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Mi riconosciIl ricchissimo patrimonio culturale italiano è una delle opportunità per aiutare l’Italia ad uscire da una crisi sociale ed economica di lunga durata.  

I beni culturali possono diventare una risorsa accessibile e fruibile nella loro ricchezza per tutti ma servono non solo investimenti economici e campagne mirate di promozione, ma soprattutto il lavoro indispensabile di operatori qualificati per gestire e valorizzare opere di interesse culturale, luoghi di memoria e identità che possono rilanciare l’economia e favorire il benessere delle persone.

In Veneto e in tutta Italia però, le condizioni in cui lavorano gli addetti alla tutela, alla valorizzazione e alla ricerca nel campo dei beni culturali, sono molto problematiche.  Archeologi, antropologi, mediatori museali, archivisti, bibliotecari, restauratori, storici dell’arte, esperti di diagnostica e tecnologia applicata ai beni culturali e tanti altri hanno pochissime possibilità di trovare lavoro. Spesso sono ingaggiati per collaborazioni di breve durata, con scarse retribuzioni e ridotte tutele. Nel settore pubblico le assunzioni sono bloccate e manca una politica occupazionale programmata sulla base di effettive esigenze dell’organico. 

Queste difficoltà sono dovute principalmente a un mancato riconoscimento dei percorsi e dei titoli di studio legati a questo settore: la legge n.110/2014, emanata per colmare il vuoto normativo, non dispone ancora di decreti attuativi. Non sono stati individuati i requisiti per l’accesso alle professioni dei beni culturali a causa della carenze della legge stessa, che appare poco adeguata alla realtà del settore; essa dimentica, inoltre, alcune figure professionali ancora in attesa della benché minima regolamentazione.

Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali è una campagna nazionale ideata nel 2015 da Link coordinamento universitario per chiedere alla politica regole chiare sull’accesso al lavoro nei beni culturali, nonché la valorizzazione e la riqualificazione dei relativi titoli di studio.  “Mi riconosci?” ha trovato piena risonanza anche a Padova, una città non sempre consapevole del ricco patrimonio che possiede.    

Leonardo Bison, un attivista della campagna, hai dichiarato a Ecopolis: “La nostra campagna è rivolta non solo ai nostri colleghi, professionisti dei beni culturali, ma anche ai professori che li formano, o ai datori di lavoro che troppo spesso si adeguano a standard di lavoro al ribasso“. “Unire problemi nazionali e internazionali con quelli locali è fondamentale per noi”, prosegue l’attivista, “è per questo che il 20 aprile abbiamo organizzato un dibattito con i candidati sindaci di Padova sul tema della gestione del patrimonio culturale”.

Anche a Padova infatti è assolutamente necessario investire sulle risorse umane, sulle competenze e sul lavoro di qualità nel settore culturale per ridare linfa nella nostra città a musei biblioteche di periferia e opere d’arte: e  i numeri sono dalla nostra parte, perché il turismo culturale è in crescita a livello globale”, continua Leonardo Bison. “Per portare nel dibattito politico questo problema” conclude l’attivista, “mercoledì 24 maggio, a Padova e in tutta Italia, abbiamo lanciato una mobilitazione dell’intero settore culturale per dire forte e chiaro: date riconoscimento, dignità e risorse alla Cultura, e noi vi #rilanciamoilPaese!”

Silvia Rampazzo – redazione Ecopolis

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