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pfas_veneto_legambienteDopo il susseguirsi per anni di fatti inconcludenti e dichiarazioni fuorvianti, finalmente una buona notizia e un passo avanti sulla vicenda PFAS, su cui Legambiente Nazionale si è espressa il 10 febbraio scorso (qui) ed ha lanciato la  petizione #bastaPFAS.

E’ l’istituzione di una Commissione di Inchiesta, già proposta dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle e approvata dall’intera Commissione del Consiglio Regionale: un grande risultato, che consentirà di mettere in luce tutti gli aspetti della vicenda rimasti fino ad ora in ombra e stilare una serie di provvedimenti che la Regione Veneto dovrà adottare per ridurre al minimo le conseguenze dell’inquinamento da PFAS.

La speranza è che questo non sia l’ennesimo tentativo di rimandare a data da destinarsi l’assunzione di responsabilità da parte della Regione ma l’avvio di un’azione concreta mirata alla risoluzione del problema. Ci aspettiamo che vengano attuati gli interventi urgenti assolutamente necessari per assicurare fin da subito a circa 70 mila cittadini veneti acqua non contaminata dalle sostanze perfluoroalchiliche: il primo degli interventi dovrà essere il nuovo allacciamento all’acquedotto (lo si chiede dal 2015, vedi qui).

Nel frattempo è possibile leggere l’intera Relazione sull’inquinamento da PFAS in alcune aree della Regione Veneto approvata all’unanimità lo scorso 8 febbraio dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati. Si tratta di un compendio in cui si descrive lo stato attuale delle conoscenze tecnico-scientifiche sulle fonti e la diffusione delle sostanze inquinanti perfluoroalchiliche e sui loro effetti tossicologici per l’organismo umano.

Un merito non irrilevante va riconosciuto al circolo regionale di Legambiente Veneto e al Coordinamento Acqua Libera dai PFAS per aver sollecitato la Regione attraverso esposti, incontri di sensibilizzazione, manifestazioni e relativi Comunicati Stampa, ad intraprendere un percorso di auto-responsabilizzazione e approfondimento volto a dare una maggiore trasparenza all’intera vicenda.

L’ultima iniziativa risale al 4 febbraio quando Legambiente e Coordinamento Acqua Libera dai PFAS hanno organizzato un blitz “carnevalesco”Cologna Veneta nei pressi dello scarico del collettore A.Ri.C.A. sul fiume Fratta Gorzone. Il flash mob ha avuto come obiettivo quello di protestare nei confronti delle massime autorità regionali sia politiche che sanitarie, circa la grottesca situazione creatasi attorno al caso PFAS in questi ultimi anni.

Sul sito di Legambiente Veneto, è stata pubblicata una sezione interamente dedicata ai PFAS, dove è possibile trovare tutte le informazioni relative alle sostanze inquinanti delle falde acquifere e delle acque superficiali dei ventuno comuni compresi tra le province di Vicenza, Verona e Padova.

Inoltre trovate il link alla petizione #bastaPFAS e le “10 priorità per tutelare la salute dei Veneti” che abbiamo elaborato con l’ufficio scientifico nazionale ed il coordinamento acque libere da PFAS. In particolare chiediamo alla Regione Veneto che vengano sostituiti gli approvvigionamenti degli acquedotti che risultano fortemente contaminati dai Pfas e chiediamo ai ministeri competenti che si fissino per queste sostanze limiti ben più restrittivi di quelli attualmente in vigore.

Trovate anche numerosi approfondimenti sui  territori inquinati, sulle specifiche chimico-fisiche di questi composti e sul loro effetto sulla salute umana. Si racconta anche la cronistoria dell’attività di Legambiente e del Coordinamento Acqua Libera dai PFAS dal 2014 ad oggi e si possono consultare e scaricare alcuni documenti dalle prime ricerche svolte fino ai piani di monitoraggio sulla popolazione e sugli alimenti deliberati dalla Regione Veneto.

Infine, c’è la rassegna stampa di tutti gli articoli usciti sui principali quotidiani locali del Veneto e tutti i Comunicati Stampa redatti da Legambiente e dalla Regione Veneto in merito alla questione PFAS.

Martina Sartori – Legambiente Vicenza

Sintesi della redazione di Ecopolis (il testo completo qui)

Firmate on line la petizione #bastaPFAS

P.S.: nel workshop di mercoledì 22 febbraio a Venezia, sono stati presentati i primi dati sul monitoraggio avviato dalla Regione Veneto nella “zona rossa”: nei quattordicenni esaminati valori 32 volte superiori del normale (vedi qui l’articolo da Corriere del Veneto.it)

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