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OLYMPUS DIGITAL CAMERAI Comitati Uniti Per La Sicurezza Idrogeologica e l’Idrovia Padova mare nei giorni scorsi hanno presentato al sindaco di Strà, attuale Presidente della Conferenza dei Sindaci della Riviera del Brenta, il testo di una mozione per il completamento dell’idrovia da inviare all’Assessore regionale all’Ambiente Bottacin ed all’Ufficio Difesa del Suolo della Regione Veneto.

L’invito contenuto è quello di iniziare quanto prima l’iter del Progetto Definitivo ricercando i finanziamenti sia a livello nazionale che europeo, di ribadire la multifunzione di canale scolmatore, via di trasporto e corridoio ecologico, di inserire l’opera nel Documento di Programmazione delle opere nazionali straordinarie e strategiche che verrà redatto entro sei mesi dal Ministero delle Infrastrutture, di finanziare una piano di manutenzione ordinaria e continua degli argini del territorio veneto.

La mozione elaborata inviato (vedi qui testo integrale) è il frutto di anni di studio, di lavoro, di incontri pubblici, di manifestazioni fianco a fianco delle amministrazioni locali vicentine, padovane, veneziane partendo dai risultati degli studi scientifici dell’Istituto di idrodinamica dell’Università di Padova diretto dal prof. Luigi D’Alpaos che a sua volta aveva ripreso le risultanze dei lavori della Commissione De Marchi riunitasi dopo la grande alluvione del 1966, studi che per decenni erano rimasti nei cassetti.

Tenere alta l’attenzione sul rischio che continua a persistere in tutta la vasta zona del bacino idraulico Brenta-Bacchiglione significa ribadire la necessità di tali opere di salvaguardia e contrastare la visione speculativa del territorio, inconciliabile con la salvaguardia delle vite e dei beni dei cittadini. Uno dei primi esempi di battaglie comuni fra comitati ed istituzioni locali è stato il fermo no all’utilizzo del sedime predisposto per l’idrovia, in buona parte già espropriato a tal fine, per una nuova strada camionabile e per ospitare i piloni di un elettrodotto aereo.

Nel 2010, una nuova alluvione, stavolta nel vicentino e nel territorio padovano attraversato dal Bacchiglione ha inevitabilmente accelerato il processo di presa di coscienza da parte dei soggetti che governano il territorio della necessità di fare prevenzione in materia di rischio idrologico. Va finalmente superata quella visione distorta, ancora purtroppo diffusa, che ritiene di aspettare il fenomeno e, forti di un sistema innegabilmente efficiente di protezione civile, rispondere all’emergenza, sostenerne i costi, riparare i danni. Visione che ignora il danno principale, quello che provoca a tutti i cittadini l’insicurezza ancor prima che l’evento si scateni, l’angoscia latente che toglie la tranquillità psicologica che ogni cittadino cosciente merita per sé, per la propria famiglia, per la propria comunità, per le proprie attività, per la propria terra. Prevenzione dunque e opere che mettano il territorio in condizioni di sicurezza.

Dopo il 2010 la Regione si è decisa a realizzare bacini di laminazione delle piene a nord di Vicenza e a predisporre, dopo uno Studio di Fattibilità, il Progetto Preliminare del completamento dell’Idrovia che funzionerà, in primo luogo, come scolmatore di 350 mc/sec. in caso di piena congiunta dei due fiumi Brenta e Bacchiglione. E’ un primo passo, estremamente importante, ma solo l’inizio di un percorso che va portato accanitamente a termine. E ancora, non sono sufficienti i primi interventi, ancora molto parziali, sugli argini del Bacchiglione-Roncajette e su quelli del Brenta Cunetta, argini che sono in condizioni disastrose, come non bastano i bacini di laminazione completati o in corso di realizzazione a monte.

Ora si presenta una grande occasione che non bisogna perdere. Il governo nazionale, dopo il terremoto del centro Italia, sta predisponendo un piano pluridecennale di messa in sicurezza del territorio nazionale dal rischio sismico e dal rischio idrogeologico. E’ l’occasione giusta per inserire nel programma il completamento dell’Idrovia Padova Mare e un piano di manutenzione costante degli argini dei nostri fiumi.

Legambiente La Sarmazza, circolo di Saonara e Vigonovo

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