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Bidoni della raccolta differenziata all'UniPdIn questi giorni l’Università di Padova è luogo di una piccola ma importante rivoluzione. A breve sarà finalmente attiva la raccolta differenziata in tutti i dipartimenti e in tutti gli edifici amministrativi.

Un obiettivo ottenuto grazie al ruolo centrale del Sindacato degli studenti, lista di rappresentanza che da anni si occupa di ambiente e sostenibilità all’interno dei luoghi universitari.

Si tratta di una conquista ottenuta nonostante le non poche difficoltà organizzative in un Ateneo che conta, divisi in moltissime sedi, più di 64mila persone, tra studenti docenti e personale tecnico-amministrativo.

Ma dopo dodici mesi di riunioni del Sindacato degli studenti con l’Università, il Comune di Padova e l’AcegasAps, si arriva finalmente al primo fondamentale passo per un ateneo a basso impatto ambientale: a un’università dunque che finalmente pone la dovuta attenzione ai consumi privati, come già avviene da tempo nel resto della città. Noi di Ecopolis abbiamo parlato con un rappresentante della lista, Alessandro Manzotti, per farci raccontare questa bella novità. “Solo ragionando in grande, a livello di tutto l’Ateneo”, ci racconta, “siamo riusciti a rendere la nostra università più verde”: “inizialmente avevamo chiesto infatti”, continua, “ai singoli dipartimenti l’introduzione della differenziata ma spesso ci siamo sentiti rispondere che la competenza era dell’amministrazione centrale dell’Università”.

Tutto è cominciato un anno fa, con il loro colloquio con il Settore Ambiente del Comune, chiesto per avere un quadro chiaro della situazione rifiuti in Ateneo: “abbiamo scoperto”, ci dice ancora il rappresentante degli studenti, “un quadro decisamente sconfortante: le decine di migliaia di persone che vivono l’università producono un volume immenso di rifiuti, riciclati solo in minima parte”.

Il Sindacato degli Studenti ha quindi organizzato un tavolo di lavoro in cui sono stati fatti incontrare e collaborare il Prorettorato all’edilizia dell’Ateneo, l’AcegasAps e il Settore Ambiente e Territorio del Comune: “siamo stati contenti” ci racconta ancora Alessandro, “di riscontrare in tutti, in particolare nel primo, una grande disponibilità: per il rettorato la sostenibilità è tra gli obiettivo da perseguire nei prossimi anni”.

È una conquista che non sarebbe stata possibile senzal’impegno degli studenti: “Dopo aver dato il là al progetto”, ci racconta infine Alessandro, “il nostro principale contributo è stato mettere in contatto le varie realtà che avevano la competenza burocratiche per gestire la questione: oltre ad aver ovviamente portato il punto di vista e le esigenze di chi l’università la vive quotidianamente, gli studenti”. Vediamo così uno dei risultati dell’attivismo studentesco, in questo caso nella forma di una buona rappresentanza nel segno dello slogan “pensare globale, agire locale”. Gli studenti infatti vivono a 360 gradi le città in cui studiano: il loro venire spesso da fuori gli permette di vedere con chiarezza i problemi e le esigenze della loro nuova città, per portarvi così contributi significativi.

Luca Cirese – redazione ecopolis

One Response to “Una piccola rivoluzione: arriva la raccolta differenziata all’Università di Padova”

  1. Giovanna ha detto:

    È una bella idea! Speriamo ci sia una seria volontà da parte delle ditte di pulizie! Se loro vengono invitati, stimolati, aiutati e forse anche controllati ad usare sacchetti di raccolta differenziati nei colori, tutto funzionerebbe; da noi sono anni che abbiamo i contenitori esattamente come i nuovi arrivati ma tutto finisce in un sacco nero alla mattina al passaggio della ditta! Speriamo si riesca stavolta!!

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