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anello cittamurata_1L’anello ciclabile delle città murate rappresenta una grande potenzialità per il territorio dell’estense: peccato che si impraticabile per molti dei suoi 64 km, caretterizzato da una segnaletica spesso ingannevole, nonostante agli atti della Provincia di Padova risulti completato.

Per questo scriviamo allo stesso organo, ai 12 Sindaci dei Comuni interessati e alla Corte dei Conti un esposto e diffida ad intervenire.

Bisogna risalire a 3 anni fa quando in data 5 settembre 2013, con Delibera di Giunta provinciale 128, è stato approvato il progetto definitivo/esecutivo relativo alla realizzazione della segnaletica turistica dell’itinerario denominato “anello delle città murate”. Poco meno di 2 anni dopo, una determinazione dirigenziale (dell’8.06.15) dichiarava l’ammissibilità del Certificato di regolare esecuzione dei lavori per la posa in opera di detta segnaletica.

Purtroppo la situazione in realtà a noi appare tutt’altro che “regolare”. In effetti l’”anello ciclabile delle città murate”, inteso come percorso unitario frequentabile, non esiste! Per cui la segnaletica che lo propone è da ritenersi ingannevole. Lo si può documentare facilmente.

Era il gennaio 2012 quando la Giunta provinciale approvava “Realizzazione di un anello ciclabile delle città murate lungo il fiume Frassine e lungo il fiume Fratta. Progetto preliminare”. Il progetto prevede la suddivisione dell’anello, lungo circa 64 km, in 3 lotti: lotto 1: da Este a Montagnana; lotto 2: Comuni di Urbana e Merlara e lotto 3: da Piacenza d’Adige a Este.

Per quanto riguarda il 1° lotto non è stato eseguito finora alcun lavoro. A parte uno studio di fattibilità, non ci risulta che esista altro, neanche il progetto preliminare. Nonostante questo è stata messa in opera la segnaletica come se il percorso fosse stato interamente realizzato e fosse tutto percorribile.

La situazione sul terreno è questa:

  • segnaletica verticale (pannelli con indicato l’intero circuito, frecce di direzione lungo l’anello e in tutta la fascia circostante) posizionata sul tratto non eseguito relativo al 1° lotto (fino al Palù);
  • tratto in buona parte in condizioni precarie, ma per almeno 5 km, da Prà di Botte a Borgo Frassine, risulta addirittura assolutamente impraticabile non solo in bicicletta ma anche più semplice a piedi (vedi foto 1 e foto 2); in situazione  estremamente precaria risulta pure il tratto (circa 2 km) che attraversa l’area del Palù, a ovest di Montagnana;
  • la segnaletica su tutto questo tratto pare ispirata a criteri quantomai stravaganti: discontinua, in punti casuali e privi di qualsiasi utilità, in diversi casi del tutto sbagliata (a solo titolo indicativo vedi questa foto). Non può che essere definita una vera e propria presa in giro!

Già questa sconcertante situazione rende improponibile il percorso nella sua interezza.

A questa situazione bisogna però aggiungere alcune ulteriori considerazioni.

Il lotto 2 (Progetto esecutivo DGP n. 59 del 2013 e determinazione n. 372 del 2015 Certificato di regolare esecuzione dei lavori) appare realizzato con un fondo sostanzialmente adeguato alle esigenze dei cicloturisti salvo il  tratto immediatamente a sud di S. Salvaro che per circa 400 metri corre su fondo pressochè impraticabile (del resto su tale tratto non è stato eseguito nessun lavoro); su parte del restante lotto, in particolare per oltre 4 km, dall’incrocio con la SP 19 verso Piacenza d’Adige, sono comparse da subito numerose fessurazioni; non essendo intervenuti con l’indispensabile manutenzione su tutte queste crepe è cresciuta rigogliosa l’erba.

Il lotto 3 (Progetto esecutivo DGP n. 20 del 2014 e determinazione n. 371 del 2015 Certificato di regolare esecuzione dei lavori) è stato invece realizzato quasi tutto con un fondo nettamente peggiore: con ghiaia grossolana e presumibilmente senza gli accorgimenti indispensabili per evitare la crescita dell’erba sulla carreggiata. Col risultato che nonostante la recentissima realizzazione e pur con tanto di certificato di regolare esecuzione dei lavori, tutto il 3° lotto, grazie anche alla quasi inesistente manutenzione, per i tratti realizzati ex novo (almeno 10 km), risulta già pressochè impraticabile (almeno per quanto riguarda il normale mezzo utilizzato dai cicloturisti).

In conclusione: nella situazione attuale almeno una ventina di chilometri dell’anello sono da considerarsi impraticabili. E non ci soffermiamo in questa occasione ad elencare i non pochi problemi che riguardano anche la parte restante dell’anello stesso.

Precisiamo che i problemi sopraesposti sono già stati segnalati per iscritto in più occasioni (novembre 2015 e aprile 2016) con la quale abbiamo anche chiesto un incontro. Il 13 aprile u.s. abbiamo inoltre organizzato un incontro pubblico a Este invitando sia i Comuni interessati che la Provincia. In nessun caso da quest’ultima abbiamo avuto qualche riscontro

Stante la situazione sopradescritta chiediamo di verificare innanzitutto la attendibilità dei certificati di regolare esecuzione sia dei due lotti realizzati che in modo particolare della segnaletica e di prendere con l’urgenza che il caso richiede tutte le iniziative necessarie per rendere praticabile l’intero circuito oppure, in alternativa, in attesa di tali provvedimenti, di togliere tutta la segnaletica che induce a far credere ingannevolmente che il circuito sia percorribile.

Flores Baccini, Legambiente Este

a nome anche di Italia Nostra, sez. Este e Comitato Lasciate respirare Monselice

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