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10 guerrieri_padova_presentazioneCi sono piccoli tesori d’arte nascosti in città. Bisogna però saperli vedere, perché non è sufficiente guardare.

Essere bambini, stare con il naso all’insù ed avere la capacità di stupirsi, sicuramente aiuta. Ed un giorno di novembre, gli alunni di II (A e B), scuola elementare Arcobaleno, questa curiosità l’hanno avuta. Andavano alla libreria Pangea con le loro insegnati ed ecco che camminando in galleria Duomo si sono visti sovrastare da 10 misteriosi guerrieri. Chi sono, perché sono lì, chi li ha realizzati?

Chissà quanti di noi, padovani di nascita o d’adozione, siamo passati sotto i guerrieri; ci siamo fatti queste domande?

Complimenti alle maestre che non le hanno lasciate cadere nel vuoto e da un “imprevisto” hanno fatto nascere un’attività extracurricolare importante. Da quel giorno le due classi sono state impegnate in una vera e propria inchiesta, perché dei guerrieri sembrava che nessuno ne sapesse nulla: non una targa, non un riferimento in galleria, niente fra i negozianti di quella zona.

Siete curiosi? Allora leggete qui nel blog di Padova di Alberto Botton e potrete ripercorrere le tappe con cui i bambini sono arrivati a scoprire lautore: è Gianmaria Potenza, un artista poliedrico, veneziano, anziano ma in attività, autore di molte opere, tra cui installazioni pubbliche in molte città italiane ed europee.

Ed anche a sapere dell’esistenza di una legge, la n.717 del 1949, Legge “Bosetti e Gatti”, la quale dispone che le Amministrazioni dello Stato che “provvedano alla costruzione di nuovi di edifici pubblici devono destinare all’abbellimento di essi, mediante opere d’arte, una quota della spesa totale prevista nel progetto ...”

Così è partita la ricerca di quali altre opere d’arte ci siano in città, realizzate grazie all’applicazione della legge; lo sono ad esempio le sculture di Arturo Martini e i dipinti di Massimo Campigli in Università, che le classi sono andate a visitare.

Insegnanti e bambini hanno dipanato la matassa. E’ stato un prezioso impegno educativo, utile in ogni età; cercare di scoprire i nessi e capirne le conseguenze (comprese le deviazioni improvvise e gli scarti di lato): è la base della trasformazione di colui che guarda in colui che comprende.

Poi la domanda fatidica: “adesso che abbiamo scoperto tutte queste cose, come facciamo a farle sapere ai padovani?” questa è la scuola che va oltre il suo mandato didattico e si fa risorsa per il territorio, restituisce conoscenza, informa e forma (forse che non sia questo il senso profondo dell’essere scuola?). E così facendo, cambia il territorio.

Chi ha avuto la fortuna di passare in piazza Duomo il 21 aprile scorso ha incontrato i 47 bambini, impegnati a raccontare (vedi il video), distribuire depliant e a farci guardare con occhi diversi un pezzetto della nostra città. Gli abitanti e i negozianti della galleria hanno recuperato la memoria andata perduta. Una conoscenza che non è rimasta circoscritta: infatti – grazie alle caparbie maestre – anche i media erano presenti. E così l’episodio è finito nella cronaca (vedi qui).

A noi ambientalisti, che crediamo che la qualità del vivere sia data dall’essere parte di una comunità che sa prendersi cura del patrimonio (ambientale, artistico, paesaggistico …), questa storia è piaciuta parecchio. A tutti ci insegna molto: a saper vedere, a stupirsi, a capire che si può essere protagonisti attivi e non solo spettatori. Che la tutela non è solo in capo a chi ci governa, ma è a carico di tutti noi.

Ed io da questa storia ho capito che i 10 guerrieri, sotto i quali passavo distrattamente per andare all’Università, “sono sorridenti, non incutono paura, sono lì per far bella la nostra città, mica per spaventarci”.

Andrea Nicolello-Rossi, direttore di ecopolis

ps: le maestre che hanno curato l’attività sono Francesca Contarello, Elena Schievano, Manola Visentini, Susanna Tognon e Valentina Cabinato, scuola primaria a tempo pieno Arcobaleno, del circolo didattico Tartini (Padova)

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