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museo_ciclabilità_treni_valloniaMuoversi in molti è un bisogno che non esiste da sempre.

Prima della Rivoluzione Industriale il luogo di lavoro e quello di residenza erano generalmente molto vicini e le persone che lavoravano nello stesso posto erano un numero limitato.

Fino a quel momento, le esigenze di trasporto collettivo a terra erano soddisfatte da carrozze trainate da cavalli, costose per il singolo passeggero, perlopiù non comodissime né troppo veloci.

La comparsa dei veicoli su rotaie e poi la disponibilità della corrente elettrica hanno permesso di offrire a un numero sempre più alto di persone e a un prezzo più accessibile la possibilità di spostarsi rapidamente. Mobilità condivisa e sempre più efficiente e sostenibile nel tempo, prevalente fino al grande boom dell’automobile, e oltre.

In Belgio c’è un museo (ma non è il solo) che racconta questa storia, attraverso mezzi d’epoca restaurati e in gran parte visitabili: è il Museo dei trasporti pubblici della Vallonia di Liegi (Musee des transports en commun de Wallonie, c’è anche la pagina facebook).

Chi non avesse la possibilità di raggiungere il Belgio, può provare l’esperienza online: anche virtualmente, è possibile visitare il museo, leggere i pannelli informativi e, quasi come al museo, perfino salire sui mezzi, inerpicarsi sui ripidi gradini, sedersi sugli interni in legno, mettersi al posto di guida – per diversi decenni completamente esposto alle intemperie! Un vero e proprio viaggio nel tempo, dentro e fuori carrozze, treni, tram e bus dal diciottesimo secolo ad oggi. Con uno sguardo alle prospettive future: i progetti di mobilità sostenibile a Liegi, che includono il nuovo tram ma anche il bike sharing (più precisamente una sorta di noleggio a medio termine a basso costo, da un mese a un anno).

Da maggio a novembre 2016, infatti, l’esposizione temporanea CitéCyclo festeggia l’anno della bicicletta in Vallonia.

Dai più rudimentali esempi, del primo Novecento, di “cavallo con le ruote” ma senza pedali (come si usava? Chiedetelo a Buster Keaton), le biciclette usate dai soldati, ma anche il velocipede con la sua ruota gigantesca… un itinerario storico e sociale che si svolge in parallelo al percorso tra i mezzi pubblici. Fino alle più moderne biciclette pieghevoli che si integrano perfettamente, ad esempio, con il trasporto ferroviario.

Lo sguardo sulla situazione attuale non si limita all’aspetto tecnologico ma presenta anche le soluzioni innovative adottate dalle città più ciclabili del Belgio e di tutto il mondo.

E’ “la storia di una riconquista” e nell’intervista (in francese) della tv locale belga RTC alla curatrice Laura Feguenne c’è anche l’esempio italiano di “Città delle biciclette” per eccellenza, Ferrara.

Annalisa Scarpa, redazione di ecopolis

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