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Appello_2013_LQIl nuovo modello economico basato su un’economia verde e rigenerativa deve costituire il fulcro dell’agenda del futuro Governo e Parlamento, valorizzando gli elementi di forza (parchi, biodiversità, patrimonio culturale, sistema della qualità), garantendo la sicurezza e l’efficienza dell’approvvigionamento energetico. E’ indispensabile che finalmente si costruisca anche in Italia un Patto che sia basato su un nuovo paradigma che consideri come inscindibili la dimensione ecologica e quella economica e sociale dello sviluppo.

Per fare in modo che questa impostazione assuma centralità nel dibattito elettorale che trascura i temi ambientali, Legambiente ed altre sei tra le più importanti associazioni ambientaliste italiane (CAI, FAI, Federazione Pro Natura, Greenpeace Italia, Touring Club Italiano, WWF) hanno condotto un’analisi dei programmi  dei vari partiti e coalizioni individuando 6 gravi carenze e hanno redatto un proprio documento per la “Ri/Conversione ecologica del Belpaese”, in cui vengono presentate 80 proposte su 12 filoni principali per la riconversione (scarica qui).

Per questi motivi a Padova Legambiente ha pubblicato una pagina a pagamento su Il Mattino dal titoloVogliamo futuro, non il vostro passato!”. Un appello per rimettere al centro di questa campagna elettorale -e di quella che nel 2014 riguarderà l’elezione del nuovo Sindaco di Padova- i temi dello sviluppo sostenibile.

Su questa ecopolis speciale approfondiamo in particolare 4 aspetti: energia, consumo di suolo, mobilità ed economia verde. Cercando di cogliere le peculiarità venete e padovane, le nostre problematiche ma soprattutto le nostre chances.

In generale dai programmi elettorali per le Elezioni 2013 rileviamo che:

  1. non assume centralità la grave crisi provocata dai cambiamenti climatici che impone scelte radicali di azzeramento delle emissioni in tutti settori e nel modello produttivo, nonché nelle strategie di adattamento;
  2. non emerge una consapevolezza sui servizi ecosistemici garantiti dalla tutela della biodiversità;
  3. non ci si pone con urgenza la questione degli indirizzi della nuova politica industriale e della riconversione post-industriale;
  4. non si affronta il problema di come calcolare e valutare la ricchezza della nazione attraverso la declinazione di nuovi indicatori di benessere che superino il PIL;
  5. non si fa cenno a come si pensi di intervenire per adeguare il corpus dei diritti e dei delitti ambientali;
  6. non ci si sofferma sulla cronica e ormai patologica inadeguatezza della governance ambientale, dipendente in buona parte dalla progressiva liquidazione del Ministero dell’ambiente avvenuta negli ultimi 5 anni. Si aggiunga che anche per settori che fanno parte del patrimonio consolidato della nostra economia – beni culturali, turismo e agricoltura – nei programmi non si aprono nuove frontiere, né si assume la necessità di interventi coordinati e complessivi di rilancio.

Se a livello nazionale le associazioni ambientaliste hanno elaborato un’agenda per il futuro sostenibile del Paese, a Padova Legambiente è fortemente impegnata a dare una scossa alla campagna elettorale ripiegata su se stessa.

Ci appelliamo ai politici coscienziosi, ai cittadini, alle organizzazioni sociali: sono queste le scelte strategiche che faranno la differenza nel prossimo futuro, che possono ridare la speranza e garantire uno sviluppo durevole.

Cari (e)lettori, date il vostro voto solo a chi si fa carico seriamente di tutto questo. Scaricate e diffondete l’appello. Sostenetelo e commentatelo su Facebook

E METTETEVI IN GIOCO. Democrazia non è solo votare ogni 5 anni, ma partecipare in tutti i modi che la nostra Costituzione prevede. Le associazioni ambientaliste sono uno di questi modi.

5 Responses to “Elezioni 2013. Vogliamo futuro, non il vostro passato!”

  1. Giovanna scrive:

    Laura Puppato ha nel suo programma la green economy, la riconversione ecologica dell’economia, la valorizzazione del territorio.
    C’è anche la sua storia di amministratore locale che parla a suo favore. Bene ha fatto a candidarsi alle primarie per dare una scossa al PD e sottolineare l’urgenza di questi temi.
    Infatti l’ho votata! (e come molti altri!)
    Ora però ho un dubbio: votarla ancora come capolista PD al Senato significa anche sostenere un sindacalista dal “vecchio paradigma crescita e lavoro” come Giorgio Santini (3 in lista).
    Che fare? Maledetta legge elettorale!

  2. Antonio scrive:

    Alessandro Naccarato, deputato, candidato alla Camera per il Partito democratico, OGGI DICHIARA AL MATTINO: “il programma del Pd è basato proprio sul riuso del territorio. In passato c’è stato un eccesso di cemento”.
    Ma se 15 gg fa inveiva contro chi ha tentato di fermare i cementifici di Este e Monselice!!!!!! (tra cui i sindaci Pd di Este e Baone).
    Volevo votare Pd, perchè ci sono veri ambientalisti come Laura Puppato al Senato, Francesco Corso e Loretta Pasquato alla camera. MA I CANDIDATI DI PUNTA COME NACCARATO o ZOGGIA – buoni per tutte le stagioni delle grandi opere – NO.
    Così voterò SEL (dove per altro su diritti civili non hanno sbandate al centro).

  3. Mirco Salmaso scrive:

    Su BERLUSCONI più che le parole contano i fatti.
    Per stare solo agli ultimi anni: il rilancio del nucleare, il primo attacco alle rinnovabili con le modifiche al conto energia (poi il colpo di grazia l’ha dato MONTI-PASSERA), il tentativo di rilanciare il ponte sullo Stretto, l’insistenza sulla Tav in val di Susa, la mancata soluzione del problema dei rifiuti in Campania e del dissesto idrogeologico, la posizione di retroguardia in Europa sui cambiamenti climatici (“riduciamo l’impegno del 20-20-20″), l’assenza di qualunque politica sull’inquinamento atmosferico nella pianura padana, il mancato inserimento dei reati ambientali nel codice penale, le titubanze sugli ogm…
    E se guardiamo alle promesse: CONDONO TOMBALE

  4. Carissimi, che i temi dell’ambiente stiano a cuore di Sinistra Ecologia e Libertà, è scritto nel “marchio stesso della ditta” come direbbe il canditato premier Bersani. Quella parola “Ecologia” è messa lì non per acchiappare voti, ma perché è fondamento del paradigma per cambiare il Paese. Quelli che proponete nei 6 punti, sono i temi più propri di Alessandro Zan, assessore e nostro candidato alla Camera. Ma non esuleranno dal mio impegno se dovessi essere eletta in Senato. Faccio mio in particolare quello relativo alla valorizzazione della biodiversità, da donna che fa delle differenze uno dei valori più importanti per realizzare il cambiamento che vogliamo. Sulla tutela e soprattutto sulla valorizzazione del nostro patrimonio ambientale, mi permetto invece, da insegnante, di suggerirvi il ruolo che in questo campo può giocare la scuola e la formazione più in generale. Con lo studio, l’attenzione nei programmi, la scelta delle destinazione delle uscite. Insomma, da lavorare ce n’è. Di sicuro, se sarò eletta al Senato, quello che posso garantire è la presenza sul territorio e la disponibilità al confonto sui temi che voi sollecitate.

  5. Marcella Ghigo scrive:

    Brava Di Riso, attenzione alla scuola. Non solo da difendere e ricostruire dopo i disatri di Gelmini e Profumo, ma anche come risorsa per il territorio in cui è inserita, in un dialogo continuo.
    Anni fa partecipai al progetto LAVORI IN CORSO di Legambiente; facevamo proprio quello: adottare un problema territoriale, non solo per studiarlo ma per cambiarlo. Con l’energia creativa dei giovani studenti e le loro competenze in formazione. Imparavano a confrontarsi con le realtà territoriali (associazioni di categoria, enti).
    Però Di Riso, alla scuola serve anche una riforma che introduca merito, certezze e continuità. Buona fortuna.

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