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pianta Valle_acqueIl Pra’ della Valle come parte del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione  è  tutelato dalla Repubblica italiana a norma dell’articolo 9 comma due della Costituzione.

La tutela presuppone in primo luogo il restauro del monumento che nel corso dei secoli, dopo la caduta della Repubblica di Venezia, ha subito numerosi abusi fra i quali (…) il tombinamento del canale Alicorno (in via 58° Fanteria, già Venturina) iniziato nel 1953 le cui fasi sono state accuratamente ricostruite in vari contributi da Giorgia Roviaro.”

Così inizia l’osservazione (per leggere il testo integrale clicca qui), che Elio Franzin presidente onorario degli Amissi del Piovego, ha presentato al Piano particolareggiato relativo al sistema prato della Valle (adottato con D.G.C n.187 del 19 /04/2016) con finalità della riapertura, appunto, dello storico canale.

Nella narrazione storica che Franzin fa dell’Alicorno leggiamo: “La canaletta è definita “Chiavica” nella didascalia n. 1 della Pianta di Francesco Piranesi, commissionata, a futura memoria, da Andrea Memo, autore o ispiratore della “Descrizione della generale idea concepita dall’eccellentissimo Signor Andrea Memmo (…) sul materiale del Prato che denominasi della Valle”, Roma, 1786.

Andrea Memo è uno dei maggiori protagonisti dell’Illuminismo culturale e politico veneziano le cui capacità si sono espresse anche nel periodo in cui è stato provveditore “estraordinario” a Padova.

Nelle venti didascalie della incisione di F. Piranesi è articolato in modo sintetico il progetto completo di Memo relativo al Pra’. La prima delle venti didascalie è dedicata alla canaletta (chiavica)  dell’Alicorno che collega il Pra’ alla cortina muraria cinquecentesca (Bastione di Santa Croce). Ai lati dell’Alicorno sono ben visibili i muretti di protezione e due sentieri.

Memo nel suo programma per “render deliziosa la città per maggior attrattiva  de’ forestieri” aveva previsto anche “il passeggio dentro le mura in vari luoghi accomodabili facilmente”  fra i quali la passeggiata dal Pra’ della Valle al bastione di Santa Croce.

Le sue “Viste politiche sopra varie parti del governo di Padova.,” – conclude Franzin – possono essere lette ancora oggi con grande interesse visto lo stato delle acque e delle fognature cittadine.”

Segue un puntiglioso elenco di iniziative e pronunciamenti che si sono avuti negli ultimi tre decenni sull’argomento, accompagnati da una numerosa letteratura (in gran parte dello stesso Franzin).

Tra questi citiamo il “Progetto generale di sistemazione del canale Alicorno” commissionato nel 1982 dal sindaco Guido Montesi all’ing. Claudio De Marco; le pubblicazioni dal 1989 al 1994 del “Piovego, Foglio mensile di cultura ambientalista”, diretto da Gian Pietro Tonon; la Variante per il Centro storico del 1990 in cui nel Sistema del Prato della Valle si prevede un progetto di collegamento fra il Prato della Valle e il sistema bastionato e il “ recupero del corso d’acqua dell’Alicorno”; l’intervento di Bruno Zevi sul n. 33 del 1996 dell’Espresso a sostegno della richiesta di un restauro scientifico globale del Pra’ che recuperi il canale (chiavica)  dell’Alicorno; il convegno del 2000 “Lo stombinamento del canale Alicorno dal bastione Santa Croce al Pra’ della Valle”, degli Amissi del Piovego con la relazione di Fausto Focaccia; il progetto del 2005 “Considerazioni sulla riqualificazione del lato Est dell’area ex-foro Boario velodromo Monti, campo Appiani- (I Fase)” del caposettore arch. GianFranco Zulian, con la consulenza tecnica dello Studio Muratori & Zanon; il convegno “Prato della Valle dal restauro del monumento alla rivalutazione dell’area” del 2010 per iniziativa degli Amissi del Piovego, Italia Nostra, Comitato Memmo torna in Pra’ e Legambiente.

Malgrado le iniziative delle associazioni ambientalista e le prese di posizione di Lionello Puppi e degli altri autorevoli studiosi, il piano dell’arch. Sergio Crotti, approvato nel 2009, che prevedeva la costruzione di un parcheggio sotterraneo a piazza Y. Rabin ed altri edifici, restava però operante. La revoca, attuata con la variante citata in premessa, dà a Franzin l’opportunità di riproporre la riapertura dell’Alicorno come primo passo di quel restauro del monumento “Prato della Valle”, che va considerato prioritario rispetto a qualsiasi altro intervento.

sintesi a cura di Lorenzo Cabrelle – Legambiente Padova

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