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Economia-circolare_legambiente_padovaSarebbero 199mila (in base a una stima prudenziale) i nuovi posti di lavoro creati in Italia dall’economia circolare, al netto dei posti persi a causa del superamento del modello produttivo precedente.

Riciclaggio e rigenerazione possono fare la differenza in moltissimi settori produttivi, quali la bioeconomia, l’agricoltura, l’industria alimentare, chimica, farmaceutica e biotecnologica.

L’economia circolare è protagonista nella Festa del Recupero e dell’energia pulita di domenica 25 settembre in piazza dei Signori, all’interno della cornice della Festa provinciale del Volontariato.

Questo termine indica un modello economico alternativo a quello tradizionale, basato sulla crescita lineare illimitata e sullo sfruttamento indiscriminato di risorse. L’economia circolare, invece, è sinonimo di sviluppo sostenibile, tarato sull’attuale contesto globalizzato: in questo nuovo modello economico materie prime ed energia sono utilizzate in modo intelligente, il valore dei prodotti e dei materiali dura il più a lungo possibile, i rifiuti sono ridotti al minimo; e d’altra parte, gli oggetti e i beni destinati ai consumatori sono più durevoli e innovativi, in grado di generare risparmio e di migliorare la qualità della vita.

Per le imprese l’uso efficiente delle risorse è uno dei principali fattori di competitività. Basti pensare che il 40% dei costi che il settore manifatturiero europeo mediamente sostiene è attribuibile alle materie prime, una quota che arriva fino al 50% del costo di fabbricazione cincludendo i costi dell’acqua e dell’energia. Per le imprese europee la prevenzione dei rifiuti, la rigenerazione e il riciclaggio significa un risparmio netto pari a 600 miliardi di euro (l’8% del fatturato annuo), nonché la riduzione dell’emissione di gas serra del 2-4% (Valutazione d’impatto della Commissione, luglio 2014).

Un esempio concreto di economia circolare in Italia è rappresentato dal Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, il primo ente ambientale nazionale dedicato alla raccolta differenziata, attivo dal 1984. Il riutilizzo di un rifiuto pericoloso per l’ambiente finora ha consentito un risparmio complessivo sulle importazioni di petrolio del Paese di 3 miliardi di euro. In molti settori si può e si deve fare meglio. Per ridurre sprechi è strategico aumentare il riciclaggio della plastica. Analogamente deve essere potenziato il recupero delle materie prime che fanno parte di molti dispositivi elettronici di uso quotidiano, nonché la rigenerazione di scarti dei cantieri edilizi. Oggi è indipensabile incrementare il recupero e il riutilizzo di residui agricoli e di rifiuti alimentari.

Per far fronte a queste criticità, la Commissione Europea lo scorso dicembre ha presentato un pacchetto di misure utili a incidere sul ciclo di vita del prodotto: dalla produzione e dal consumo fino alla gestione dei rifiuti e al mercato delle materie prime secondarie. Particolare importanza ha la produzione: una buona progettazione di un bene ne assicura la durata nel tempo e la possibilità di riciclaggio, contrastando il meccanismo perverso dell’obsolescenza programmata.

Economia circolare è anche e soprattutto approvvigionamento responsabile delle materie prime. Lo sfruttamento illegale e incontrollato di risorse può essere combattuto attraverso misure regolamentari, accordi politici e incentivi economici. Determinante la scelta consapevole dei consumatori, guidata dalla etichettatura che attesta la filiera sostenibile di beni e prodotti. Anche perché la domanda indirizza investimenti privati e pubblici su determinati settori economici, incentivandoli di più. Un valido esempio di prodotto etichettato è il pellet certificato EnPlus, disponibile presso lo stand Sportello Energia durante la festa di domenica prossima. Questa certificazione volontaria europea garantisce l’origine di biomasse da scarti legnosi di lavorazioni, senza danni al patrimonio forestale.

L’economia circolare ha bisogno di molti attori ed azioni: ricerca e innovazione; investimenti; normativa, incentivi e tanto informazione perché ciascuno di noi, in quanto consumatore e consumAttore, ha un ruolo fondamentale nel generare cambiamento.

E noi domenica saremo in piazza proprio per questo.

Sintesi dei doccumenti UE a cura di Silvia Rampazzo, redazione di ecopolis

Il testo completo della scheda sull’economia circolare è scaricabile qui

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