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cellulare_tumaini_3r_riuso_recupero_padovaQuel cellulare vecchio guasto, limitato nelle prestazioni, inutilizzato e dimenticato in fondo a un cassetto, rappresenta un pericolo e, nello stesso tempo, una risorsa. È un pericolo perché contiene sostanze tossiche e non biodegradabili (come piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente …) e può provocare gravi danni alla salute dell’uomo e all’ambiente, se non viene smaltito correttamente.

Ci sono però associazioni che gestiscono punti di raccolta. A Padova una è Tumaini – un ponte di solidarietà.

Consegnare loro un vecchio cellulare lo trasforma in una risorsa perché ciascun dispositivo elettronico di uso quotidiano racchiude in sé, in piccolissime quantità, metalli rari, costosi e difficili da reperire (come oro, argento, rame, platino, cobalto, tantalio e niobio).

Tuttavia in Italia, in un paese notoriamente povero di materie prime, nel 2013 sono stati prodotte 800.000 tonnellate di rifiuti tecnologici (RAEE, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), di cui sol o il 20-30% è stato gestito in modo corretto, recuperando componenti riutilizzabili (vedi qui). In un passato recente molti rifiuti hi-tech, provenienti dai paesi industrializzati, si sono accumulati nelle discariche di periferie di grandi città africane e asiatiche come Lagos, in Nigeria e Accra, in Ghana, dove venivano sistematicamente bruciati, sprigionando inquinamento e devastazione

La domanda di metalli rari, alimentata dal continuo sviluppo tecnologico, è alla radice di conflitti e di tensioni internazionali. È il caso della guerra tra diverse etnie locali nella Repubblica Popolare del Congo e nei paesi confinanti, dovuta anche alla volontà di impadronirsi dei preziosi  giacimenti di coltan lì presenti. Anche il monopolio esercitato dalla Cina sulle  “terre rare” (sostanze indispensabili per fabbricare hardisk di computer, motori di veicoli ibridi, impianti eolici e fotovoltaici) può avere in futuro pesanti ripercussioni geopolitiche ed economiche.

Recuperare metalli rari da rifiuti tecnologici consente di fronteggiare difficoltà di approvigionamento, ridurre rifiuti e salvaguardare risorse naturali. Permette inoltre di costruire un mondo più giusto, senza sopraffazione e sfruttamento di parte di un popolo a danni di un altro.

Come fare per smaltire correttamente cellulari dismessi? Basta  portarli  presso  ecocentri  abilitati per questo  oppure –  dal 22 luglio 2016 (ai sensi del DM 121 del 31 maggio 2016) –  presso distributori di materiale elettronico con superficie di vendita di almeno 400 mq (senza obbligo di acquisto di altro apparecchio) che provvederanno a trasportarli nei centri di trattamento e smaltimento.

C’è anche un’altra preziosa opportunità: affidare cellulari e smartphone dismessi, purché in “buono stato”, (utilizzabili o riparabili) a organizzazioni che si fanno carico di conferirle a centri ed aziende che provvedono alla loro rigenerazione o al recupero delle componenti utili, prima dello smaltimento degli ultimi residui, svolto esclusivamente in discariche o inceneritori autorizzati (per ulteriori informazioni vedi qui).

Una di queste organizzazioni è l’associazione Tumaini – un ponte di solidarietà di Selvazzano Dentro, da sempre  impegnata nel sostegno alla formazione di bambini e ragazzi della Repubblica Democratica del Congo. Nell’ambito del progetto 3RCM (- Rifiuti + Riciclo = + Risorse per cambiare il Mondo), in collaborazione con scuole, parrocchie ed altri enti, gestisce punti di raccolta per RAEE, conferendoli in seguito a centri specializzati nel riciclo di dispositivi elettronici obsoleti come Retech Life onlus.

La collaborazione con le scuole è occasione per innescare percorsi educativi, mirati a sensibilizzare ragazzi e famiglie sulla enormi responsabilità che ci assumiamo con le nostre scelte, giorno per giorno, in un contesto globale come quello in cui viviamo.

a cura di Silvia Rampazzo, redazione ecopolis

per saperne di più potete contattare l’ass. Tumaini segreteria.tumaini@gmail.com – tel. 340 5976820, 049 8056338

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