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MonseliceRicostruzione del paesaggio euganeo per la valorizzazione del territorio e la creazione di nuove forme di occupazione” è il titolo dell’incontro tenutosi lo scorso febbraio a Monselice.
In particolare si è voluto analizzare il territorio che va dalla Rocca fino all’attuale stabilimento dismesso da Italcementi.
L’incontro è iniziato con l’illustrazione di alcune tesi di laurea nelle diverse materie (economica, agro-forestale, paesaggistico-architettonica) riguardanti il Colle della Rocca.

Patrizia Pegoraro, laureata in economia dell’ambiente con una tesi dal titolo “La Rocca di Monselice tra tutela dell’ambiente e dei beni comuni” ha fatto focus sulla bellezza del paesaggio e sulla tutela dell’ambiente naturale, con particolare riguardo all’utilizzo collettivo dei beni comuni qual è, appunto, la Rocca.

Alberto Sguotti, architetto, ha presentato il suo progetto di recupero della cava della Rocca, con interventi che si propongono di riconnettere il centro di Monselice con il Parco dei Colli Euganei attraverso un sistema di ponti faunistici, piste ciclabili e percorsi pedonali.
Il fulcro del progetto è la Cava Grande, la quale ricollega le diverse parti della città proponendo nuovi ambiti per attività quali l’arrampicata sportiva, conferenze, spettacoli, bird watching ed un museo sul territorio euganeo e sulle attività estrattive che lo hanno interessato.
L’esposizione continua all’interno del colle attraverso il recupero di un tunnel antiaereo della Seconda Guerra Mondiale e dello scavo dell’ascensore progettato per la risalita che non è mai stato concluso.
Le nuove costruzioni hanno quindi una doppia funzione: integrare le attività esistenti con nuovi spazi e servizi e mettere in sicurezza la parte basamentale dei fronti di cava, impedendo ai processi franosi di raggiungere gli spazi pubblici aperti.

Claudio Del Padrone, agronomo forestale, ha sviluppato la sua tesi di laurea sulla cava della Rocca lavorando assieme ad Alberto, analizzando l’evoluzione storica ambientale e formulando una proposta per la valorizzazione e integrazione nel paesaggio attuale.
Alberto e Claudio, dopo la laurea hanno collaborato col nostro Comitato alle varie proposte progettuali presentate in questi ultimi anni: le migliorie al tratto monselicense dell’anello ciclabile dei Colli Euganei, il collegamento ciclabile tra la frazione di San Bortolo e il centro di Monselice, la proposta di valorizzazione e fruizione del Colle della Rocca.

E’ seguita poi la presentazione della tesi di laurea magistrale in architettura di Elena FavaroAmalia Mazzetto e Filippo Parolin, “Area Italcementi, dall’archeologia della produzione alla produzione del paesaggio”, che propone la trasformazione della area in un parco agricolo dei Colli Euganei non demolendo, ma recuperando e riutilizzando gli spazi, mantenendo i tratti caratterizzanti dell’archeologia industriale presente e facendola riconciliare col paesaggio circostante.

Il raccordo e l’approfondimento dei temi sollevati sono stati affidati a Margherita Vanore, ricercatrice e docente dello IUAV, che ha trattato il tema della trasformazione dei “paesaggi della produzione” attraverso progetti adeguati e sostenibili, in grado di qualificare il paesaggio rispondendo alle necessità di tutela e messa in sicurezza del territorio.
Gli esempi illustrati di città del Nord Europa hanno dimostrato che la sostenibilità ambientale non distrugge posti di lavoro, anzi, può crearne di più numerosi e di migliore qualità e può contribuire alla riduzione della povertà e all’inclusione sociale.

Nel dibattito è intervenuto Gianni Sandon, ambientalista storico e consigliere del Parco dei Colli Euganei, per il quale i “paesaggi della produzione” possono essere identificati nei vecchi calcifici ma anche nelle case coloniche e nelle ville venete per le quali l’attività agricola rappresentava “la produzione”.

Gli Interventi puntuali dei sindaci Luciano Zampieri (Baone) e Luca Callegaro (Arquà Petrarca) e di Dario Verdicchio (Fillea Cgil e Filca Cisl) hanno chiuso una serata importante per i contenuti e per l’attenzione sul nodo della riconversione di un’area e sui possibili ritorni occupazionali ed ambientali.

Comitato popolare “Lasciateci Respirare”
sintesi a cura di Mauro Dal Santo – redazione di ecopolis

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