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prato valle_boario_proposta_comitato muraSul tavolo della Giunta arriva un parere negativo espresso dall’Ufficio Urbanistica a proposito delle Osservazioni proposte da Italia Nostra e dal Comitato Mura. Non pertinenti le prime, demandate ad un futuro imprecisato le seconde.

La Giunta, a cui compete l’approvazione del Piano, ha ancora la possibilità di rivedere le proprie decisioni: lo chiede il mondo culturale cittadino

Italia Nostra afferma (scarica qui le osservazioni) che il nuovo Piano Particolareggiato dell’area dell’ex Foro Boario, velodromo Monti e stadio Appiani, che il Comune ha concordato con la società “Parcheggio e Immobiliare Prato della Valle srl”, è illegittimo sotto il profilo della carenza di interesse pubblico. Il Comune, infatti, rinuncia ad un incasso annuo di circa 650.000 € per il solo parcheggio (fonte APS) in cambio del 13% dei ricavi dello stesso parcheggio e delle attività commerciali da inserire nell’Avancorpo (soggetti all’economia di mercato e quindi difficilmente quantificabili), mantenendo invece tutte le spese di manutenzione delle aree e degli immobili non ceduti al Concessionario. L’aleatorietà dei riscavi in ragione di una perdita economica certa è il primo motivo di illegittimità del piano.

Altri motivi di illegittimità sono riscontrabili, secondo Italia Nostra, nell’avere approvato il progetto esecutivo della trasformazione dell’Avancorpo in assenza di un aggiornato parere della Soprintendenza ed in assenza del necessario Piano Attuativo (il Piano Particolareggiato, infatti, è stato adottato successivamente) ed infine nel non avere ottenuto la necessaria autorizzazione della Soprintendenza a concedere in uso a terzi (cioè al concessionario) il bene monumentale oggetto di vincolo.

L’ufficio Urbanistica, nelle controdeduzioni, ha proposto alla Giunta di respingere le osservazioni come non pertinenti in quanto non riguardano i contenuti del Piano Particolareggiato, confutando comunque le argomentazioni di Italia Nostra come “non supportate da una corretta interpretazione e lettura degli atti e delle procedure”. Sulla corretta interpretazione degli atti si pronuncerà, se del caso, il Tribunale Amministrativo; fa specie invece come possano essere definite non pertinenti delle osservazioni che entrano nel merito della legittimità del procedimento di approvazione del Piano.

Il Comitato Mura si pone invece in un rapporto collaborativo con il Comune, presentando un’osservazione (scarica qui) incentrata sulla necessità di confermare, anche nel nuovo piano, la riapertura del canale Alicorno come elemento qualificante del Prato della Valle e del futuro Parco delle Mura.

La documentazione storica allegata all’osservazione evidenzia che l’antica asta del canale, affiancata da via Venturina (ora via 58° Fanteria) raggiungeva la piazza nel punto in cui sono ancora presenti due basamenti sui quali era prevista la collocazione di elementi scultorei.

Un punto quindi di particolare importanza, con significative valenze architettoniche e paesaggistiche, anche per la presenza del viale alberato e della scalinata a fianco dei basamenti (forse ancora esistente interrata) che conduceva all’acqua. Fino agli anni venti il tratto del canale tra lo stadio ed il Foro Boario era addirittura balneabile, tant’è che non a caso, Giuseppe Jappelli aveva progettato una Scuola di Natazione e un Passeggio alberato dalle mura al Prato della Valle. Tale Passeggio alberato affiancato dall’Alicorno dovrebbe essere, per il Comitato Mura, confermato nel Piano Particolareggiato come uno degli elementi qualificanti del Sistema Prato della Valle, in grado di integrare i percorsi podistici tra la storica piazza ed il Fronte Bastionato.

Per raggiungere tale obiettivo il Comitato propone di spostare su via Carducci, che non ha le valenze storiche di via 58° Fanteria ed è di sezione sufficiente, la viabilità di accesso al parcheggio e di prevedere la sosta dei bus turistici nell’area comunale tra la stessa via 58° Fanteria e via Marghera.

L’ufficio urbanistica, dimostrando scarsa attenzione per gli aspetti culturali dei luoghi, ha proposto di respingere anche l’osservazione del Comitato Mura, demandando ad un futuro (quanto mai lontano) riassetto del sistema viabilistico dell’area l’eventuale riapertura del canale Alicorno.

La Giunta, a cui compete l’approvazione del Piano, ha ancora la possibilità di rivedere le proprie decisioni. Il mondo culturale cittadino chiede che tali decisioni privilegino i valori storici ed ambientali della città e non quelli prettamente economici.

Anche Legambiente infatti, pur non presentando una specifica osservazione, si è pubblicamente pronunciata sull’argomento, contestando come la convenzione prevista con la società “Parcheggio e Immobiliare Prato della Valle srl” condanni per 45 anni il Prato della Valle ad essere interessato dal traffico di attraversamento e di adduzione al parcheggio, con tutti i problemi di inquinamento che graveranno sulla salute dei residenti e sugli stessi monumenti. In un simile contesto, la soluzione viabilistica proposta dal Comitato Mura è apprezzabile in quanto almeno libera la basilica di Santa Giustina da quella segregazione rispetto al Prato della Valle che è originata dall’attuale assetto viabilistico.

Lorenzo Cabrelle – Legambiente Padova

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