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rotatoria Guicciardini_buonarroti“E’ da quando è stato aperto il cavalcavia l’Arco Di Giano che le macchine imboccano la via Guicciardini, alla rotonda di via Buonarroti, la percorrono tutta per andare al semaforo di via T. Aspetti e proseguono su via del Plebiscito…”.

E’ questo il cuore del reclamo, inoltrato via e-mail in data 13 settembre, che la dott.ssa Francesca Compagnone ha voluto reiterare all’amministrazione cittadina, in merito al disagio che i residenti, lungo la via sopracitata, vivono ormai quotidianamente.

L’aumento della circolazione di auto (ma anche camion) che è sorto, a seguito del tratto creato tra la rotonda del cavalcavia Camerini e la rotonda, a fagiolo, asservente via Buonarrotti, via Antonio da Murano e via Guicciardini sta determinando un pesante disagio in chi abita soprattutto lungo quest’ultima via, con annessi problemi anche di natura sanitaria.

“…Stiamo male, viviamo male, ci siamo riuniti e ci sentiamo in una trappola mortale. Ciò ci porta a sbalzi di pressione arteriosa, a disturbi cardiaci… Alcuni hanno bronchiti che non riescono a guarire se non andando via da questo luogo maledetto che prima amavamo”.

In pratica l’intera via Guicciardini si è trasformata in un lungo serpente di macchine, in attesa al semaforo, a motore acceso.

“…lì si fermano, con gli autisti che suonano il clacson per invogliare l’autista avanti di fare presto…”.

Purtroppo per molti automobilisti e camionisti, il percorso “comodo” di via Guicciardini, pare essere oramai diventato asse di raccordo essenziale tra Padova Ovest e Padova Est.

Gli abitanti della zona, esasperati, chiedono pertanto una soluzione a tutto ciò proponendo, per esempio, l’accesso limitato ai residenti o almeno la possibilità di svolta continua a destra, al semaforo di via Tiziano Aspetti, in modo da ridurre sensibilmente il numero dei veicoli, altrimenti in sosta troppo a lungo, in attesa di passare con il verde.

Il reclamo è stato inviato innanzitutto al dott Daniele Agostini responsabile della mobilità.

A suo tempo si provò a informare e sensibilizzare sulla questione anche il precedente sindaco, Flavio Zanonato e il suo vice Ivo Rossi.

Purtroppo quest’ultimo pare avesse mostrato, al contrario, grande soddisfazione e orgoglio riguardo la creazione di un tale raccordo viario, in quanto ritenne che avrebbe sgravato il ben più pesante traffico di via Annibale da Bassano. E’ la classica situazione da “coperta corta”, insomma.

Pare che i camion transitanti facciano persino vibrare le suppellettili all’interno degli appartamenti che s’affacciano sulla strada. A ciò si va ad aggiungere la conseguente ricaduta negativa di valore sull’eventuale vendita di tali immobili.

La speranza dell’emissaria della protesta, la dott.ssa Compagnone, che si autodefinisce “di carattere combattivo” è quella di non finire nel tempo “palleggiata” tra le competenze di un assessore e l’altro. Intanto un primo incontro con l’assessore Botton è già avvenuto in data 22 settembre. Si attendono sviluppi.

da una lettera di Francesca Compagnone, sintesi a cura di Flavio Boscatto

2 Responses to “Via Guicciardini: la bretella “altra” che il residente subisce”

  1. Luca Luciani ha detto:

    … via Guicciardini è una strada di raccordo a doppio senso di marcia dotata di marciapedi su entrambi i lati, pista ciclabile, e parcheggi in linea per auto: perché mai non dovrebbe essere percorsa dai vari mezzi a motore e non?

  2. marco sangati ha detto:

    Il problema del traffico incide peggiorando la qualità di vita di tutti i residenti. Le modifiche alla viabilità fatte circa 5 anni fa hanno indubbiamente peggiorare la qualità di vita di chi abita in via Guicciardini, specie se in prossimità di via Tiziano Aspetti. Personalmente ritengo che il problema sia serio e vada affrontato a livello cittadino: ci dovrebbero essere delle iniziative (miglioramento del trasporto pubblico e della ciclabilità, congestion charge,…) che il Comune dovrebbe intraprendere per ridurre drasticamente il numero di auto in circolazione.

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