il territorio euganeo nel suo complesso: “Abano Terme deve diventare un vero luogo della salute e della rigenerazione dello spirito a tutto campo”. Questo il desiderio manifesto.

Abano Terme è una realtà diversa e unica rispetto le altre città della cintura esterna padovana. Sia in termini urbanistici stretti che di movimentazione quotidiana delle persone che vi risiedono”. Esordisce così l’ing. Pierluigi Materaglia, docente di tecnica e pianificazione urbanistica presso il Dipartimento di ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università di Padova.

Ad Abano ci sono due milioni di metri cubi di cemento già pianificati in un territorio che, ricordiamolo, presenta un’offerta turistica notevole in termini di città d’arte vicine, ville storiche disseminate e percorsi naturalistici. Senza contare le innumerevoli proposte culturali provenienti dal territorio veneto in generale.”

L’ing Materaglia aggiunge poi un dettaglio che fa ulteriormente pensare: “C’è un progressivo, inarrestabile invecchiamento della popolazione da qui ai prossimi venti anni. I giovani non riescono più a sostituirsi completamente agli anziani e quindi è necessario più che mai pensare ad una fruibilità urbana diversa e più in linea con l’aumentare dell’età media.” Una fruizione più “slow” per il residente, si pensa, ma di indiscutibile qualità per tutti coloro che vi soggiorneranno temporaneamente.

Una vera e propria rigenerazione urbana che vada a connettersi e interagire con il patrimonio paesaggistico del Parco Colli. Una realtà assolutamente da salvaguardare nei confini attuali e da migliorare in efficienza riguardo la necessaria gestione.

Interessante, poi , è risultato anche il secondo intervento della serata, uno di quelli che un tempo si usavano definirsi “illuminati” ovvero la descrizione dei nuovi possibili percorsi imprenditoriali rivolti alla cura e valorizzazione del proprio territorio.

Franco Zanovello, proprietario della Ca’Lustra Vino dei Colli euganei, ha introdotto e illustrato il progetto Man and Biosphere Unesco del comprensorio Colli euganei. Un progetto che abbina la coltura vinicola di tipo prevalentemente biologico al paesaggio che la accompagna.

Un progetto che andrebbe ad incidere in un’area collinare vulcanica, ristretta, di 18 chilometri per 12, interconnettendosi alla realtà termale di pianura attraverso la promozione dei prodotti vinicoli autoctoni con il coinvolgimento della rete alberghiera. In aggiunta c’è anche la cosiddetta strada del vino grazie ad un accordo apposito, l’O.g.d., sostenuto tra le parti interessate (imprenditoria e istituzioni).

Si punta così ad una forma di turismo meno usuale, infrasettimanale, con un novero di proposte quanto mai solleticanti per chi vi soggiorna, sia gastronomiche che culturali. Ma soprattutto ci sarebbe la forte volontà di recuperare i molti terreni ed ex vigneti, oggi abbandonati , divenuti nel corso dell’ultimo trentennio un ammasso di rovi e tane per cinghiali.

Zanovello è comunque convinto che sia l’agricoltura a connotare il paesaggio attraverso i propri terrazzamenti, i cavalca o aggira poggi e i sentieri appositamente predisposti. “Ogni città ha il suo paesaggio e ogni paesaggio ha la città che si merita”. Ha concluso infine l’interessante serata Monica Lazzaretto.

Si è avvertita la convinzione e il desiderio di indicare una svolta “filosofica”, ancor prima che politica, verso un progetto che vede nella sinergia con le diverse realtà economiche dell’area termale, la propria carta vincente. Diverrebbe persino concreto e non solo auspicabile, un indotto che porterebbe ad un sensibile incremento di nuovi posti di lavoro negli anni a venire.

Ecco perché diventa quanto mai fondamentale vigilare attentamente sulle possibili ricadute causate dalla nuova Legge Regionale sui Parchi Veneti.

Infine, facciamo osservare, la legge sul consumo di suolo prevede il censimento di quanto sino ad oggi edificato con l’obiettivo di salvaguardare quanto ancora non lo è. Anche e soprattutto attraverso la ridefinizione delle attuali rendite vigenti. Riqualificare gli spazi cittadini e ridurre il peso della quota cemento dai PAT attuali è possibile. Ogni Amministrazione ne ha formale facoltà. Il problema è volerlo davvero fare.

Flavio Boscatto, redazione di ecopolis

One Response to “Nuova urbanistica: ad Abano si propone una soluzione. Imprenditori e operatori innovativi cercasi”

  1. Cristiana penon ha detto:

    Abano è il suo paesaggio, valorizziamo il nostro territorio in sinergia con chi ha una visione del futuro prospettica e sostenibile! Grazie a Legambiente Padova per questo articolo che puntualmente descrive le nostre intenzioni amministrative per la città , con 35zero31 per Monica lazzaretto sindaco di Abano Terme e con tutti coloro a cui sta cuore questo bellissimo territorio e il nostro meraviglioso paesaggio dei colli euganei che è la nostra IDENTITA’!

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