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15267692_1161604120543914_7142679724787860304_nIn Veneto c’è chi tenta l’ennesimo colpo di mano ai danni di ambiente e natura protetta.

Il consigliere Berlato, e con lui Valdegamberi contro i Lessini, non smentisce la sua vocazione filo venatoria e nell’indifferenza di un Presidente Luca Zaia che abdica al suo ruolo, ha presentato in Consiglio regionale un emendamento alla legge di stabilità che mira a ridurre di due terzi la superficie del Parco dei Colli Euganei, aprendo così la caccia nei territori esclusi dal perimetro protetto.

Provvedimento da discutere e votare la prossima settimana, è un regalo ai cacciatori-elettori, primi responsabili della sovrappopolazione di cinghiali nelle campagne del Veneto.

Per chiedere il ritiro dell’emendamento, lunedì 12 dicembre saremo a Venezia a palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale. Con noi ambientalisti e comitati civici sicuramente anche tanti Sindaci.

Infatti il tentativo di Berlato cancella, nei fatti, la proposta della Giunta regionale di aprire un dibattito sulle politiche delle aree protette che il presidente Zaia ha avanzato a marzo con la presentazione di un disegno di legge. Questi emendamenti smentiscono Zaia: la proposta della Giunta prevederebbe infatti che si avviasse un dibattito in Consiglio e nella società su come rinnovare il sistema delle aree protette.

Per questo chiediamo a Zaia: intende continuare sulla strada del confronto pubblico e politico o vuole farsi sconfessare dalle furbate del consigliere Berlato ansioso di accaparrarsi i favori di qualche cacciatore? Zaia intervenga per bloccare l’emendamento taglia-parco e proponga in maniera seria misure per il contenimento della popolazione del cinghiale il cui controllo non può essere demandato a chi, i cacciatori, il problema lo ha creato.

Berlato strumentalizza un problema serio: i danni che i cinghiali causano all’agricoltura nel Parco dei Colli Euganei e nel resto del Veneto, fingendosi paladino degli interessi degli agricoltori, dimenticando che la popolazione di cinghiale è presente in Veneto per le continue immissioni fatte dai cacciatori nei decenni passati, ancor oggi illegalmente effettuate. Soprattutto dimentica di dire che l’interesse dei cacciatori è “aumentare il carniere”, ossia avere sempre più animali da uccidere e non di ridurne il numero (i cinghiali sono fonte di enormi guadagni illegali conseguenti alla vendita della carne).

Ridurre i territori dei parchi significherebbe regalare altre porzioni di territorio al bracconaggio ed alle azioni illegali del mondo venatorio ed incorrere in procedure d’infrazione. Inoltre vorrebbe dire bloccare una discussione di merito sul problema del contenimento della fauna selvatica alloctona e dannosa, e sottrarne la gestione ad un Ente pubblico che invece può perseguire coerentemente piani di controllo effettivi su specie che causano danni alla biodiversità e alle attività agricole.

I sindaci di Arquà, Lozzo, Monselice, Battaglia, Galzignano, Este, Montegrotto si sono già dichiarati contrari all’emendamento, per i contenuti e il metodo fin qui seguito. Di fatto nessuna delle Amministrazioni di area Parco Colli ha espresso parere favorevole. A loro vanno aggiunti quelle di Pernumia, S. Pietro Viminario e Carceri che, territori limitrofi, ritengono che la strada da percorrere sia quella della valorizzazione di un territorio. Contrario anche il Consorzio del Vino che vede messa in discussione la rincorsa al riconoscimento Unesco, opzione vantaggiosa sul fronte tutela e per la ricerca di turismo di qualità.

Mentre nel resto del Paese ci si appresta a festeggiare i 25 anni della 394, la Legge Quadro sulle Aree Protette, in Veneto, con il silenzio fin qui complice di Zaia, si fa la festa ai parchi invitando solo i cacciatori, che Berlato vuole premiare con la depenalizzazione degli illeciti penali in materia di caccia.

Per concludere apprendiamo che anche il consigliere Valdegamberi ha presentato un emendamento dai contenuti simili, relativo al Parco regionale della Lessinia (Vr). Si dimostra che non è finita la stagione, che credevamo superata, in cui Parchi venivano additati come il capro espiatorio per qualsiasi problematica, tanto da chiederne il ridimensionamento prima e lo smantellamento poi. Fortunatamente oggi cittadini, ambientalisti, operatori turistici ed economici sanno che i parchi garantiscono potenzialità di sviluppo sostenibile e qualità.

Per far sentire al Consiglio Regionale tutto il nostro dissenso, a latere dell’affollato Consiglio Comunale aperto straordinario di mercoledì sera a Monselice, si è decisa la convocazione di un presidio lunedì 12 dicembre a Venezia a palazzo Ferro Fini alle ore 12. Ne sono promotori le associazioni e i comitati ambientalisti e civici dell’area Colli Euganei, ma anche le sigle regionali ambientaliste ed animaliste.

Luigi Lazzaro Presidente Legambiente Veneto

SALVIAMO IL PARCO DEI COLLI EUGANEI! -Partecipiamo in tanti alle iniziative proposte dalle Associazioni e dai Comitati ambientalisti:
- venerdì 9 dicembre ore 11 Este sede del Parco Colli (Via Rana Ca’ Mori) presenza-conferenza stampa;
- domenica 11 dicembre ore 10 Torreglia (ritrovo in P.zza del Mercato) Passeggiata in difesa del Parco;
- lunedì 12 dicembre Venezia ore 10.30 (ritrovo stazione ferroviaria di Santa Lucia) – ore 11.00 presenza in Regione di fronte al Palazzo Ferro Fini (da Monselice treno delle 9.28, da Padova treno delle 9,51).

2 Responses to “Giù le mani dai Parchi: fuori la caccia dai Colli Euganei e dai Lessini”

  1. Sicuramente la “caccia sportiva” ha grosse responsabilità , bisognerebbe in qualche modo affrontare il problema della riduzione dei cacciatori ( nel Veneto sono sull’ordine dei 50.000 http://annuario.isprambiente.it/ada/scheda/1641/7 ) ma è come convincere la gente a smettere di fumare… Ancora più difficile è costruire a livello di massa una vera cultura ecologica, che porti ad adeguare le attività umane all’ambiente e non viceversa… a volte mi sembra un’impresa senza speranza.

  2. Giancarlo Pavin scrive:

    I Colli Euganei sono un patrimonio di bellezza, di cultura e di equilibrio ecologico, pazientemente costruito dalla natura e dall’uomo.
    Permettere irresponsabilmente il libero arbitrio ai cacciatori significherebbe ferire
    e condurre al degrado questa straordinaria ricchezza che abbiamo ereditato.

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