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parcheggio selvaggio ForcelliniIllogicità e contrasto con le norme urbanistiche e di attuazione delle zone di perequazione.

Questa è la sintesi delle osservazioni che Legambiente ha presentato sul Piano Urbanistico Attuativo del primo stralcio della zona di perequazione “Forcellini-Canestrini”, adottato dalla Giunta Comunale.

Premesso che è un gravissimo errore aumentare la cementificazione di un’area che lo stesso PAT (Piano di Assetto Territoriale) ha dichiarato avere caratteristiche di fragilità idraulica riteniamo inoltre che il piano sia in contrasto con la normativa comunale e nazionale.

Un primo vizio riguarda l’ampliamento della Scuola d’Inglese e la costruzione di una relativa foresteria (per un totale di 12.681 mc) senza la previsione di parcheggi pubblici su via Forcellini.

La norma richiede uno standard a parcheggio di 230 metri quadri, ma il Piano li localizza lungo via Canestrini e non su via Forcellini dove si trova la scuola, in una posizione quindi assolutamente non funzionale all’intervento. È del tutto evidente che si tratta di una soluzione illogica che disattende le disposizioni di legge e che è destinata ad aggravare il parcheggio selvaggio sulla pista ciclabile e sui marciapiedi di fronte alla Scuola d’Inglese, dove già oggi la situazione è molto critica negli orari di ingresso e di uscita da scuola degli studenti.
I parcheggi funzionali al nuovo insediamento, le strade ed i percorsi pedonali e ciclabili andrebbero inoltre ricavati prevalentemente nell’area edificabile. Il Piano li trasferisce invece in prevalenza nell’area da cedere al Comune, erodendo così ulteriormente lo spazio da destinare all’ampliamento del parco. Ci chiediamo come sia possibile che i tecnici comunali ed il Sindaco Bitonci, che è anche assessore all’urbanistica, possano disapplicare in modo così evidente le norme comunali.

Nelle osservazioni contestiamo anche il Piano Guida che dovrebbe definire lo schema generale dei successivi stralci di attuazione sulla restante parte dei terreni in perequazione.
Nella mappa scompaiono le abitazioni già esistenti: è previsto ad esempio un ingresso al futuro ampliamento del parco su via Canestrini, di fronte ai cancelli dell’Istituto Gramsci, ma in realtà lì ci sono delle case: un’altra svista progettuale che la dice lunga sulla bontà di questo progetto.

Infine non vorremmo che il Comune si fosse scordato addirittura di verificare se chi ha presentato il piano aveva il titolo per farlo: le norme comunali infatti prevedono che quando, come in questo caso, non c’è l’unanimità tra i proprietari delle aree comprese nella zona di perequazione, il piano può essere promosso da soggetti che abbiano almeno il 75% della superficie e il 51% del valore degli immobili ricompresi nell’ambito.
Gli elaborati pubblicati dal Comune non forniscono però alcun dato che confermi il possesso del secondo requisito da parte dei 13 proprietari e delle 3 società che hanno promosso il piano”. Secondo Legambiente esistono quindi motivi di illegittimità del Piano Attuativo adottato che potranno essere oggetto di ricorso presso il giudice amministrativo qualora il Comune intendesse approvare questo progetto.

Andrea Ragona – Presidente di Legambiente Padova

One Response to “Cementificazione in zona Iris: illegittima. Legambiente contesta il progetto”

  1. franco scrive:

    Bravi, la mia stima. Vi prego di continuare l’importante lotta ai cementificatori, oggi della Lega, domani si vedrà. Grazie, Franco

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