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alfonsina_strada_biciclettaQuando pensiamo al ciclismo italiano ci vengono in mente campioni come Gino Bartali, Marco Pantani, Gilberto Simoni, Ivan Basso, Vincenzo Nibali: tutti esclusivamente uomini.

Ma anche le donne hanno avuto un ruolo importante in questo sport, e il comune di Castelfranco Emilia dovrebbe farlo sapere a tutti (o almeno ai suoi abitanti) promuovendo la sua eroina, Alfonsina Strada.

Alfonsina Strada è una delle icone ignorate del ciclismo mondiale: definita “il diavolo in gonnella”, dovette il suo soprannome alla sua caparbietà che la portò a sfidare le regole e le convenzioni sociali del tempo. Fu la prima ciclista donna a correre alla pari dei corridori maschi: i regolamenti dell’epoca ancora non escludevano la possibilità che i due sessi gareggiassero insieme, non ci avevano nemmeno pensato. Alfonsina vinse 36 competizioni, partecipò a due giri di Lombardia (1917 e 1918) e a un Giro d’Italia (1924).

Il 10 maggio 1924 si presentò ai nastri di partenza della Corsa Rosa per correre. Unica donna accanto a 89 corridori uomini, pronti a percorrere i 3613 km in 12 tappe tra cui i 415 massacranti chilometri della Bologna-Fiume.

Su 90 partenti arrivarono al traguardo di Milano solamente 30 eroici “sopravvissuti”, tra cui la tenace Alfonsina, seppure fuori tempo massimo anche a causa degli autografi che spesso e volentieri si fermava a firmare lungo il tragitto.

Il problema della disparità di genere è ancora molto attuale e non accenna ad essere risolto.

Il mondo a pedali non fa di certo eccezione: l’Olimpo delle due ruote è riservato ai campioni uomini, nessuna donna è mai stata incensata per la propria carriera ciclistica.

È per questo motivo che l’associazione Bikeitalia ha deciso di lanciare un’azione simbolica: una petizione rivolta al comune di nascita di Alfonsina Strada, Castelfranco Emilia, per chiedere che venga intitolata una strada a quella che dovrebbe essere considerata un’eroina nazionale per aver saputo sfidare le regole di un Paese maschilista e bigotto in cui si pensava che il compito delle donne fosse “stare a casa, fare figli e portare le corna” (cit. Benito Mussolini).

Oggi a Castelfranco Emilia ben pochi suoi concittadini sanno della sua vita eccezionale, anche perché non c’è nulla che la ricordi.

Vorremmo che il comune di Castelfranco Emilia approvasse una delibera di giunta per onorare la memoria della propria cittadina più illustre intitolandole una strada, per ricordare a tutti quanti una storia che parla di coraggio, di trasgressione e di emancipazione della donna. Se anche voi siete d’accordo, firmate qui la petizione.

La storia di Alfonsina ha ispirato svariati artisti. Nel 1985 Gianni Celati pubblicò il racconto “Storia della corridora e del suo innamorato”, ispirato alla sua figura. Nel 2004 è stato pubblicato il libro scritto da Paolo Facchinetti “Gli anni ruggenti di Alfonsina Strada – Il romanzo dell’unica donna che ha corso il Giro d’Italia assieme agli uomini”, che ispirò poi una sceneggiatura cinematografica. Nel 2010 uscì l’album dei Têtes de Bois, tutto dedicato al tema del ciclismo: tra le canzoni, quella che ebbe più successo fu “Alfonsina e la bici”. Ne è stato tratto un videoclip interpretato dall’astrofisica Margherita Hack, anche lei appassionata del mezzo a due ruote. Infine, nel 2010 ha debuttato lo spettacolo teatrale dal titolo “Finisce per A. Soliloquio tra Alfonsina Strada, unica donna al Giro d’Italia del 1924, e Gesù”.

 Giulia Menin, redazione di ecopolis

One Response to “Una Strada per Alfonsina”

  1. ecopolis ha detto:

    Alfonsina avrà una Strada … o meglio una ciclabile.
    così scrive Paolo Pinzuti in calce alla petizione da lui pubblicata on line a nome di Bike.it: “Il Comune di Castelfranco Emilia ha fatto sapere che in occasione del passaggio del Giro d’Italia del 2016, il 18 maggio 2016 inaugurerà una ciclabile intitolata ad Alfonsina Strada. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno supportato per rendere omaggio alla memoria di questa grandissima ciclista italiana”.

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