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no plebiscitoIl 9 dicembre scorso alcuni delegati del Comitato NO Stadio al Plebiscito hanno incontrato il Commissario straordinario dott. Michele Penta.

Un incontro molto cordiale avvenuto a pochi giorni dalla richiesta, contro i quasi quattro mesi che ci erano voluti per potersi confrontare con l’ex sindaco e solo per una verifica tecnica, quindi senza alcuna possibilità di discussione.

Ricordiamo che il Comitato (segui la pagina FB qui) è nato a in giugno 2016 dalla mobilitazione popolare contraria al progetto dell’ex-Sindaco Massimo Bitonci che prevedeva lo spostamento delle partite del Calcio Padova dall’Euganeo agli impianti sportivi comunali in via del Plebiscito con conseguente snaturamento di questi ultimi e stravolgimento dei quartieri limitrofi. Il Comitato in breve tempo ha raccolto un’ampia partecipazione raccogliendo 1100 sottoscrizioni in sostegno ad una mozione da portare in Consiglio Comunale che è stata depositata in Comune già in luglio, ma che ha subìto l’ostruzionismo dell’ex-maggioranza e non ha quindi potuto essere discussa in Consiglio.

Il motivo del colloquio con il dott. Penta è stato quello di portare alla sua attenzione i temi strettamente collegati al progetto di rifacimento dello stadio del Plebiscito: cementificazione, perdita di aree verdi, viabilità ed inquinamento dovuti all’aumento di traffico, sicurezza, costi e stato attuale dei lavori. Abbiamo invitato il Commissario a visitare l’area, rendendoci disponibili ad accompagnarlo per verificare sul campo i motivi delle nostre perplessità.

Si tratta di argomenti molto delicati perché il piano previsto dall’ex Giunta comunale potrebbe ripercuotersi, e non di poco, su tutta l’area circostante la cittadella sportiva del Plebiscito e a nostro avviso peggiorando di molto la vivibilità dei diversi quartieri che lì intorno gravitano: Mortise, Torre, Pontevigodarzere, Arcella (San Carlo, San Bellino, San Filippo Neri).

Ad oggi sembrerebbe esserci una concreta possibilità di finanziamento da parte del CONI per quanto riguarda il miglioramento della struttura, il che non significa che i soldi debbano necessariamente essere utilizzati per realizzare i parcheggi di progetto, anzi, quei fondi sarebbero decisamente meglio investiti in adeguamento alle norme di sicurezza e ammodernamento per le strutture a vantaggio di tutti gli sport che qui si praticano, dalla pallanuoto al nuoto, dal tennis al rugby, dal baseball al pattinaggio ed altri ancora. Questa scelta sarebbe tra l’altro in linea con gli indirizzi dei Piani Urbanistici vigenti che nell’area sud prevedono una destinazione a verde pubblico attrezzato, non certo parcheggi.

Altro discorso è invece quello del parcheggio a nord dell’area, per il quale sussistono accordi pubblico – privati in stato avanzato di trattativa, che potrebbero quindi prevedere delle penali da pagare in caso di recessione dall’accordo da parte del Comune. A nostro avviso in questo caso la miopia di queste scelte strategiche è ancora più grave, data la decisione di realizzare un nuovo parcheggio in adiacenza a quello, perennemente sottoutilizzato, del tram.

A fronte di un nuovo stadio che si vuol costruire, non si sa ancora quale possa essere la destinazione del “vecchio” Euganeo, ma si sa per certo che il costo che graverà su tutta la cittadinanza sarà di oltre 100.000€ all’anno solo per la gestione dei parcheggi, senza contare tutti quelli derivanti dalla gestione dello stadio, dai costi della vecchia struttura da manutenere a Padova Ovest, alla penalizzazione che subiranno tutti gli altri sport, che sono la vera valvola di sfogo di tutta quella fetta di popolazione che non si ritrova o comunque non segue le gesta della squadra di calcio cittadina, o che più semplicemente preferisce praticare un altro sport al calcio.

Esistono begli esempi di strutture sportive costruite e gestite con soldi dei privati e non si capisce perché Padova debba invece prendere la strada opposta e far gravare ai cittadini, le pur legittime, volontà di pochi.

Siamo tutti d’accordo che lo stadio Euganeo è brutto ed è un progetto sbagliato, ma non si capisce perché invece di sistemarne uno se ne rovinino due. E tralasciamo il glorioso Appiani che ancora esiste, abbandonato, a due passi dal Prato della Valle.

Stefano Bessegato, Portavoce del Comitato NO Stadio al Plebiscito

One Response to “Penta ascolta le ragioni del NO al nuovo stadio di calcio al Plebiscito”

  1. diana ragazzo ha detto:

    Speriamo che il Commissario dott. Penta eserciti tutto ciò che la legge gli consente nell’accogliere le richieste dei cittadini che stanno dimostrando una visione della città ben più ampia dell’ amministrazione Bitonci. Una nota extra: perché nei volantini di propaganda e negli annunci -a mezzo auto – di iniziative dell’ex sindaco, viene presentato come “sindaco di Padova”. Mi sembra un non trascurabile millantato credito. Bitonci è un ex sindaco, sfiduciato dalla sua maggioranza. E come ex deve presentarsi; a mio parere.

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