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49135-1L’ambiente, la green economy e i temi degli ecologisti non saranno periferici alla politica del Pd. Durante la sua recente visita in Veneto lo stesso Bersani ha manifestato l’intenzione di lavorare, su mia proposta, sui temi posti al centro del programma presentato per le primarie del 25 novembre: dalla messa in sicurezza del territorio, alla green e alla blue economy che sono la strada per lo sviluppo economico e la preservazione del valore Italia, intesa sia come occupazione che qualità di vita e territorio. Sono temi che porterò avanti con forza in Parlamento e mi impegno a fare da altoparlante a quei movimenti ambientalisti ed ecologisti che oggi non sono quantitativamente ben rappresentati.

La via maestra per combattere la disoccupazione in Italia e far ripartire l’economia è puntare sulla green economy. Bastano pochi dati su tutti a farci percepire il valore strategico di questa scommessa: circa il 30% delle assunzioni non stagionali programmate complessivamente dalle imprese del settore privato per il 2012 ha interessato figure professionali legate alla sostenibilità. La rivoluzione verde già oggi interessa il 23,6% delle imprese industriali e terziarie con almeno un dipendente che tra il 2009 e il 2012 hanno investito o investiranno in tecnologie e prodotti green. Si tratta di 360mila imprese. Va considerato, per esempio, che l’Italia non ha materie prime ma è bravissima nella trasformazione e unica per quanto riguarda creazioni di stile e design. Proprio l’impresa manifatturiera può trovare nuovo slancio nell’economia verde, capace di trasformare i rifiuti, ad esempio, in materia prima a basso costo per realizzare il made in Italy che continua a vendere all’estero nonostante la crisi. Inoltre questo tipo di prodotti rispondono ad una domanda sempre crescente di consumatori che cercano sempre più beni durevoli che consumino poco e che siano anche frutto di processi produttivi etici e attenti all’ambiente.

Con la green economy è possibile creare fino a un milione e 600 mila posti di lavoro. Il nuovo governo dovrà subito mettere mano all’applicazione della direttiva europea che prevede il 30% di efficientamento energetico delle abitazioni un passaggio chiave che produrrà immediatamente un rilancio dell’edilizia. Gli interventi di ristrutturazione, recupero e rottamazione degli edifici con oltre 40 anni, la riconversione ecologica delle industrie esistenti e le riduzioni fiscali per cittadini e aziende che investono in questi settori, possono far ripartire da subito l’economia e creare nuova occupazione. Il tutto senza cementificare il territorio, come prevede il piano casa del centrodestra, ma al contrario rispettandolo, salvaguardandolo e valorizzandolo.

I dati relativi alle produzioni verdi parlano di un settore che non può più essere considerato una nicchia per pochi appassionati. Si tratta di una rivoluzione industriale vera che deve investire tutti i settori produttivi del nostro paese. La crisi della Fiat è grave, ma lo è forse di più il fatto che non si costruiscono auto ecologiche in Italia. L’industria del cemento è allo sbando: riconvertiamo quest’economia dirigendo gli investimenti verso le ristrutturazioni e le costruzioni ad alto valore energetico. Oggi le declinazioni della green economy sono tantissime, non solo i classici settori delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e del ciclo dei rifiuti. Questo settore ha dimostrato di essere in grado di entrare nei gangli di tutti i settori della nostra economia innovandoli e rendendoli più competitivi.

Laura Puppato – Capolista al Senato per il Pd

2 Responses to “Economia verde contro la crisi: le risposte di Laura Puppato”

  1. carlo scrive:

    Piccola obiezione, detta a bassa voce.
    Chiedere a gente che non ha più il lavoro di tirar fuori i soldi per ristrutturare la casa o l’appartamento in funzione del risparmio energetico e quindi favorire la green economy e magari la ripresa economica, mi lascia molto perplesso.

    Colgo l”occasione per informarla del fatto che nel vuoto politico a livello regionale che si è creato attorno alle sorti del canale idroviario tra PD e l’Adriatico , ieri è apparsa la notizia che Terna spa ha iniziato i lavori per la costruzione dei suoi tralicci aerei per alta tensione tra Marghera e Camin (Padova), proprio sul terreno a suo tempo espropriato per quell’opera.

    Qualcuno nella maggioranza a pal. Ferro Fini forse spera che la politica del fatto compiuto lo tiri fuori dal problema idrovia-camionabile. L’ass. Conte , che da ottobre ha nel suo cassetto lo studio fattibilità del canale, forse pensa che qualora non si possa più fare la prima, a causa di Terna, tanto vale si possa procedere con la seconda.
    Al suo posto, gentile candidata, lascerei stare le frasi di circostanza che si dicono in campagna elettorale e , proprio perchè siamo a pochi giorni dal 24-25 febbr. , interverrei nel merito con una dura interrogazione regionale , ben pubblicizzata dai giornali.
    Non pensa anche lei che sarebbe il minimo per dimostrare ai suoi potenziali elettori che il suo programma elettorale non è solo un insieme di belle parole ?

  2. Francesco Cecchini scrive:

    Puppato e’ un caso eclatante di “ipocrisia” politica a fini carrieristici. Puppato si spaccia per verde e per amica del M5s, ma la prima affermazione e’ in contrasto con quello che ha combinato e la seconda e’ puro opportunismo. Vi sto inviando, al vs indirizzo email una nota critica sul personaggio. Chiunque vuole riceverla puo’ contattarmi. Il mio indirizzo di posta elettronica e’:
    francesco_cecchinj2000@yahoo.com

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