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consumo_suolo_fiera_PadovaIniziamo dando i numeri: il primo è 92109710282, il codice fiscale di Legambiente Padova. 1.000 sono i kmq di suolo fertile che ogni anno in Europa spariscono sotto il cemento. 2° è la posizione del Veneto tra le regioni per maggior consumo di suolo in città e provincia e 49% è la superficie di Padova impermeabile. 

Da anni Legambiente Padova si batte per fermare la cementificazione. Donare il 5 per mille è un modo concreto per sostenere Legambiente Padova e difendere il suolo.

Oggi il territorio è violentato, soffocato, contaminato, sfruttato, avvelenato, maltrattato, consumato. Tutelare il suolo, mantenendolo sano e vivo, è l’unico modo per garantire il futuro dell’uomo, proteggere piante e animali, salvaguardarci dai disastri ambientali, dai cambiamenti climatici e dalle emergenze alimentari.

Legambiente Padova è in prima linea per la difesa e valorizzazione delle ultime aree verdi di grandi dimensioni rimaste all’interno della città urbanizzata. Nella nostra città l’associazione ambientalista è impegnata a difendere il suolo dagli oltre 4,5 milioni di metri cubi di nuova edilizia residenziale previsti dal piano regolatore, nonostante la popolazione in calo e le migliaia di case sfitte.

Uno dei luoghi simbolo di questa “resistenza verde” è l’area verde attorno al Parco Iris. In questo cuneo verde cittadino la giunta Bitonci ha confermato, approvato o addirittura introdotto ex novo, previsioni edilizie per almeno 40.000 metri cubi. Si tratta di un favore ai costruttori, mentre ci rimettono l’ambiente, i residenti e l’interesse comune.

L’ultima iniziativa di Legambiente Padova riguarda il ricorso al TAR contro il Piano Forcellini-Canestrini, approvato dall’Amministrazione Comunale nel giugno scorso (ne abbiamo qui), che riguarda la costruzione di 25.000 metri cubi di nuova edilizia sui terreni verdi a est del parco Iris. 

Un altro luogo simbolo è l’area verde e agricola del Basso Isonzo. A tal proposito Legambiente Padova partecipa al progetto “Un Seme per il Parco Agricolo Basso Isonzo” (ne abbiamo parlato qui), che prevede di piantare siepi campestri a difesa delle colture, dell’aria e del suolo di questo cuneo verde, per un vero Parco Agricolo Biologico, al servizio della città e dei cittadini.

Legambiente Padova è anche tra i promotori del Parco agro-paesaggistico tra la Brenta e il Bacchiglione, finalizzato alla valorizzazione delle attività agricole urbane e periurbane a servizio della collettività metropolitana. La proposta era stata avanzata con altre associazioni già nel 2013 e attraverso metodologie partecipative era stata poi tradotta in Linee Guida. Il processo si è però interrotto con il cambio della giunta padovana. Legambiente Padova si batte per far riprendere i lavori di Agenda 21 e tradurre le Linee Guida in Piano d’Azione (ne abbiamo parlato qui).

Infine, Legambiente Padova sostiene la raccolta di firme sulla petizione europea People4Soil per chiedere all’Unione Europea di introdurre una legislazione specifica sul suolo, riconoscendolo e tutelandolo come patrimonio comune.

Per donare il 5 per mille a Legambiente Padova, firma nel riquadro indicato come “Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale” del tuo modello per la dichiarazioni dei redditi o nel tuo CUD, indicando il codice fiscale di Legambiente Padova ONLUS: 92109710282.

Puoi sostenere l’associazione e le sue attività anche direttamente, iscrivendoti a Legambiente Padova per il 2017. Trovi tutti i modi per farlo su http://www.legambientepadova.it/iscrizioni

Lucio Passi – Portavoce Legambiente Padova

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