Treni Venezia-Milano: nuova tegola con lo stop agli abbonamenti

Frecciarossa trenoNel corso del congresso WCRR (trasporto mondiale su rotaia) tenutosi a Milano nei giorni scorsi, la neo AD di Trenitalia SpaBarbara Morgante, ha comunicato i contenuti dello studio della società di trasporti che prevede dall’1 gennaio 2017, lo stop della formula abbonamento sui treni Freccia Rossa.

Il problema è particolarmente sentito nelle tratte da Venezia verso Milano e da Torino nella direzione opposta, a causa del notevole numero di pendolari della tratta che lavorano/studiano o risiedono a Milano.

Molte di queste persone non coprono l’intera tratta Venezia-Milano, ma sono centinaia di utenti che ogni giorno si muovono da tutto il Veneto (Padova, Vicenza, Verona) verso Milano, e che avrebbero enorme svantaggio da questa scelta di taglio del servizio.

L’antefatto grave è la trasformazione graduale in corso (il completamento è previsto per fine anno) di tutti i Freccia Bianca in offerta commerciale Freccia Rossa.
Per i pendolari cambia ben poco per quanto riguarda la tipologia del servizio ferroviario (qualità e durata del viaggio) mentre quello che cambia molto è la tariffa del servizio.

Le scelte commerciali di Trenitalia Spa poggiano in modo palese sul tentativo di:

– Mantenere i tassi di riempimento dei Freccia Rossa avuti su Milano con l’Expo 2015;
– Offrire un servizio commerciale in linea con la competizione patita con altri operatori ferroviari sulle tratte più remunerative;
Eliminare gli sconti sulle tariffe pendolari, in occasione del cambio dell’offerta, strappata dalla Regione Lombardia sino alla fine del corrente anno;

Evitare la necessaria copertura di posti sui Freccia Rossa a favore di pendolari abbonati a prezzi scontati rispetto ai prezzi praticati a “libero mercato”;
– Presentare un bilancio in attivo sui singoli settori di attività, finalizzato pure allo sbarco in Borsa previsto per il 2017.

Le scelte di Trenitalia Spa sono chiaramente mirate ai soli conti della società, senza tener conto dell’indubbio e inaccettabile impatto sulla vita e sulle tasche dei pendolari.

Lo avevamo detto a più riprese, anche nei mesi scorsi, che il caro tariffe ferroviarie FR non è sopportabile dagli attuali salari e stipendi italiani, lo è ancora meno nel caso degli studenti che gravitano sulle Università milanesi.

Riteniamo che la soluzione non possa essere, come proposto dalle associazioni studentesche degli universitari, in caso di conferma della decisione, l’organizzazione a car-pooling o il megabus (che già sovrappone luoghi, orari e offerta, dell’attuale servizio delle Frecce), in quanto, pur comprendendone le ragioni, si tratterebbe della resa del servizio pubblico a vantaggio del privato.

Al Governo e alle Regioni interessate, tra cui il Veneto sin troppo silente su questo argomento, chiediamo:
1. L’acquisto di servizi mirati all’utenza, negli orari e tratte interessate dai pendolari. Il ripristino dei treni interregionali Venezia-Milano, già dal prossimo orario invernale. Questa scelta è doverosa anche alla luce della già pessima qualità dell’aria in pianura padana.
2. Intavolare una trattativa con Trenitalia Spa, perché è incomprensibile che scelte e decisioni della società di trasporto non tengano nella minima considerazione le ragioni della clientela.
3. Dimostrare che la “cura del ferro” non è uno slogan, ma un pratico esercizio di governo democratico.
4. Praticare tariffe che siano in linea con le reali condizioni delle persone che usufruiscono del servizio e che hanno il diritto alla mobilità.

Ilario Simonaggi, segretario regionale FILT CGIL