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la_sedia_di_cartone_2Carta e cartone, materiali versatili e super-riciclabili, con loro si può fare davvero di tutto: libri, involucri, contenitori, accessori, arredi… supporti per disabili.

Anche supporti per disabili: succede nel centro Saint Martin in Kenya, dove dal 2009 vengono costruiti ausili con una tecnica chiamata APT – Appropriate Paper-based Technology.

Ogni anno sono più di 150 gli ausili che vengono costruiti e di questi il 30% viene realizzato impiegando il cartone riciclato.

Materiali poveri sono trasformati in supporti che, oltre a svolgere la loro funzione specifica, consentono a tante persone con disabilità di partecipare alla vita familiare e sociale.
È la storia, per esempio, di Jeoffrey, un bambino che non si può muovere autonomamente e probabilmente non sarà mai in grado di farlo. Jeoffrey ha bisogno di un ausilio su misura che gli consenta di mantenere una postura corretta, evitando così l’instaurarsi di altre malformazioni.

Ma come può essere garantita un’attrezzatura specialistica in un villaggio rurale del Kenya?

La sedia di cartoneThe Special Chair” risponde a questa domanda con un’esperienza unica, raccontata attraverso un cofanetto che contiene un minibook e il documentario breve firmato da Marco Zuin (soggetto di Luca Ramigni; musiche originali Piccola Bottega Baltazar): è il nuovo progetto di Fondazione Fontana Onlus, realizzato in collaborazione con il Saint Martin CSA e l’Arche Kenya per sostenere il CPPD, il programma per persone con disabilità del Saint Martin.

“La sedia di cartone” è anche la storia di come un ausilio fatto di cartone riciclato possa cambiare la relazione tra una mamma e il suo bambino disabile, consentendo ad entrambi di condividere tante piccole azioni quotidiane.

Commenta il regista: “La semplicità dirompente di questa sedia rappresenta la mia idea di sociale, inteso come socialità, che è alla base della mia ricerca: raccontare l’impatto emotivo di una storia attraverso uno sguardo positivo e poetico, a volte dosando la leggerezza necessaria per affrontare la profondità“.

I premi e riconoscimenti che il documentario ha raccolto durante il 2015 sono tanti e non solo in Italia; a questi si è aggiunto di recente un prestigioso premio vinto a Cannes, al 7° Festival Internazionale Entr’2 Marches.
Il Festival, dedicato ai cortometraggi sul tema della disabilità, si è tenuto in concomitanza con il più rinomato Festival del Cinema e mette in competizione i migliori 40 film a tema di 13 diversi Paesi, selezionati fra quasi mille produzioni.
Nella motivazione del Premio Miglior Documentario 2016, la giuria ha sottolineato “la capacità del regista di raccontare in maniera naturale e leggera una situazione complessa e difficile, cogliendo le possibilità insieme alle difficoltà“.

Una testimonial del calibro di Simona Atzori invita anche noi a scoprire e condividere la storia di Jeoffrey, realizzando una piccola sedia grazie al cofanetto: è possibile richiederlo a info@fondazionefontana.org o allo 049 8079391 (contributo richiesto 15 euro + 1,68 per eventuali spese di spedizione).
La sedia può essere ritirata presso Fondazione Fontana onlus a Padova in Via F.S. Orologio, 3 oppure in Via Herrsching, 24 Ravina (Trento).

Fondazione Fontana Onlus
a cura di Annalisa Scarpa, redazione di ecopolis

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