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tagli alberi_tigli_piazza castello_padovaCosa ne è stato del verde urbano in questi 2 anni e mezzo, e cosa aspettarci?

Nel 2014 Bitonci prometteva la protezione dei cunei verdi esistenti secondo il piano dell’urbanista Piccinato. Invece, cambiando totalmente opinione, si è comportato come Attila: con l’approvazione nel 2015 del Piano degli interventi e la mancata revisione del PAT ha dato il colpo di grazia ai cunei verdi. Si pensi all’ampliamento e nuova edificabilità in zona Iris, alla modifica di destinazione di aree agricole attorno al Plebiscito, trasformate in zone per parcheggi del nuovo (ipotetico) Stadio o alla “variantina” al basso Isonzo per la realizzazione di nuova strada.

Riguardo agli alberi Bitonci scriveva testualmente: [promuoveremo la] “valutazione dello stato di salute degli alberi e loro tutela. No ad abbattimenti indiscriminati senza consenso dei residenti”. Un’affermazione smentita dai fatti. L’amministrazione si è distinta per oltre 2.400 abbattimenti di grandi alberi in 3 anni, senza il consenso dei residenti e giustificati con perizie gravemente carenti e scientificamente inconsistenti. Abbattuto oltre il 5% del patrimonio arboreo, oltre il 10% di alberi su strada. Sono percentuali altissime, non fisiologiche, mai viste in nessuna città europea (come scriveva Angrilli qui).

Inoltre è stato smatellato il settore Verde comunale, suddividendo la competenze fra Manutenzioni stradali (sigh) ed Ambiente.

Per non parlare delle politiche dei re-impianti sulle quali i dati forniti sono sempre stati contraddittori. Una certezza l’invasione del Perus cinese, piccolo, nauseabondo e di valore ecologico molto basso. Invece gli alberi abbattuti sono in maggioranza di grande taglia (bagolari, platani, tigli, pioppi dai 40 anni in su), considerati frettolosamente malati e pericolosi in base a perizie poco trasparenti e prive di validità scientifica, e che rimuovevano circa 600.000 Kg di CO2 all’anno.

Qual è la consistenza del verde a Padova? Ancora Alessandro Angrilli: “Il Ministero dell’Ambiente stima, nelle città italiane, una media di 32 mq di verde pubblico per cittadino e una superficie media del 3% della superficie comunale, mentre le città più sostenibili ne posseggono da 5 a 10 volte di più. Padova è in linea con i tristi valori italiani. Un calcolo effettuato su dati reali del Comune indica una superficie di 610.203 mq di parchi (3 mq/ab), molti dei quali sono privi di degne alberature e altri che non verrebbero considerati tali nella definizione europea, perché inferiori 5.000 mq. Contando argini, aree verdi dei cavalcavia e lati delle tangenziali, si arriva a un realistico 2,5-3%. Una percentuale drammaticamente bassa”.

Contro questa situazione in rapido degrado a Padova servirebbe un piano ed un regolamento a difesa e per lo sviluppo del verde.

Sul fronte dei grandi parchi le richieste di Legambiente sono note:revisione del Piano Assetto Territoriale, la sola azione che consentirebbe di salvare dalle lottizzazioni quel che rimane dei cunei verdi, anello verde e creazione del Parco agropaesaggistico Metropolitano, che sfrutti e rilanci l’agricoltura di qualità per una salvaguardia attiva delle periferie producendo contemporaneamente reddito, occupazione e cibo di qualità (durante l’approvazione del PI nel 2015 Bitonci si dimenticò di inserire queste norme, sigh).

Cosa scrivono nei loro programmi i principali candidati a Sindaco? Sono molti i punti condivisibili, di svolta, in comune fra Lorenzoni e Giordani: entrambi vogliono saldare una rete ecologica cittadina mettendo a sistema i parchi esistenti; entrambi ritengono prioritario ricostituire il settore Verde; entrambi citano il Parco Agro paesaggistico come scenario strategico. Ma se Lorenzoni si spinge avanti prevedendo una cospicua ri-piantumazione di nuovi 10.000 alberi, Giordani si appella all’albero ogni nato (è una legge dello Stato, ci mancherebbe non applicarla…). Se entrambi parlano di consumo di suolo zero, solo Lorenzoni cita lo strumento fondamentale per raggiungere l’obiettivo: la revisione del PAT; come lo vorrà fare Giordani, rimane un mistero.

Andrea Nicolello-Rossi, Legambiente Padova e direttore di ecopolis

Postilla Simone Borile: nell’home page del M5S nazionale, sezione Padova, spicca la novità del programma 2017-2022. Ci siamo affrettati a scaricarlo e … sorpresa: è ancora quello del 2014!

Nel frattempo Giuliano Altavilla, già consigliere comunale, ci ha fatto la cortesia di inviarcelo, quello obbligatoriamente depositato per partecipare alle elezioni del 2017. Ma a parte l’affermazione condivisibile di voler ricostituire il settore Verde e di un programma di ripopolamento (non quantificato), per il resto sul verde non c’è nulla, se non la guardiania dei parchi. Un po’ poco per un movimento che in questi 2 anni all’opposizione ha spesso assunto le istanze ambientaliste. Capiamo che non è stato fatto un gran lavoro sul programma.

4 Responses to “Verde urbano: Bitonci è stato un Attila voltagabbana. Quali gli impegni degli altri candidati?”

  1. carlo crotti scrive:

    A mio avviso c’è un’altra più seria dimenticanza nei programmi elettorali di tutti i candidati : il rischio idraulico.
    Vi inoltro la lettera che ho mandato la settimana scorsa ( 17 maggio) al Gazzettino a commento di un articolo a firma Mauro Giacon.
    Buona lettura
    C. Crotti

    COPIA
    Egr. dr. Giacon
    ho appena letto il suo pezzo ” Grandi opere per il futuro, i sette aspiranti Sindaci….” e non ho potuto fare a meno di osservare come il tema del rischio idraulico e quindi del completamento del canale idroviario sia stato del tutto disatteso nei programmi dei candidati.
    Spero converrà con me sul fatto che qualora Padova subisse un’inondazione paragonabile a quella del 1966, tutte le opere ora proposte subirebbero danni.

    Insomma, c’è una priorità tra le cose da fare o tutto è come al ristorante : si sceglie “à la carte”?

    La cosa diventa davvero patetica se penso che avendo la Regione già fatto un progetto preliminare del canale ( consegnato nel marzo 2016) , manca quello definitivo…. come pure la volontà politica di realizzarlo.

    Nella mia qualità di presidente dell’Associazione che da 12 anni si batte per il completamento dell’opera e i cui riferimenti trova qui di seguito, ho suggerito ai tre principali aspiranti una mossa a costo zero, ma nessuno ha voluto dargli un seguito.

    Ho fatto notare che l’idrovia, dal momento che è stata inserita da Paolo Costa nel Piano Regolatore del porto veneziano del 2015 – con approvazione unanime del Consiglio Regionale (allegata) nel dic. 2015 – e in considerazione del fatto che i porti ora sono sotto il diretto controllo del Ministero Infrastrutture, tocca al min. Del Rio trovare i fondi e lanciare il bando per il progetto definitivo.

    Evidentemente ai candidati la cosa NON interessa .

    Qualora lei volesse sollevare la questione in un suo prossimo articolo, anche per non dover versare le solite lacrime di coccodrillo al prossimo disastro alluvionale, sono a sua disposizione per eventuali precisazioni.

    Grazie dell’attenzione e buona giornata
    dr. Carlo Crotti ( presidente)

    ASS. “SALVAGUARDIA IDRAULICA DEL TERRITORIO PADOVANO E VENEZIANO”
    IV° Strada n°3 Zona Ind. 35129 Padova tel 347 8665730 idroviapadovamare.org
    Associazione iscritta nel Registro Comunale di Padova delle
    “LIBERE FORME ASSOCIATIVE e delle COOPERATIVE SOCIALI” n° 1477 nella sez. tematica n° 7
    “TERRITORIO – URBANISTICA – TUTELA AMBIENTE e PROTEZIONE CIVILE”
    procedimento dirigenziale n° 2012/51/0066 del 24 Marzo 2009

    • ecopolis scrive:

      grazie Carlo Crotti

      fai bene ha ricordare il tema fondamentale del rischio idraulico.
      E’ presente o assente dai programmi elettorali? Per il momento ti potrei dare una risposta non completa (so ad es che almeno un paio di candidati ha inserito il completamento dell’idrovia come elemento strategico, ma rischierei di essere incompleto rispetto a quanto scrivono gli altri).
      Lo affronteremo in ecopolis nel capitolo prossimo venturo dedicato ad urbanistica ed assettto del territorio. Quello che hai letto verteva su alberi, verde e parchi.
      e comunque hai fatto bene a sottolinearlo fin da adesso: Bitonci meno di 2 anni ci ha “meravigliato” quanto proponeva il nuovo Ospedale in zona CUS – Terranegra in totale spregio alla carta dei rischi idraulici, così come le continue lottizzazioni a Forcellini, zona a rischio, non sono state mai fermate.
      A presto per una analisi più dettagliata
      saluti e grazie

  2. Valter Fracasso scrive:

    Caro Andrea,

    mi permetto una precisazione su Giordani. E’ vero che il programma cita un albero ogni bambino nato ma comunque sarebbero circa 2000 alberi all’anno, che fanno 10.000 come nel programma di Lorenzoni. Ma segnalo che in una intervista di qualche settimana fa Giordani ha affermato di voler piantare 20.000 nuovi alberi in città.
    Per quanto riguarda il consumo di suolo, il programma dettagliato che si trova nel sito di Giordani (non quello dell’opuscolo in distribuzione per intenderci) parla di interventi di recupero e di ristrutturazione e in una recente intervista cita il fatto degli alloggi sfitti che soo troppi e che “costruire ancora sarebbe una follia”.
    Sul tema dell’ambiente inoltre vi sono molti punti che rassicurano sulla visione ecologista della città. Solo per citare alcuni punti estratti dal programma: incentivare innovazione energetica degli edifici, emissioni zero, sviluppo trasporto pubblico integrato, bus elettrici, parcheggi scambiatori a “corona”, aumento stazioni e fruibilità di car pooling e car sharing, incremento e messa in sicurezza dei percorsi ciclabili, 1000 orti urbani, ricarica di auto elettriche, massima trasparenza nei tagli degli alberi, ….

    Personalmente, quale candidato con Giordani nella lista del PD, se sarò eletto mi batterò per far rispettare questi impegni.
    Un cordiale saluto
    Valter

    • ecopolis scrive:

      ciao Valter
      hai fatto bene ad intervenire e precisare.

      Lo scopo di questi articoli, che per necessità di sintesi affrontano di volta in volta un solo tema (su urbanistica, consumo suolo, mobilità, parcheggi, ecc ecc ci arriveremo nelle prossime settimane), è anche quello di stimolare i cadidati con una certa sensibilità ad integrare (o a Bitonci a smentire, ma non lo fa mai, anzi, nel caso della cicalbilità ha rivendicato che lui “mai ne farà se significa togliere spazio alle auto”).

      Sulle dichiarazioni: facciamo fatica a starci dietro, abbiamo scelto per obiettività l’analisi di quanto scritto nei programmi: proprio oggi abbiamo chiesto la versione pdf all’ufficio stampa di Giordani perchè quello caricato on line è un flash che non consente alcune analisi quantitative su termini e parole.

      Come detto in chiusura di entrambi i pezzi (quello su smog del 18 maggio e questo su alberi), le affinità fra Giordani e Lorenzoni sono moltissime: bene. Però, almeno su questi primi due temi, Giordani è stato meno preciso sugli strumenti che metterà in campo per raggiungere gli obiettivi.
      Alla prossima puntata, saluti Valter ed in bocca al lupo!

      ps: e cerca di farti eleggere che così avremo un socio di Legambiente in consiglio (oh, noi speriamo non in uno solo ma in molti neo consiglieri già nostri soci o a sensibilità ambientale, of course)

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