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bici_casa_lavoroFinalmente anche coloro che si muovono in bici nel tragitto casa-lavoro sono tutelati dall’INAIL.

Infatti il 2 febbraio scorso è entrata in vigore la legge n. 221/2015: “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali, secondo cui “L’uso del velocipede, come definito ai sensi dell’art. 50 del decreto legislativo 30.04.1992, n. 285, deve, per i positivi riflessi ambientali, intendersi sempre necessitato.”

Ciò significa che d’ora in poi lavoratori assicurati con l’INAIL che usano la bici nel tragitto tra la propria abitazione ed il lavoro, in caso di infortunio sono sempre tutelati.

Prima purtroppo non era così: per avere la possibilità di essere risarciti era necessario che non vi fossero altre possibilità oltre all’uso della bicicletta per percorrere il tragitto casa-lavoro, in mancanza di mezzi pubblici o per incongruenza degli orari.
Ora invece si considera l’uso della bicicletta alla stregua del mezzo pubblico o dell’andare a piedi.

Va precisato che la legge supera anche la recente interpretazione estensiva dell’INAIL, che estendeva la tutela ai ciclisti nel caso che percorressero piste ciclabili o zone interdette al traffico. Adesso la tutela è sempre operante, anche se l’incidente avviene su strada aperta al traffico. L’odierna entrata in vigore di questa norma può essere considerata come una duplice vittoria del popolo dei ciclisti.

Una vittoria “pratica”, in quanto i lavoratori che usano la bici si vedranno finalmente riconoscere sempre l’infortunio, in passato in tanti casi negato. Ma nel dispositivo di legge c’è anche l’incentivazione del “bike to work”. E’ prevista una destinazione di 35 milioni per il “bike to work” e “bike to school” da parte del Ministero dell’Ambiente rivolti ai comuni con una popolazione superiore ai 100.000 abitanti che abbiano realizzato un piano urbano della mobilità sostenibile.

Inoltre si prevedono fondi a favore dell’Emilia Romagna per il finanziamento della ciclovia Verona – Firenze, che diventa così un tratto importante di proseguo di Eurovelo 7 e della Ciclopista del Sole.

In generale questa norma porta maggiore attenzione alla sicurezza stradale. É ormai affermato il principio per cui gli infortuni è meglio prevenirli che curarli e l’INAIL, pur occupandosi dell’indennizzo, da tempo non si limita alla gestione assicurativa ma promuove politiche di prevenzione.
La FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta assicura il suo contributo affinchè venga applicata da INAIL (si veda ad es. il Quaderno Gallimbeni, Sicurezza stradale e mobilità dell’utenza non motorizzata).

Infine va sottolineato che questa Legge è una vittoria politica e culturale, perché vi si dichiara che l’uso del velocipede è necessitato “per i positivi riflessi ambientali“.

Una legge dello Stato, cioè, sancisce finalmente il concetto che l’uso della bicicletta è “tutela dell’ambiente”, idea che invece FIAB in passato si è vista diverse volte contestare. Si spera quindi che il legislatore abbia chiarito una volta per tutte che la bicicletta fa bene all’ambiente semplicemente perché la gente pedala invece di andare in auto!

“Tale mezzo può costituire una risorsa importante per decongestionare il traffico, rendere più efficiente la mobilità, migliorare la salute dei cittadini; inoltre la bicicletta risulta un veicolo assolutamente economico e competitivo sulle brevi distanze (fino a 5-6 chilometri) e perfino su distanze maggiori. (…) È innegabile, perciò, che la bicicletta risponde alle esigenze, sempre più impellenti, di una mobilità leggera, flessibile, efficiente e compatibile con l’ambiente.” Così si esprime a favore della legge l’avvocato Guglielmo Corsalini, coordinatore dell’Avvocatura regionale dell’INAIL per le Marche e docente a contratto presso l’Università di Macerata, rispondendo alla richiesta di opinioni della FIAB.

Federazione Italiana Amici della Bicicletta

sintesi a cura di Giulia Menin – redazione di ecopolis

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