Da piazza e parco a supermercato: quale destino per le lottizzazioni “Pilli” e “Idrotermici” a Pontevigodarzere??

pilli-quartiere-arcella-padova2006: Legambiente chiese che l’obiettivo dei Piani Urbanistici a Pontevigodarzere fosse la ricucitura di due rioni spezzati da una strada, un nuovo parco e una nuova piazza.

I progettisti delle due lottizzazioni – va dato atto – recepirono le critiche di Legambiente al Piano Guida unitario. E gli architetti Paolo Sartori ed Angelo Barbato, nonché lo studio di architettura Menegazzi Michelon e l’ingegner Giulio Biasibetti, aprirono anche un tavolo di confronto con il Consiglio di Quartiere, i comitati di cittadini e le organizzazioni ambientaliste.

Rispetto a tutto ciò, oggi si riparte con l’ennesimo centro commerciale? Rewind a 10 anni fa …

Legambiente aveva chiesto che i due Piani Urbanistici (PUA) avessero come obiettivo la riqualificazione del rione, tramite la creazione di una centralità urbana per dare identità al rione stesso. A tal fine doveva essere eliminata la barriera rappresentata dalla trafficatissima via Pontevigodarzere e ricucito trasversalmente il territorio. Si chiedeva in sostanza che l’intervento, con le sue importanti previsioni volumetriche, 210 mila metri cubi circa per 1300 nuovi abitanti insediabili sommato all’attiguo PUA Morandi, corrispondesse ad un progetto di sviluppo della città incentrato sul recupero delle periferie.

Il Piano Guida è stato così oggetto di un esame collegiale che ha portato a  numerose rielaborazioni progettuali. La definitiva sistemazione urbanistica, avvenuta nel 2008, ha trovato un ampio, anche se non unanime, consenso da parte dei residenti. In tale soluzione veniva prevista una bretella di circonvallazione, in grado di allontanare il traffico di attraversamento di via Pontevigodarzere, in corrispondenza dell’affaccio tra le due lottizzazioni. 

Veniva così ricucito il territorio, consentendo la mobilità dolce in senso trasversale e di fatto creata una nuova centralità del rione, con al suo interno un’edificazione organizzata attorno ad un sistema di piazze, mutuato dal centro padovano, con destinazioni residenziali e commerciali, un centro civico, una nuova scuola per l’infanzia, viali alberati, percorsi ciclo-pedonali e infine un nuovo parco.

Nessuno dei due PUA, approvati successivamente, ha avuto però inizio a causa della crisi economica e del crollo del mercato immobiliare. È stato demolito solamente il complesso industriale dell’ex Impianti Idrotermici, per motivi igienici e di sicurezza sociale, mentre la relativa area è stata messa all’asta a seguito del fallimento della società proprietaria.

Leggiamo ora che un importante gruppo tedesco, gigante mondiale della grande distribuzione, è interessato a partecipare alla prossima asta, dopo che le precedenti quattro sono andate deserte. Si vuole però realizzare solo la parte relativa al commercio ed alla ristorazione rinunciando alle altre destinazioni d’uso.

Il volume si ridurrebbe da 83.400 metri cubi a circa 30.000 , il che è ovviamente positivo, ma si verrebbe a realizzare così l’ennesima mega struttura di vendita, con tutti i correlati problemi di impatto sull’ambiente e sulle piccole strutture commerciali presenti nel vicinato. Ma quel che è peggio, si verrebbe a perdere quel progetto di nuova centralità urbana che tanto era stata apprezzata anche dagli stessi residenti.    

Ci sentiamo quindi in obbligo di chiedere all’amministrazione comunale un impegno a tutelare il progetto di trasformazione urbana di Pontevigodarzere imponendo, ai futuri proprietari dell’area Idrotermici, di confermare quanto meno il Centro Civico e gli spazi pubblici previsti dal PUA e che si attivi perché il PUA Pilli, in cui è prevista la maggior parte delle aree verdi e degli spazi pubblici, possa trovare attuazione. 

Certo, il volume edificabile, di circa 150 mila metri cubi per le due lottizzazioni, è imponente ed è bene che possa essere ridotto, ma se si tiene conto che tale volume non supera quello degli edifici industriali preesistenti, è possibile concludere che si tratta comunque di un intervento di rigenerazione urbana. Quella rigenerazione che è ormai considerata unanimemente come l’unica soluzione per frenare il consumo di suolo nella trasformazione urbanistica delle città. 

Rigenerare Pontevigodarzere, creando una nuova centralità urbana, ha quindi senso perché mira a realizzare uno sviluppo sostenibile di Padova. Non ha senso invece insistere nella distruzione delle esistenti aree verdi con quei processi di perequazione urbanistica, che vanno profondamente rivisti, in quanto non necessari. Uno per tutti: il caso Iris.  

Lorenzo Cabrelle – Legambiente Padova