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1514581_713291795425657_7142816113615888833_nCome Associazione Studenti Universitari di Padova interveniamo nel dibattito elettorale per portare avanti le esigenze e i diritti degli studenti (qui il testo originale).

Sono temi spesso dimenticati dalle forze istituzionali, mentre per noi è  da sempre fondamentale riconoscere e valorizzare il ruolo culturale, sociale e politico della componente studentesca della città.

Per trovare collettivamente risposta alle nostre aspettative e ai nostri bisogni, ci impegniamo da anni ad essere uno spazio di rappresentanza di chi studia in questa città, tanto all’interno dell’Università, tramite il Sindacato degli studenti, quanto in relazione a tutta la vita cittadina.

È essenziale però che gli studenti siano anche parte attiva del processo di cambiamento di cui Padova ha un estremo bisogno: per la nostra città non sono più rimandabili temi centrali come l’accesso al welfare, l’accoglienza, l’abbandono delle periferie. In questa fase importante per la definizione del futuro di Padova, il contributo degli studenti alla progettazione della nostra città non può essere condizionato dal non avere peso nelle dinamiche elettorali.

Un’idea di residenza lontana da una realtà giovanile in continuo spostamento ci rende gli esclusi dalla politica e dalla cittadinanza: non possiamo accedere ai servizi del welfare municipale né ottenere una rappresentanza delle nostre istanze. Bisogna dunque, per permetterci di partecipare e incidere sulla scena pubblica, riconoscere agli studenti sia i diritti di cittadinanza sia la loro condizione di soggetti in formazione.

Chiediamo dunque, per realizzare davvero un diritto allo studio sempre meno finanziato, la creazione di un welfare studentesco, che ci permetta di decidere del nostro futuro liberi dalle reti sociali, come le famiglie, che si sostituiscono quasi sempre a uno Stato assente.

Un welfare che si concretizzi in agevolazioni sia a un trasporto pubblico locale potenziato sia per l’accesso ai servizi e alla produzione culturale; inoltre, vogliamo che sia garantito tanto il nostro diritto all’abitare quanto la tutela degli studenti in stage. Sono queste l’insieme di iniziative concrete per migliorare la condizione dei soggetti in formazione a Padova, siano essi residenti o fuori-sede, italiani o stranieri, delle scuole superiori o universitari, degli Istituti tecnici e scientifici o dell’Alta Formazione Artistica e Musicale.

Si tratta di un costo che riteniamo un investimento fruttuoso per lo sviluppo libero delle persone e di tutta la società: l’accesso alla formazione e alla conoscenza è per noi centrale, perché la cultura ha un ruolo essenziale per migliorare la nostra città.

Come studenti ci mettiamo al servizio del processo di cambiamento complessivo di Padova.

Vogliamo che divenga una “città educativa”, che sia luogo di uno sviluppo cittadino legato alla promozione della formazione permanente e soprattutto alla valorizzazione del connubio tra i più diversi tipi di formazione. Luoghi come cinema, teatri, mostre, biblioteche, internet-point sono, insieme ai luoghi del mondo accademico, un grande bene comune immateriale il cui accesso è necessario incentivare e supportare, smettendo di considerarlo come un privilegio solo per chi se lo può permettere.

Asu Padova

sintesi a cura di Luca Cirese, redazione ecopolis

One Response to “Elezioni e studenti: l’ASU interviene per una Padova “città educativa””

  1. lina ha detto:

    Immagino che da studenti diligenti gli autori del pezzo, prima di scriverlo, si siano presi la briga di informarsi sulle risorse che saranno disponibili per il 2017 , come risulta dal bilancio del Comune, edito nel sito padovanet.it
    Si è passati da poco più di 500 mln a 370 mln circa, tagliando servizi per disabili, anziani ed altre categorie deboli.
    Se oltre a pretendere riconoscimenti e diritti avessi letto quali impegni gli studenti sono disposti a prendere verso la cittadinanza patavina, forse avrei dato maggior peso al loro articolo, scritto secondo una visione sessantottina della realtà.
    Li informo, qualora non se ne fossero accorti, che da allora sono passati quasi 50 anni.
    Lina Meneghetti

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