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Marcia per la paceDi fronte al silenzio quasi generale sulle guerre del nostro tempo noi associazioni pacifiste chiediamo ai candidati sindaci di confrontarsi su un serio programma di diffusione della cultura della pace a Padova (scarica qui il documento completo).

Mentre in Italia aumentava l’attenzione su questi temi, la scorsa amministrazione, ha invece disatteso lo Statuto della nostra città, secondo cui spetta al Comune promuovere la “cultura della pace e dei diritti umani”.

È proprio l’assenza di un quadro di riferimento istituzionale che complica l’attuazione di una politica locale efficace su questi temi. È per questo che chiediamo la presenza, nella prossima giunta, di un assessore con delega alla pace,  ai diritti umani, alla cooperazione internazionale e alla nonviolenza, che abbia un bilancio significativo per poter incidere nel tessuto civile.

Bisognerà poi ricostituire l’Ufficio comunale Pace, diritti umani e Cooperazione Internazionale, con persone dal curriculum adeguato che, a tempo pieno, realizzino progetti dell’amministrazione e coordinino iniziative  della società civile. È necessario, infine, tornare anche a valorizzare il registro delle associazioni riunite nell’Area pace diritti umani e cooperazione come strumento di interlocuzione tra amministrazione ed associazioni, così come è centrale, infine, la partecipazione del nostro comune al coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace.

Sono queste le condizioni per poter davvero attuare una seria politica locale per la pace, da realizzare innanzitutto tornando nelle scuole, luogo privilegiato di educazione alla pace e alla nonviolenza: sia, tramite nuovi finanziamenti, con la decima edizione di Diritti umani e pace: dalle scuole alla città, da trasformare in una vera Scuola di pace, diritti umani, nonviolenza, sia con l’adesione di molte scuole alla Campagna La scuola ripudia la guerra.

Da aggiungere al programma anche iniziative concrete dell’amministrazione in favore della pace. Cruciale per i temi della pace sarà rendere partecipata l’elaborazione del Piano Clima comunale per realizzare le prescrizioni degli Accordi di Parigi del 2015 (di cui abbiamo parlato qui), perché i cambiamenti climatici sono già tra le cause principali dei conflitti armati nel mondo.

Importanti anche i momenti di incontro e di formazione: dai corsi sulla gestione del conflitto con metodi nonviolenti, rivolti anche a educatori e addetti alla pubblica sicurezza, alla formazione di mediatori nei conflitti, da iniziative significative contro la violenza di genere, a tavoli partecipativi per gestire situazioni pubbliche conflittuali, come la realizzazione di una pista ciclabile al posto di un parcheggio.

Come Comune, Padova deve anche aderire alle varie campagne per la pace: dalle Campagne per il disarmo dalle armi convenzionali e nucleari a quelle per la riconversione dell’industria bellica in favore della spesa sociale. Importante anche realizzare un Convegno internazionale tra le città che, come la nostra,  hanno realizzato un Percorso di Pace e nonviolenza, che andrà realizzato nell’anniversario dell’armistizio della Grande Guerra: anniversario che richiederebbe anche una delibera comunale per la riabilitazione dei fucilati per diserzione nel massacro, dopo che la bella legge della Camera è stata stravolta al Senato (ne abbiamo parlato qui).

Alcuni atti di valore simbolico, infine, possono essere un segnale importante per la nostra città: si pensi alla rimozione del nome di Luigi Cadorna dalla via a lui intitolata e alla dedica di una passerella ciclopedonale al Mahatma Gandhi, insieme alla dicitura “Padova città della Pace” sui cartelli stradali all’ingresso nel Comune.

Manifesto di MIR, Assopace, Legambiente (scarica qui la versione completa)

sintesi a cura di Luca Cirese, redazione ecopolis

One Response to ““Fare la pace”: lettera aperta ai candidati sindaci”

  1. G. ha detto:

    Bell’intervento. Degno di grande rispetto.
    G.

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