Battere lo smog si può: Veneto ed Emilia Romagna a confronto

inquinamento2Il Veneto, a differenza dell’Emilia-Romagna, non dà risposte all’altezza del problema dell’inquinamento delle proprie città.

Entrambe le regioni hanno approvato recentemente delle delibere regionali in materia: confrontiamole, per mettere in chiaro che battere lo smog si può.

La delibera veneta di novembre è purtroppo pilatesca: scarica infatti nuovamente sui Comuni gli interventi da adottare in caso di sforamento per tre giorni consecutivi dei 100mg/m3 di Pm10. E si tratta di provvedimenti temporanei che non sono obbligatori: unica eccezione, il blocco degli Eurodiesel 3 per dieci giorni, evidentemente dettata solo per evitare la procedura di infrazione avviata dall’Unione Europea il 28 maggio 2015 nei confronti della nostra regione. 

Non è questo il tipo di provvedimenti che combatterà efficacemente lo smog. Legambiente da tempo propone molteplici soluzioni al problema e chiede ai candidati sindaci di esprimersi con chiarezza. Al primo posto il controllo del traffico privato con il road pricing, cioè il pagamento di un pedaggio per l’accesso al centro storico di una città, e il rilancio del trasporto pubblico locale con l’utilizzo di metà dei 12 milioni di € ottenuti dalle multe degli autovelox della tangenziale. Come prima e urgente misura va ripristinato anche l’utilizzo del gettito dei parcheggi per finanziare i mezzi pubblici.

Per la lotta allo smog è importante anche incentivare forme diverse di mobilità: per questo proponiamo la diffusione di aree a ciclabilità diffusa in tutta la città, portando così il limite di velocità per le auto a 30 km/h, e la creazione di un portale di car-pooling locale per la condivisione dell’auto per persone che fanno lo stesso tragitto, insieme al potenziamento di bike e car-sharing.

Di tutt’altro tenore, come spiega l’articolo di “Eco delle città”, il Piano Aria Integrato Regionale  (Pair) approvato dall’Emilia-Romagna in seguito alla discussione con Comuni, territori e associazioni economiche e ambientaliste e di categoria.   Diversi gli ambiti di intervento per contrastare l’inquinamento, sostenuti da investimenti per 300 milioni di euro.

Si punta a una riduzione delle emissioni di Pm10 del 47% rispetto al 2010 e alla diminuzione, a Bologna e nei trenta comuni con più di 30.000 abitanti, del 20% del traffico, uniti all’estensione delle aree pedonali e verdi fino al 20% ciascuna e all’applicazione della ZTL a tutto il centro storico. In particolare, le limitazioni al traffico nei Comuni con più di 30mila in quelli della cintura di Bologna varranno, nel periodo autunno/inverno, per i veicoli a benzina fino all’Euro 1, diesel fino all’Euro 3, ciclomotori e motocicli fino all’Euro 0. Dal 1° ottobre 2018 la limitazione sarà estesa a tutti i veicoli diesel Euro 4.

Parte del Pair incentiva anche migliori forme di mobilità individuale sostenibile per un budget di 14 milioni: si punta all’aumento del 20% degli spostamenti in bicicletta, con un rapporto di 1,5 km di pista ciclabile per abitante, e sono assegnati 2 milioni di eco-incentivi per sostituire quest’anno, tramite la rottamazione, i veicoli commerciali leggeri più inquinanti, sia diesel che benzina, con nuovi mezzi Euro 6, alimentati a Gpl, metano o elettrici e ibridi.

Previsti anche altri incentivi per la diffusione della mobilità elettrica e più stazioni per il rifornimento di mezzi a metano. Verranno inoltre sostituiti almeno 600 autobus di categoria inferiore a Euro 3 in ambito urbano, pari al 20% dei mezzi circolanti, per un investimento di 160 milioni.

Lucio Passi – Portavoce Legambiente Padova