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Sindaci incontrano UDUSuccesso di pubblico martedì scorso al teatro Ruzzante con la sala gremita di studenti universitari, compresi alcuni delle superiori ed un palco affollato: 5 candidati sindaci su 6 hanno accolto l’invito a confrontarsi con il manifesto Io sogno Padova di Studenti Per-UDU e Rete degli Studenti Medi e a rispondere su alcune proposte.

Otto i macro temi del manifesto che “nasce dalla necessità di aprire una finestra di ascolto e dialogo con l’amministrazione di Padova [per] dare rilevanza al concetto di cittadinanza studentesca”.

I sogni richiamano scelte valoriali, ma sono anche richieste concrete: “Se sogniamo una Padova inclusiva e aperta, ne consegue che la cultura venga rimessa al centro delle politiche dell’amministrazione […], sogniamo una città che si prenda cura degli spazi che la compongono: per questo ci si impegni nelle politiche ambientali […], sogniamo [ancora] una Padova che ricerchi il dialogo con l’Università per le politiche sociali e del lavoro. Una città che strutturi la propria rete di servizi. Infine, una Padova che favorisca e incentivi l’aggregazione, che renda le proprie piazze luoghi di condivisione, che non si chiuda nella paura e nell’intolleranza”.

Se queste erano le premesse, Virginia Libero della Rete degli Studenti Medi di Padova ha messo “la palla al centro” e via con domande relative a spazi, lavoro e accessibilità della città (come diritto alla mobilità).

Arturo Lorenzoni, il più a suo agio, sul tema spazi ha tenuto insieme aspetti di concretezza quotidiana, insistendo sull’esigenza di co-progettare spazi pubblici per rivitalizzare le periferie, riconoscendo gli studenti come una risorsa. Sul lavoro ha citato la riforma della ZIP come business location; ha indicato le tecnologie della conoscenza e dell’intelligenza artificiale come ambiti di ricerca avanzata sulle quali Padova è molto attrezzata. La scelta di far crescere spin off e start-up esistenti è un altro degli esempi citati da Lorenzoni; anche il Comune dovrà ritagliarsi un ruolo.

E’ chiaro che con lui il fronte lavoro, impresa, innovazione e rapporto con l’Università diventerebbero una delle priorità. Interessante l’accenno di Lorenzoni ad un nuovo modello di medicina del territorio e d’incontro dove associazionismo e volontariato giovanile potranno svolgere un ruolo rilevante.

Massimo Bettin del Pd per Giordani ha capitalizzato i suoi quasi 3 anni da consigliere di opposizione, “attaccando” uno spaesato Calore in rappresentanza di Bitonci che non ha mai replicato. Bettin sul tema spazi pubblici ricorda che sono tali di fatto e che un Sindaco non può disporne a discrezione. Sull’attrattività di Padova nel campo del lavoro, ha ricordato che se l’intenzione è quella di agevolare coloro che vivono da più anni in città al fine di determinare le graduatorie di accesso ad asili e case pubbliche, si discriminano non solo gli stranieri, ma anche le giovani coppie che arrivano a Padova per specializzarsi.

Stilettate sui tagli ai fondi al sostegno sociale, l’acquisto di autobus a gasolio mentre adesso la Lega parla di mezzi elettrici. Ha aggiunto un impegno sulla semplificazione della burocrazia cui sono sottoposti associazioni o gruppi giovanili che vogliano organizzare eventi, aggiungendo un interesse a portare le corse notturne fino alle 2 e triplicare le stazioni bike sharing.

Su Luigi Sposato ce la caviamo riportando la correttezza con cui i giovani presenti lo hanno sopportato mentre descriveva come positivo il mercato del lavoro precario: “sono gli stessi ragazzi a voler cambiare lavoro ogni 4-5 mesi, non è più come con noi che si cercava il posto fisso”.

Simone Borile di M5S ha molto insistito sulla partecipazione, preannunciando l’adozione del bilancio partecipato, ma anche che la rinascita delle periferie passa attraverso l’affidamento di spazi ad associazioni culturali e sportive. Ha ricordato anche che ci sono 20 beni confiscati alle Mafie che attendono di essere assegnati, mentre ha messo l’accento su un trasporto pubblico serale e notturno gratuito.

Andrea Nicolello-Rossi – direttore di ecopolis

 

Ps: di Nicolò Calore, delegato di Bitonci, no, non mi va di parlare. Chi riesce a mentire spudoratamente di fronte a dei giovani che nel 1999-2000 magari non erano ancora nati, attribuendo al centro sinistra la scelta del metro tram “quale mezzo che nasceva già obsoleto”, no dai, è già tanto averlo nominato. Avrebbe fatto più bella figura rivendicando fino in fondo di far parte del partito dell’auto sempre e ovunque, piuttosto che arrampicarsi sugli specchi.

D’altra parte cosa aspettarsi da una persona che nel giorno del vile ed orrendo attentato di Manchester invita l’Europa a ricordarsi di “POITIERS, LEPANTO E VIENNA!!!”. La strizzata d’occhio alla guerra di religione è fuori dal nostro orizzonte culturale e di questi ragazzi che hanno ben altri sogni.

One Response to ““Io sogno Padova”: l’Unione degli Universitari incontra i candidati sindaci (e uno mente)”

  1. G. ha detto:

    Davvero si sono evocati POITIERS, LEPANTO E VIENNA?? Non riesco a crederci………
    G.

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