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Ciclabile sul SileFinalmente, dopo svariati anni di lavori, si può raggiungere il mare con la bicicletta, seguendo le sinuosità e le anse del fiume Sile.

L’ultimo tratto della Greenway, che si estende lungo la campagna trevigiana fino alla Torre del Caigo nel comune di Jesolo, viene inaugurato ufficiosamente, da 300 cicloamatori; tanto impazienti di percorrere un tragitto completamente immerso nella natura che sono partiti il 9 aprile scorso da Roncade nel trevigiano.

Lo sviluppo della ciclabile di una tale natura, che si estende per ben 52 km, permette al ciclista di ripercorrere la vita di uno dei fiumi più importanti della zona, il Sile, con un tragitto che va da Treviso sino al punto precedente in cui il fiume, sfociando nell’Adriatico, si divide tra il Lido di Jesolo ed il Litorale di Cavallino. Questo nuovo tratto va ad aggiungersi agli oltre 6200 km di percorsi ciclabili mappati in tutto il Veneto ad inizio 2017 a cura di Veneto Ciclabile.

Circa i due terzi delle piste venete hanno conosciuto un grosso intervento grazie all’asfaltatura di queste, mentre il restante rimane con sfondo sterrato. Ciò fa delle piste ciclabili e degli itinerari cicloturistici, il fiore all’occhiello del Veneto che diventa una delle regioni che vanta il maggior numero di percorsi in tutto il territorio nazionale. 

Come spiega l’associazione Veneto Ciclabile, “la greenway segue il corso del fiume Sile lungo la restera da Treviso fino alla torre del Caigo nel comune di Jesolo. Da qui [il tratto finale di circa 3 km dovrebbe essere messo in sicurezza per tutelare i cicloamatori rispetto al traffico automobilistico, in ogni caso, ndr] proseguendo lungo ciclabili urbane o strade a basso scorrimento è possibile raggiungere il Lido di Jesolo e quello del Cavallino”, e accedere direttamente alle spiagge. L’ultimo intervento ha visto la realizzazione del tratto che permetterà di percorrere l’arginale destro del Taglio del Sile tra Portegrandi e Caposile per una lunghezza di circa 5,5 km.

Il punto di partenza è via Alzaia, poco fuori le mura cittadine. Dopo poche centinaia di metri si esce dal centro cittadino per arrivare poi al cimitero dei burci dove è possibile scorgere un numero consistente di relitti di grandi barche in legno dal fondo piatto generalmente impiegate per il trasporto delle merci via fiume in tutta la Pianura Padana. Si tratta oggi di un sito archeologico di alto valore, un piccolo gioiello del trevigiano che permette inoltre al ciclista di intravedere scorci inediti lungo la passerella in legno, di almeno 700 metri, sospesa tra riva e palude.

Si tratta di un percorso dall’elevato valore naturalistico quasi mai asfaltato, ma decisamente compatto, non presenta inoltre alcuna buca ed è perlopiù composto di pietrisco o ghiaia.  La cura inoltre per il nuovo percorso risulta meticolosa: la segnaletica è precisa, le paline non sono mai assenti o divelte e molte sono inoltre le infrastrutture realizzate ad hoc per consentire gli attraversamenti.

Il tragitto, che si snoda tra viali e rive verdeggianti, sembra rievocare quella che era la campagna veneta di un tempo permettendo dunque al ciclista di assaporare ancora quell’atmosfera che regnava fino ai primi anni del secolo scorso, quando il fiume accompagnava la vita quotidiana degli abitanti. Per tali ragioni, il percorso può essere definito come uno dei tratti più affascinanti del trevigiano.

Dopo Casier ci si dirige verso Rivalta per poi spostarsi verso Casale sul Sile. Da questo momento in poi ci si immerge nella vera pianura, dove le campagne coltivate lasciano il posto ai centri cittadini. Una volta arrivati a Jesolo si potrebbe addirittura scegliere di imbarcarsi verso Venezia e da lì tornare a Treviso utilizzando il treno.

Sintesi di Deborah Ceccarello, redazione ecopolis da www.lifegate.it

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