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minori_veneto_servizi_riformaI Servizi sociosanitari distrettuali hanno goduto, fino ad alcuni anni fa, di disposizioni organizzative e metodologiche di qualità, anche se non accompagnate da risorse sufficienti.

L’entrata in vigore della Legge Regionale 19/2016, che istituisce l’Azienda zero e che riduce le ULSS da 21 a 9 e delle relative Linee Guida per gli Atti Aziendali, rischia però di innescare degli sconvolgimenti strutturali negativi, con ripercussioni a tutti i livelli.

Al fine di non disperdere il patrimonio di riferimenti normativi, tuttora validi e vigenti, che costituiscono il fondamento dell’Integrazione Sociosanitaria territoriale, il network “Un Welfare per i minori”, portavoce di moltissime realtà della società civile veneta, interviene criticamente con alcune Osservazioni (sintesi ufficiale qui).

Nonostante da oltre dieci anni tutti i riferimenti prevedano uno sviluppo e un potenziamento dei Servizi Territoriali Distrettuali, tale obiettivo non è stato raggiunto a causa della cronica carenza di personale, aggravata nell’ultimo periodo dalla mancata sostituzione di chi è andato in quiescenza. Ciò ha comportato una grave crisi dei Servizi, con diminuzione delle prestazioni a scapito dei soggetti più deboli.

In questo quadro, già critico, si innesta la bozza delle Linee Guida per gli Atti Aziendali delle nuove AULSS, con modifiche che demoliscono l’attuale modello organizzativo, nonostante lo stesso sia considerato il migliore a livello nazionale per l’integrazione sociosanitaria. 

Attualmente  l’organizzazione si fonda su criteri di responsabilità gestionale, nel rispetto dei principi di Integrazione sociosanitaria a livello territoriale, di Globalità e di Unitarietà degli interventi. All’uopo sono state create le Unità Organizzative Complesse e Semplici (conquista del decennio 1995-2005), fondamentali per definire le attribuzioni di responsabilità tecnico-funzionale, l’unitarietà della programmazione, l’integrazione operativa e multi-professionale, la gestione di Progetti Personalizzati ed altro ancora.  

Un esempio di Unità Organizzativa Complessa (U.O.C.) è l’Unità Organizzativa Infanzia, Adolescenza e Famiglia a cui afferiscono i Consultori Familiari, il Servizio Età Evolutiva, la Tutela Minori, il Centro per l’Affido, l’equipe Adozioni, i Progetti di area; in sintesi gestisce tutte le problematiche e tutti i disturbi psichici e comportamentali dell’infanzia e dell’adolescenza (compresa la disabilità, il disagio e il maltrattamento nella famiglia). Gli utenti interessati sono parecchie migliaia, con un ingente impegno di risorse per ogni Distretto.

Sulla base della bozza delle nuove  linee guida, l’U.O.C. scomparirebbe, assieme alle relative Strutture Semplici, con effetti negativi incalcolabili per le persone, tenuto conto che già da anni viene segnalata l’insufficienza delle risorse professionali per garantire gli attuali Livelli Essenziali di Assistenza (L.E.A.). Per evitare tale danno, la rete “Un Welfare per i Minori” ritiene che sia indispensabile mantenere almeno una U.O.C., con le relative Strutture Semplici, per ognuna delle Aziende ULSS che sono state accorpate.

Problemi analoghi esistono anche per altre Aree sanitarie, come ad esempio l’Area Disabilità Adulti, intesa quale sistema integrato di servizi pubblici e privati preposti a rispondere ai bisogni delle persone disabili e delle loro famiglie. Nel tempo si è passati dalla cultura della prestazione a quella del bisogno e del diritto, in cui si pone l’accento sulla centralità della persona e sulla necessità di progetti personalizzati. Anche in questo caso la nuova organizzazione incide negativamente, mentre la complessità dell’assistenza sanitaria impone di confermare una Unità Organizzativa Complessa per ogni ex AUSSL ed almeno due Unità Semplici.

Altri aspetti negativi della legge sono criticati dal network, tra cui l’assenza delle Deleghe alle AULSS in materia di assistenza sociale. Deleghe quanto mai necessarie per la grande difficoltà dei piccoli comuni (il 90%) ad erogare servizi socio-assistenziali ai cittadini a causa della mancanza di personale specializzato e delle relative risorse.

Sintesi a cura della redazione di ecopolis delle osservazioni di “Un Welfare per i Minori” 

Per leggere il testo integrale delle critiche di “Un Welfare per i Minori” clicca qui

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